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Schlein a Conte: “Se andiamo al governo insieme, Trump non sarà mai un alleato”

Elly Schlein 

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La segretaria del Pd in un’intervista sul Nove torna a criticare la premier: “Doveva essere il ponte con gli Usa, invece è una vassalla”
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Giorgia Meloni “doveva essere il ponte tra Trump e l'Ue invece è già diventata una vassalla”. La segretaria del Pd Elly Schlein, ospite del programma Accordi e Disaccordi sul Nove, accusa la presidente del Consiglio: per il “silenzio clamoroso” davanti all’idea – portata avanti dall’inquilino della Casa Bianca come da quello del Cremlino – “che i rapporti tra gli Stati e i popoli si regolino sulla base della forza, degli eserciti, del ricatto”. Per la vicinanza inaccettabile a “un'amministrazione Usa che appena arrivata ha fatto decreti che calpestano i diritti fondamentali”. E non ultimo, per la presenza, seppure in video-collegamento, al Cpac, il summit dei conservatori dove Steve Bannon, ieri, ha esibito un braccio alzato: “È una vergogna che Giorgia Meloni voglia partecipare ad una conferenza dove qualcuno fa il saluto nazista". Tanto più che "perfino Bardella, francese di Le Pen, ha deciso di rinunciare”, mentre la premier “rinuncia al G7, quindi relega l'Italia a un ruolo margi…

Giorgia Meloni “doveva essere il ponte tra Trump e l'Ue invece è già diventata una vassalla”. La segretaria del Pd Elly Schlein, ospite del programma Accordi e Disaccordi sul Nove, accusa la presidente del Consiglio: per il “silenzio clamoroso” davanti all’idea – portata avanti dall’inquilino della Casa Bianca come da quello del Cremlino – “che i rapporti tra gli Stati e i popoli si regolino sulla base della forza, degli eserciti, del ricatto”. Per la vicinanza inaccettabile a “un'amministrazione Usa che appena arrivata ha fatto decreti che calpestano i diritti fondamentali”. E non ultimo, per la presenza, seppure in video-collegamento, al Cpac, il summit dei conservatori dove Steve Bannon, ieri, ha esibito un braccio alzato: “È una vergogna che Giorgia Meloni voglia partecipare ad una conferenza dove qualcuno fa il saluto nazista". Tanto più che "perfino Bardella, francese di Le Pen, ha deciso di rinunciare”, mentre la premier “rinuncia al G7, quindi relega l'Italia a un ruolo marginale nella discussione internazionale, perché è prigioniera della sua ideologia”.

Meloni, secondo la leader dem, “non è in grado di difendere gli interessi italiani ed europei di fronte all'attacco frontale di Trump che dice che l'Europa non si può sedere al tavolo per negoziare una pace giusta per l'Ucraina, di fronte a un Vance che dice che non c'è democrazia e libertà di stampa in Europa”.

Considerazioni che hanno un inevitabile riflesso sui rapporti tra i partiti di opposizione. Al leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, la segretaria manda un messaggio netto: “Se andiamo al governo insieme non è possibile considerare Trump niente di vicino a un alleato. Su questo bisogna essere chiari". Perché va bene professarsi “testardamente unitari nelle differenze”, ma bisogna “riconoscere che serve chiarezza”, insiste la dem.

Affronta quindi i dubbi sulla piazza, invocata dai pentastellati prima sui temi economici – invito subito raccolto da Schlein – e poi virata sul terreno meno condiviso delle spese militari, piattaforma assai più scomoda per le diverse anime del Pd.

“Ho detto subito che una manifestazione contro la propaganda di questo governo sull'economia, per il sociale, i salari, le pensioni, contro il caro bollette, siamo disponibili anche a organizzarla", ribadisce Elly Schlein. "Ho anche avuto occasione – racconta – di proporre a Conte direttamente di costruire insieme una piattaforma. Se si vuole fare insieme, costruendo una piattaforma insieme, noi siamo disponibili, perché il nostro avversario è la destra. Se invece c'è l'idea di fare una cosa soltanto dei 5s, lo vedremo. In altri casi abbiamo valutato l'invito sulla base della piattaforma".

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