La piazza di Roma per l’Ucraina. Provenzano: “Pace non significa resa”
di Gabriella CeramiROMA – La piazza grida: “Assassini russi fuori dall’Ucraina”. A Roma, nel quartiere dell’Esquilino, di fronte la basilica di Santa Maria Maggiore si è data appuntamento la comunità ucraina in Italia per i ricordare i tre anni trascorsi dall’invasione russa a Kiev. “Il tempo che è passato non rende l’aggressore meno aggressore e l’aggredito meno aggredito”, dice il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, a nome del partito e della delegazione formata da Cecilia D'Elia, Filippo Sensi, Andrea Casu, Lia Quartapelle e Beatrice Lorenzin. “Di fronte al ribaltamento della realtà fatto da Trump noi abbiamo il dovere di rinnovare le ragioni per cui siamo dalla parte dell’Ucraina. La pace è il primo desiderio dell’Ucraina ma ciò non significare una resa. Adesso dobbiamo sostenere il popolo ucraino per far valere i negoziati per una pace giusta e sicura affinché non si verifichi di nuovo quello è successo tre anni fa”.
Da Kiev si collega il leader di Azione, Carlo Calenda: "Mi dispiace n…
ROMA – La piazza grida: “Assassini russi fuori dall’Ucraina”. A Roma, nel quartiere dell’Esquilino, di fronte la basilica di Santa Maria Maggiore si è data appuntamento la comunità ucraina in Italia per i ricordare i tre anni trascorsi dall’invasione russa a Kiev. “Il tempo che è passato non rende l’aggressore meno aggressore e l’aggredito meno aggredito”, dice il responsabile Esteri del Pd, Giuseppe Provenzano, a nome del partito e della delegazione formata da Cecilia D'Elia, Filippo Sensi, Andrea Casu, Lia Quartapelle e Beatrice Lorenzin. “Di fronte al ribaltamento della realtà fatto da Trump noi abbiamo il dovere di rinnovare le ragioni per cui siamo dalla parte dell’Ucraina. La pace è il primo desiderio dell’Ucraina ma ciò non significare una resa. Adesso dobbiamo sostenere il popolo ucraino per far valere i negoziati per una pace giusta e sicura affinché non si verifichi di nuovo quello è successo tre anni fa”.
Da Kiev si collega il leader di Azione, Carlo Calenda: "Mi dispiace non essere con voi oggi ma sono in Ucraina perché qui si capirà se l'Europa cade, se l'Occidente cade o no. L'ho pensato dal primo giorno dell'aggressione russa e oggi lo penso ancora di più. Sono in Ucraina con mio figlio che ha 18 anni e deve comprendere che qui i suoi coetanei stanno difendendo la sua libertà e lo stanno facendo col rischio del massimo sacrificio che un uomo possa fare". E poi ancora: “Sono desolato da quello che vedo negli Stati Uniti, dove un gruppo di affaristi prende per la gola un popolo di eroi e combattenti. Sono desolato per quello che vedo anche in Europa e talvolta in Italia, per l'incapacità di prendere una posizione ferma, forte, netta. Per noi il crinale dell'Europa passa per l'Ucraina, per noi la libertà dell'Ucraina è la libertà dell'Europa, per noi la libertà dell'Europa e l'Ucraina oggi è la libertà dell'Occidente. Il nostro compito storico in Italia e in Europa è aiutare gli ucraini a difendersi”.
Riccardo Magi di +Europa ricorda che “noi eravamo lì nelle settimane successive all'avvio dell'invasione a testimoniare la nostra vicinanza e solidarietà. E oggi da questa piazza arriva anche una risposta a chi pensa a una pace che in realtà è una resa che porterà nuova violenza e nuove guerre. Dobbiamo continuare a sostenere militarmente il popolo ucraino per fermare questo imperialismo sanguinario di Putin che deve preoccupare tutta l'Europa, perché, come ha detto il presidente Mattarella, la sicurezza dell'Ucraina è la sicurezza dell'intera Europa. Ecco perché l'Unione Europea deve fare in queste settimane un salto in avanti dal punto di vista dell'integrazione politica, pensando a una difesa comune e una politica estera comune”. Magi aggiunge che: “Giorgia Meloni tiene in piedi un equilibrismo che non so quanto potrà durare tra la vicinanza all'Ucraina e l'Europa e la vicinanza all'amministrazione Trump che sta impostando una pace imperiale che esclude il Paese aggredito dal negoziato e prepara nuove guerre".
Per Italia Viva è presente Maria Elena Boschi: "Difendere l'Ucraina significa difendere anche i nostri valori. Noi di Italia Viva non abbiamo cambiato idea, saremo sempre dalla stessa parte perché siamo coerenti. Giorgia Meloni, invece, è stata prima accanto a Putin, poi accanto a Zelensky, ora accanto a Trump".