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Paragon, Nordio: “Nessuno intercettato dalla polizia penitenziaria”. Schlein: “Cosa nascondete?”

Il Guardasigilli Carlo Nordio (ansa)

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Incalzato dalle opposizioni il ministro della Giustizia interviene sul caso del software spia rispondendo a un’interrogazione di Italia Viva. La segretaria Pd: “Il Paese merita delle risposte e vanno date in Parlamento”
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Un lungo braccio di ferro durante il question time, dal Guardasigilli alcuni pesanti silenzi e solo alla fine una smentita ad alcuni sospetti: "La polizia penitenziaria non ha mai usato quel sistema", assicura lui. Ma non c'è una vera spiegazione: resta tutto in piedi il mistero dello spionaggio illecito, consumato nel nostro Paese, grazie allo spyware dell'israeliana Paragon Solutions, su giornalisti e attivisti, su cui il governo continua a non fornire alcuna ricostruzione.

"Una Repubblica delle banane", accusa la sinistra compatta, Renzi e dem in testa. "Il giorno prima Mantovano oppone il segreto su quello che il giorno dopo Nordio spiattella. Contorsioni, inadeguatezza o altro?", è la domanda che arriva dai banchi delle opposizioni. "Su Paragon il governo cosa nasconde?", chiede anche Elly Schlein alla fine del teso pomeriggio alla Camera, dopo aver incalzato per tutto il tempo il ministro Nordio, anche riformulando il testo delle interrogazioni per provare a capire chi e pe…

Un lungo braccio di ferro durante il question time, dal Guardasigilli alcuni pesanti silenzi e solo alla fine una smentita ad alcuni sospetti: "La polizia penitenziaria non ha mai usato quel sistema", assicura lui. Ma non c'è una vera spiegazione: resta tutto in piedi il mistero dello spionaggio illecito, consumato nel nostro Paese, grazie allo spyware dell'israeliana Paragon Solutions, su giornalisti e attivisti, su cui il governo continua a non fornire alcuna ricostruzione.

"Una Repubblica delle banane", accusa la sinistra compatta, Renzi e dem in testa. "Il giorno prima Mantovano oppone il segreto su quello che il giorno dopo Nordio spiattella. Contorsioni, inadeguatezza o altro?", è la domanda che arriva dai banchi delle opposizioni. "Su Paragon il governo cosa nasconde?", chiede anche Elly Schlein alla fine del teso pomeriggio alla Camera, dopo aver incalzato per tutto il tempo il ministro Nordio, anche riformulando il testo delle interrogazioni per provare a capire chi e perché abbia dato l'ordine di sottoporre a captazioni illecite , tra gli altri, l'attivista della Mediterranea Luca Casarini e il direttore di Fanpage Francesco Cancellato.

Di fronte alle pressanti richieste di chiarimento - vanamente stoppate ieri dalla lettera inviata al presidente della Camera, con cui il sottosegretario Mantovano aveva definito tutta la vicenda come materia "non divulgabile" - è Nordio a cambiare direzione. Messo alle strette, risponde alla domanda sull'eventuale impiego dello spyware da parte della polizia penitenziaria e nega ogni coinvolgimento: "Le intercettazioni si fanno solo dietro all'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. Il nostro Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria non ha mai stipulato nessun contratto con qualsivoglia società di qualsiasi tipo. Nessuna persona è stata mai intercettata da strutture finanziate dal ministero della giustizia nel 2024. Nessuna persona è stata mai intercettata dalla polizia penitenziaria. Poi se la stampa insinua cose che non sono vere. in caso. ne risponderà".

