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Sezioni in comune, omaggi a Langer e Ingrao: prove di fusione tra Verdi e Si, Avs punta al 10%

Sezioni in comune, omaggi a Langer e Ingrao: prove di fusione tra Verdi e Si, Avs punta al 10%

Fratoianni e Bonelli al lavoro per blindare definitivamente la convivenza: dal lancio di una rivista alle celebrazioni delle due figure considerate fondative

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Non è ancora una fusione e c'è chi giura che alla fine non ci sarà mai. Ma intanto la strana e arrembante coppia composta da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, forte del 6,8 per cento di Alleanza verdi sinistra alle scorse europee e di sondaggi che confermano un range al massimo sognato per lungo tempo, è al lavoro per blindare definitivamente la convivenza tra Sinistra Italiana ed Europa verde. Non un matrimonio, come fu per Ds e Margherita, sfociato nel Pd - e forse magari meglio così.

Le rispettive organizzazioni infatti hanno dato il via libera, e anzi auspicato, l'apertura di nuove sezioni targate direttamente Avs, gestite in coabitazione. "Spazi aperti, fruibili, attraversabili per momenti di socialità e per la costruzione di relazioni sul territorio", è scritto in un documento organizzativo di Si. Il progetto politico ecosocialista lanciato nel 2022 vuole stabilizzarsi e questo passa anche dal riconoscimento delle rispettive culture politiche. Anche per questo motivo Avs nei prossimi mesi celebrerà due figure considerate fondative: il 6 giugno, per i 30 anni dalla morte dell'ambientalista e pacifista Alex Langer; il 3 ottobre, per i 10 anni dalla morte del comunista Pietro Ingrao, storico leader dell'area più di sinistra del Pci. “Dalla terra alla luna”, sarà il titolo dei due eventi: la terra, richiamo ecologista; e la luna, l'utopia del socialismo, il sogno raccontato da Ingrao nella sua autobiografia, Volevo la luna. Per non sbagliare il taglio storico, tirando da una parte o dall'altra ricordi ed esperienze, i responsabili degli eventi in questione sono due: Marco Boato per i verdi, David Tozzo per Si.

Ma non c'è solo questo, perché i rossoverdi stanno pensando al lancio di una rivista periodica di analisi e approfondimento, cartacea e online, targata Avs; nero su bianco c'è poi la prospettiva di costruire un vero e proprio think tank, un pensatoio d'area. Mentre la prossima estate le feste di partito regionali saranno non più e solo di una delle due forze, ma di Avs, denominate 'Terra!', come la prima e unica festa nazionale dello scorso anno.

All'orizzonte manca però un'altra opzione, quella più complicata da realizzare, ma anche parecchio richiesta da liste civiche, associazioni e realtà vicine alla sinistra rossoverde che però ritengono sbagliato dover scegliere tra uno dei due partiti. Cioè la possibilità di un tesseramento ad Avs tout court.

Il modello di Alleanza verdi sinistra in Italia non aveva mai funzionato per più di un cartello elettorale, in Spagna invece da parecchi anni esistono e resistono esperimenti simili come Izquierda unida, raggruppamento di partiti anche con una storia gloriosa alle spalle, ad esempio il Partito comunista (Pce). Quotata pochissimo alla borsa elettorale di tre anni fa, sospettata di essere la solita zattera di reduci destinata a sconquassarsi il giorno dopo il voto corrosa da gelosie ed egoismi, Avs - si definirono “cocomeri”: verdi fuori, rossi dentro - ha invece tenuto botta grazie anche a un piccolo ma agguerrito gruppo parlamentare. Alle scorse europee, grazie anche alla candidatura trainante di Ilaria Salis, i rossoverdi sono stati il terzo partito più votato dagli under 29, col 16 per cento. E nelle grandi città hanno agevolmente superato il 10.

La prospettiva per le Politiche del 2027 è quindi rinforzare il 'brand', riportandolo in dote al centrosinistra. Puntando alla doppia cifra e magari, vai a sapere, sorpassando il M5S (in Europa ospitato nel gruppo The Left dopo il via libera di Si). La convinzione generale dei rossoverdi è che radicalità e coerenza - rivendicando una proposta politica basata su giustizia sociale, ambientale, di genere, pace - alla fine paghino. Ma senza scambiarsi anelli e promesse di simbiosi, ché non si sa mai.

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