Roma — «La vittima non sono io, ma i tanti che sono chiusi nei lager libici, con cui siamo in contatto e che da quell’inferno cerchiamo di far uscire, o i rifugiati deportati nel deserto che cerchiamo di salvare e adesso sono ancora più a rischio». Grazie al team di ricercatori dell’Università di Toronto CitizenLab, Luca Casarini, fondatore di Mediterranea e fra le vittime identificate dello spyw…