Cirielli, FdI: “In Germania parleremo con Weidel e i suoi. Giusto che ora entrino nel governo”
di Lorenzo De CiccoIl viceministro Edmondo Cirielli
(ansa)ROMA — Le elezioni in Germania «segnano una svolta storica», sostiene Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e coordinatore nazionale della direzione di FdI.
Perché storica?
«Perché l’ultradestra tedesca non è più ultradestra. È ormai una destra di governo. È meglio per la Germania, è meglio per tutti. Non si potrà più ignorare l’Afd e soprattutto il popolo che li ha votati».
Afd dovrebbe andare al governo?
«Sarebbe un errore per la Cdu, che ha ottenuto una grande vittoria, non scegliere un governo di centrodestra e non istituzionalizzare Afd. Se la escludono dal governo è una scelta di Merz, che però porterà male alla Cdu. Afd ha ottenuto 6 milioni di voti, non si può pensare che in Germania ci siano 6 milioni di nazisti, sarebbe un errore grossolano, banale, anti-democratico».
E cosa sono?
«Persone che chiedono cambiamenti. Credo che Afd debba avere un ruolo, poi magari potrà essere quello di un’opposizione istituzionale, rispettata. Io sono convinto però che le altr…
ROMA — Le elezioni in Germania «segnano una svolta storica», sostiene Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e coordinatore nazionale della direzione di FdI.
Perché storica?
«Perché l’ultradestra tedesca non è più ultradestra. È ormai una destra di governo. È meglio per la Germania, è meglio per tutti. Non si potrà più ignorare l’Afd e soprattutto il popolo che li ha votati».
Afd dovrebbe andare al governo?
«Sarebbe un errore per la Cdu, che ha ottenuto una grande vittoria, non scegliere un governo di centrodestra e non istituzionalizzare Afd. Se la escludono dal governo è una scelta di Merz, che però porterà male alla Cdu. Afd ha ottenuto 6 milioni di voti, non si può pensare che in Germania ci siano 6 milioni di nazisti, sarebbe un errore grossolano, banale, anti-democratico».
E cosa sono?
«Persone che chiedono cambiamenti. Credo che Afd debba avere un ruolo, poi magari potrà essere quello di un’opposizione istituzionale, rispettata. Io sono convinto però che le altre forze politiche, la Cdu ma anche Spd, debbano sfidare Afd sulle scelte di responsabilità. C’è anche un altro fattore da considerare».
Quale?
«Parliamoci chiaro: è evidente che Trump fa sponda all’Afd. Ed è il nostro partner principale, per l’Italia e per la Germania».
FdI è più vicina a Friedrich Merz o ad Alice Weidel?
«Siamo in mezzo. Merz è la parte più di destra della Cdu, forse la Csu bavarese, destra sociale, è più simile a FdI. Però è chiaro che su alcuni temi con Afd esiste una contiguità: soprattutto tra i nostri elettori».
Vede similitudini?
«Beh, è successo anche a noi, quando eravamo l’unico partito di opposizione, siamo stati dipinti come ultradestra, anti-sistema, invece al governo abbiamo dato prova di responsabilità. Certo, An aveva già governato, ma noi discendiamo dal Msi e l’accusa è sempre stata quella che il Msi era l’erede del partito fascista. Invece Afd è un partito nuovo, moderno, senza nostalgismi».
Davvero? Sono accusati di essere neo-nazisti.
«È sbagliato porre la questione in questi termini, irrigidisce anche l’elettorato che li ha votati. Sono solo nazionalisti e tedeschi».
Come FdI pensate di dialogarci in Europa?
«Come governo, qualunque esecutivo si formerà a Berlino saremo amici e alleati della Germania».
Sì ma come partito, FdI dialogherà con Afd?
«È una valutazione che stanno facendo all’Europarlamento, per ora siamo in gruppi diversi. Un dialogo c’è, se ci saranno evoluzioni la scelta la farà il partito a livello europeo».
Musk ha tifato per Afd. È stata un’ingerenza pericolosa?
«Ma no, sono anni che Soros interviene nella politica italiana. Scholz e Macron e persino von der Leyen sono intervenuti sulla nostra campagna elettorale e nessuno ha avuto da ridire. Elon Musk è un libero cittadino e dice quello che gli pare».
Ma è il proprietario di uno dei social più influenti e ora ha anche un ruolo nel governo Usa.
«Ma ci sono tanti imprenditori che sono intervenuti nel dibattito pubblico. L’importante è che lo si faccia con trasparenza».
Parliamo della Cpac. Perché persino i lepenisti si sono sfilati, dopo il braccio teso di Bannon, e Meloni no?
«Meloni ha rispetto per quel partito. Bannon non era il capo di quella convention. Sul singolo episodio, non l’ho visto: non so se volesse fare un saluto nazista o fascista oppure semplicemente è un modo di salutare che hanno in America, lo faceva anche Obama».