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Attacchi a Picierno, Pd ai ferri corti con l’alleato: “Parole violente”

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Le parole della vicepresidente del Parlamento europeo sull’atteggiamento dei pentastellati nei confronti del Cremlino, rilasciate in un’intervista a Repubblica, hanno fatto sbottare in tv l’eurodeputato. Solidarietà dal suo partito
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È vero che in Europa fanno parte di due famiglie politiche differenti, ma toni così duri tra M5s e Pd, due partiti spesso alleati a livello locale, non si sentivano da un po’. Così dall’Europarlamento lo scontro è arrivato in Italia e la manifestazione unitaria contro il governo, in agenda prima di Pasqua, sembra già svanita nel nulla.

L’eurodeputato 5Stelle Gaetano Pedullà, ospite del programma L’Aria che tira su La7, dà «dell’infiltrata dei fascisti nella sinistra» alla vicepresidente del parlamento europeo Pina Picierno «che chiede più guerra e più armi». Il pretesto è un’intervista che l’esponente dem ha rilasciato a Repubblica in cui evidenzia la «sintonia ritrovata» tra il partito di Matteo Salvini e quello di Giuseppe Conte sulla Russia. La prova, secondo l’europarlamentare dem, sta nel comportamento delle due forze politiche davanti all’aggressione verbale di Mosca nei confronti di Sergio Mattarella: il «M5s ha espresso parole inopportune» criticando il paragone del capo dello…

È vero che in Europa fanno parte di due famiglie politiche differenti, ma toni così duri tra M5s e Pd, due partiti spesso alleati a livello locale, non si sentivano da un po’. Così dall’Europarlamento lo scontro è arrivato in Italia e la manifestazione unitaria contro il governo, in agenda prima di Pasqua, sembra già svanita nel nulla.

L’eurodeputato 5Stelle Gaetano Pedullà, ospite del programma L’Aria che tira su La7, dà «dell’infiltrata dei fascisti nella sinistra» alla vicepresidente del parlamento europeo Pina Picierno «che chiede più guerra e più armi». Il pretesto è un’intervista che l’esponente dem ha rilasciato a Repubblica in cui evidenzia la «sintonia ritrovata» tra il partito di Matteo Salvini e quello di Giuseppe Conte sulla Russia. La prova, secondo l’europarlamentare dem, sta nel comportamento delle due forze politiche davanti all’aggressione verbale di Mosca nei confronti di Sergio Mattarella: il «M5s ha espresso parole inopportune» criticando il paragone del capo dello Stato tra Terzo Reich e Cremlino, mentre la Lega, con la sua difesa tiepidissima, si è dimostrata un partito, anche in questa occasione, «filo-putiniano».

Quanto basta per far scattare l’invettiva di Pedullà a cui rispondo il presidente del Pd Stefano Bonaccini e il capo delegazione Nicola Zingaretti domandandosi «come sia possibile arrivare a fare dichiarazioni così avventate e violente». La replica della vicepresidente del Parlamento europeo è secca: «Pedullà dovrebbe capire che sostenere la libertà di un popolo di difendersi è una battaglia di sinistra». A sera la misura è colma e criticando l’elogio di Conte nei confronti di Trump, Picierno lancia una frecciatina alla segretaria Schlein che vuole a tutti i costi un’alleanza con M5s: «C’è un limite a tutto, pure alla pazienza, anche quando è testardamente unitaria».

Il solco, tra M5s e Pd, su Kiev è profondo e dentro c’è la piazza progressista lanciata da Conte per protestare contro le politiche economiche del governo e contro l’invio delle armi in Ucraina. Ieri il leader M5s si è fermato a chiacchierare qualche minuto con Schlein a Montecitorio, quando aveva da poco rilanciato la manifestazione da fare perché «la gente non ce la fa più e non può accettare che il governo brindi per avere ottenuto uno scorporo sulle spese militari».

Ma è una piattaforma che difficilmente tutto il Pd potrà digerire e le parole dell’ex premier su Trump non fanno che scavare ancora di più il solco tra Pd e M5s. Secondo Conte, il presidente Usa «con ruvidezza smaschera tutta la propaganda bellicista dell’Occidente sull’Ucraina, e dice una verità» ovvero che «battere militarmente la Russia era irrealistico». Giuseppe Provenzano, il responsabile Esteri del Pd, la pensa in maniera opposta: «Giorni di insulti di Trump contro l’Europa. Volontà di umiliare l’aggredita Ucraina». Scintille che allontano l’ipotetica piazza. Dopo il sì iniziale della segretaria, il partito ora è più cauto.

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