L’ultima volta si erano visti ad Auschwitz per gli 80 anni dalla scoperta di quell’“orrido cantiere di morte” che ha segnato la coscienza collettiva degli europei. Tre settimane dopo, Sergio Mattarella accoglie il presidente israeliano Isaac Herzog al Quirinale, alla vigilia di un giorno drammatico per Israele che si prepara a ricevere quattro cadaveri degli ostaggi restituiti da Hamas.
«Sono stato venti giorni fa ad Auschwitz per gli 80 anni dalla scoperta di quell’orrido cantiere di morte ed è stata una grande soddisfazione vedere l’Europa presente al completo al più alto livello rappresentativo», dice il capo dello Stato, una partecipazione che è testimonianza di «un impegno rinnovato contro l’antisemitismo che ha ripreso a circolare». L’Italia è al fianco di Israele, difende il suo «diritto alla sicurezza», ribadisce il presidente della Repubblica, che torna a invocare «una pace reale in Medio Oriente» per raggiungere la quale è necessario dare «una concreta prospettiva di futuro …
L’ultima volta si erano visti ad Auschwitz per gli 80 anni dalla scoperta di quell’“orrido cantiere di morte” che ha segnato la coscienza collettiva degli europei. Tre settimane dopo, Sergio Mattarella accoglie il presidente israeliano Isaac Herzog al Quirinale, alla vigilia di un giorno drammatico per Israele che si prepara a ricevere quattro cadaveri degli ostaggi restituiti da Hamas.
«Sono stato venti giorni fa ad Auschwitz per gli 80 anni dalla scoperta di quell’orrido cantiere di morte ed è stata una grande soddisfazione vedere l’Europa presente al completo al più alto livello rappresentativo», dice il capo dello Stato, una partecipazione che è testimonianza di «un impegno rinnovato contro l’antisemitismo che ha ripreso a circolare». L’Italia è al fianco di Israele, difende il suo «diritto alla sicurezza», ribadisce il presidente della Repubblica, che torna a invocare «una pace reale in Medio Oriente» per raggiungere la quale è necessario dare «una concreta prospettiva di futuro ai palestinesi, con ovviamente l’esclusione di Hamas».
Oggi il gruppo armato palestinese restituirà le salme di quattro ostaggi, tra loro i piccoli fratellini Bibas e la madre Shiri e uno storico giornalista pacifista israeliano, l’86enne Oded Lifshitz. «Siamo nel mezzo di un processo molto sensibile — racconta Herzog all’“amico” Mattarella — che è di riportare a casa i nostri figli e le nostre figlie dalle segrete di Gaza. Le montagne russe emotive alle quali la nostra nazione è sottoposta sono enormi. Ogni ritorno è snervante».
È il tormento di un Paese stravolto dai massacri di Hamas del 7 ottobre e ora deve affrontare un difficile negoziato per mantenere in vita la tregua e iniziare a disegnare un possibile dopoguerra.
Conclusa la visita al Quirinale, il presidente israeliano incontra la premier Giorgia Meloni, la quarta volta da quando la leader di Fratelli d’Italia si è insediata a palazzo Chigi. Un faccia a faccia di un’ora in cui si discute della necessità di far avanzare il cessate il fuoco che ha consentito «il rilascio di una parte degli ostaggi finora», sottolinea palazzo Chigi. Roma è consapevole che la partita più complicata inizia adesso con le trattative per la fase due dell’accordo sulla tregua che arrivano dopo lo shock suscitato in molti Paesi arabi dal piano Trump per Gaza.
Meloni ribadisce a Herzog la posizione dell’Italia, ovvero la necessità di lavorare «per la stabilizzazione e la ricostruzione della Striscia» e costruire «un orizzonte politico verso una pace giusta e duratura nella regione».
A sera, il presidente israeliano raggiunge la Grande sinagoga di Roma avvolto dall’abbraccio della comunità ebraica. Ringrazia ancora l’Italia per aver custodito «la cultura e la storia ebraica» e la «memoria della Shoah» e per la lotta contro l’antisemitismo «compresa l’adozione della definizione di antisemitismo dell’Ihra». Riportare tutti gli ostaggi a casa è un «dovere morale», ripete, ricordando la battaglia esistenziale che Israele si trova a combattere contro il «male assoluto e crudele guidato dall’ideologia jihadista».
L’inno di Israele e quello italiano si abbracciano nel Tempio maggiore gremito di persone e bandiere israeliane. «Avete dimostrato che siamo un unico popolo con un unico cuore», dice emozionato il presidente Herzog. E la risposta arriva dal rabbino capo Di Segni: «Sappia che come sempre avrà in questa nostra comunità antichissima ma quanto mai vitale, una sponda di appoggio e di sostegno».