Prende in prestito il mondo dello sport per spiegare il funzionamento della giustizia in Italia, che non trarrebbe alcun beneficio dalla riforma sulla separazione delle carriere perché non inciderebbe sui tempi e sull’efficienza. “Se io gioco male a tennis devo essere aiutato a giocare meglio, non devo buttare via la racchetta. Aiutateci a usare la racchetta che abbiamo”. Il neopresidente dell'Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, eletto lo scorso 8 febbraio, in videocollegamento con la commissione Affari costituzionali del Senato sulla separazione della carriere dei magistrati requirenti e giudicanti e l'istituzione di un'Alta Corte disciplinare, con queste parole critica la riforma adesso in seconda lettura a palazzo Madama e spiega: “Credo che il sistema attuale abbia rappresentato criticità e problemi, ma vi chiedo: aiutateci a superare questi problemi all'interno dell'attuale schema. Io credo che un pm che funzioni in maniera equa, che abbia una visione delle cose senza pregiudizi sia nell'interesse di tutti".
E poi ancora, nel corso della sua prima audizione informale, Parodi vuol difendere alcuni principi che, a suo parere, “rappresentano l'essenza dei magistrati. Questa riforma non può incidere sui tempi o sull'efficienza della giustizia. I punti più importanti da trattare sono 4 e il primo è quello dell'Alta corte di giustizia, una nuova sede di valutazione svincolata dal Csm. Chi può valutare dev'essere calato nella realtà che deve disciplinare perché solo così si può avere una valutazione equa", dice il presidente dell'Anm.
"Il secondo punto è quello del sorteggio. Una parte di magistrati lo vede con favore - prosegue Parodi - ed è una scelta fatta, come si è detto chiaramente, per contrastare il potere delle correnti. Ma non si tratta di gruppi di potere, bensì magistrati che hanno la medesima sintonia, un medesimo modo di approcciarsi all'attività professionale”.
Il presidente dell'Anm tocca poi il terzo punto di discussione, "il tema più delicato, della separazione delle carriere. Come cittadino mi sento oggi maggiormente garantito come potenziale indagato dal sapere che il pubblico ministero è un organo che si fa carico di un'indagine a 360 gradi sulle condotte che mi vengono contestate - spiega - oggi il pm è il primo a valutare se gli elementi raccolti possono far prevedere un ragionevole provvedimento di condanna. Il pm dev'essere un soggetto libero di lavorare, senza pregiudizi".
Ultimo punto è "quello dei due Csm". "Da un punto di vista logico, se c'è la separazione delle carriere questa sembrerebbe la soluzione migliore. Ma io mi domando – dice Parodi - ha un senso che il Csm si occupi di funzioni delicatissime che incidono sulla funzionalità della giustizia solo da un'unica prospettiva? L'efficienza non può derivare da una visione differenziata dei problemi”. Problemi che per il nuovo presidente dell’Anm non si risolverebbero con la separazione delle carriere.