“La più becera manipolazione informativa” imposta con “metodi censori”. Il comitato di redazione del Giornale Radio Rai denuncia “l’ingerenza politica sempre più frequente” subita dai giornalisti della testata sotto la direzione di Francesco Pionati, nominato in quota Lega.
L’ultimo episodio, racconta il Cdr, risale a venerdì scorso. E ruota intorno a un servizio della redazione cronaca sul sabotaggio della pista da bob in costruzione a Cortina per le Olimpiadi invernali del 2026 – progetto e appuntamento assai cari al presidente leghista Luca Zaia.
Il servizio “sgradito”
Nel pezzo in onda per la prima volta (e ultima) nell’edizione delle 19, la cronista Eleonora Fioretti dà conto delle proteste locali contro la struttura: “Il cantiere della pista per bob, skeleton e slittino è uno dei più contestati della competizione che inizierà il 6 febbraio 2026. Comitati ambientalisti e cittadini hanno puntato il dito contro il disboscamento necessario per completare il restauro della storica pi…
“La più becera manipolazione informativa” imposta con “metodi censori”. Il comitato di redazione del Giornale Radio Rai denuncia “l’ingerenza politica sempre più frequente” subita dai giornalisti della testata sotto la direzione di Francesco Pionati, nominato in quota Lega.
L’ultimo episodio, racconta il Cdr, risale a venerdì scorso. E ruota intorno a un servizio della redazione cronaca sul sabotaggio della pista da bob in costruzione a Cortina per le Olimpiadi invernali del 2026 – progetto e appuntamento assai cari al presidente leghista Luca Zaia.
Il servizio “sgradito”
Nel pezzo in onda per la prima volta (e ultima) nell’edizione delle 19, la cronista Eleonora Fioretti dà conto delle proteste locali contro la struttura: “Il cantiere della pista per bob, skeleton e slittino è uno dei più contestati della competizione che inizierà il 6 febbraio 2026. Comitati ambientalisti e cittadini hanno puntato il dito contro il disboscamento necessario per completare il restauro della storica pista”. Il passaggio diventa il cuore della vicenda.
La direzione, infatti, sollecita “un colloquio con Maurizio Paniz, come fonte informata sui fatti, non è chiaro a quale titolo”, scrive la rappresentanza sindacale. Ex parlamentare di Forza Italia, legale di Belluno, Paniz non ha infatti nessun incarico istituzionale nell’organizzazione dell’evento olimpico. La ragione per coinvolgerlo? L’avvocato veneto, ascoltato il pezzo in onda, “non era d’accordo con la parte in cui si riferiva delle proteste”.
Il caporedattore, però, si oppone alla richiesta di sentire Paniz e il servizio di Fioretti finisce “cestinato”, spiega il Cdr: “Nelle edizioni successive, comprese quelle del mattino, è stato sostituito dai servizi della sede regionale”.
La protesta del Cdr
Da qui la denuncia del comitato di redazione sul “metodo censorio e l'ingerenza politica sempre più di frequente” nei lavori della testata. I rappresentati della redazione parlano di “una continua manipolazione dei fatti, nella testata campione di pluralismo solo quando si tratta di sovra rappresentare la Lega”.
I precedenti
Un’accusa supportata da un dettagliato elenco di esempi: “Il ministro Salvini compare ossessivamente nei titoli"’, sostiene il comitato di redazione del giornale radio. E sempre in maniera compiacente: “Nel giorno del caos treni in Italia, il 12 gennaio, nessun pezzo specifico sui disagi causati, magari con le voci degli utenti. C’era invece un servizio sulle posizioni di Trenitalia e poi sul Ministero dei trasporti che dava la colpa ai governi precedenti, ai no ideologici, alla burocrazia e ai sindacati”. E poi ancora: “L'8 febbraio, nel Gr1 delle 8, il vicepremier Salvini è citato nel primo titolo e poi compare in 4 (QUATTRO) pezzi”.
Per il Cdr, questi sarebbero “solo pochissimi esempi di quello che i colleghi ci segnalano quasi quotidianamente”. Una lista a cui vanno aggiunti i contenuti dei programmi della testata: “Senza parlare del florilegio di omofobi, terrapiattisti, trumpisti, nemici dell'Oms con cui Giù la Maschera”, il programma condotto da Marcello Foa, “ci delizia quotidianamente”, si legge nella nota.
La protesta del comitato sottolinea anche la “sciatteria”: “Venerdì pomeriggio, mentre la sede di Radio Uno veniva visitata dal Cardinale Baldo Reina, una testata all news come la nostra bucava la prima conferenza stampa sulle condizioni di salute del Pontefice”.
“Continueremo a denunciare – concludono - lo stato di abbandono e pressione politica in cui Radio Uno versa da troppo tempo. E chiediamo ai colleghi di segnalarci qualunque episodio di questa natura”.