Un pomeriggio di scintille, di nuovo, a Montecitorio. Si comincia con tre interrogazioni, è fitto di temi il question time, rispondono Nordio, Lollobrigida e Urso : ma i riflettori sono tutti per il Guardasigilli (anche su suicidi in carcere, riduzione del sovraffollamento, aumento delle capacità degli istituti di pena) e il caso Paragon su cui riesplodono le contraddizioni. “Siamo ormai nelle mani di nessuno. Ieri il governo ci ha detto che non poteva rispondere alle nostre domande su Paragon perché c’era il segreto di Stato. Oggi Nordio, invece, ci viene a spiattellare tutto ciò che ieri era secretato. Tutto incredibile", sottolinea Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera. “La risposta di Nordio certifica che nel governo non c’è alcun coordinamento. Invece di chiarire, il mistero si infittisce. Un ministro dice una cosa, l’altro dice l’opposto, un corpo delle forze dell’ordine dice di sì, un altro dice di no. E tutto questo passa come se nulla fosse accaduto. Ma in questa faccenda, vogliamo vederci chiaro fino in fondo". Il ragionamento è: se quel software non è stato utilizzato dal Dap, è stato allora impiegato dalle Procure? "L’unica cosa certa - chiosa Faraone - è che con Giorgia Meloni presidente del Consiglio la nostra è diventata la Repubblica delle banane”.

È dura anche la leader dem. "In questo paese giornalisti e attivisti italiani sono stati spiati con lo spyware Graphite, utilizzato esclusivamente da organi dello Stato. È preciso dovere del governo - scandisce Schlein - fare chiarezza e dirci chi spiava queste persone e per quale motivo. Cosa sta nascondendo il governo Meloni? Il Paese si merita risposte e il luogo dove fornirle è il Parlamento".

Poco dopo, alle domande della capogruppo Braga e della deputata Serracchiani, che ha riformulato il testo dell'interrogazione, Nordio "salva" la penitenziaria ma non spiega tutto e non convince. E Matteo Renzi attacca su X : "Bingo! Nordio dice in Aula che il ministero della Giustizia non ha mai stipulato contratti con società che hanno Trojan. Se è vero ciò che dice il ministro, e noi abbiamo il dovere di credergli, a questo punto è evidente che nel Governo qualcuno mente. Pensano di fregarci ma non ci conoscono. Un giornalista è stato intercettato in modo illegale: chi è stato? Se nessun ministero è responsabile dell'acquisto del Trojan israeliano allora sono solo i servizi ad avere questo strumento. Ma se i servizi hanno intercettato un giornalista, Alfredo Mantovano ha mentito. Oggi Nordio ha messo molto in difficoltà Mantovano: ecco perché Mantovano non voleva che Nordio rispondesse in aula".

Poco prima, altro scontro sulle carceri . Il ministro della Giustizia aveva risposto all'interpellanza di Fabrizio Benzoni di Azione, tema suicidi. "Sono già 9 ", l'amara annotazione di Nordio, subito corretto dal renziano Giachetti: "Veramente sono 13". E il Guardasigilli: "A noi risultano 9". E il deputato di Iv, di nuovo: "O non conosce i dati, visto che è morta una persona anche oggi; oppure 4 sono risuscitati negli ultimi giorni". E ancora: "Non prendiamoci per i fondelli, per me non c'è differenza se si sono suicidati dentro il penitenziario o mentre erano momentaneamente ricoverati in ospedali. Erano comunque affidati a lei".

Poi si torna a parlare di Paragon, Nordio non offre risposte e allora Federico Fornaro, del Pd, accusa: "Ministro, siamo preoccupati per come lei e il governo continuiate a non tutelare l'immagine della polizia penitenziaria. Noi avevamo fatto una semplice domanda: la polizia penitenziaria ha mai avuto in uso lo spyware di Paragon? Bastava una semplice risposta, 'no', e la cosa si chiudeva. Oppure 'sì' e allora si dovevano introdurre ulteriori elementi di chiarimento nella sede del Copasir. Invece, continuando a non rispondere, state voi alimentando i sospetti di un uso improprio di questo spyware da parte della polizia penitenziaria. Spiare il direttore di un giornale è un atto da Stato di polizia e da sistema autoritario". Adesso il nuovo pezzo di verità - il dap non c'entra - che si aggiunge all'altra circostanza chiarita da Mantovano, "I Servizi non hanno captato illecitamente né giornalisti né attivisti" . Chi scioglierà la matassa? Resta la promessa delle opposizioni: "Non vi daremo democraticamente tregua".

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