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Sospiro di sollievo e appello di Bruxelles per il voto tedesco: “Un governo subito”

Ursula von der Leyen e Antonio Costa 

 

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La prospettiva di un rafforzamento dell’asse Parigi-Berlino. In Italia esultano Salvini e Tajani. La prudenza di FdI
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BRUXELLES - «La legislatura europea inizia ora». Il commento informale che buona parte dei commissari Ue e anche del Consiglio europeo fanno, tirando un sospiro di sollievo dopo il voto tedesco, è questo. Tutti sono poi convinti che il risultato di Berlino potenzialmente possa avere almeno due conseguenze a Bruxelles: ridimensionare il ruolo di Ursula von der Leyen e ricostituire l’asse franco-tedesco alla guida dell’Unione.

Del resto non è un caso che il presidente del consiglio europeo, il portoghese socialista Antonio Costa, abbia convocato un vertice straordinario sull’Ucraina appena le urne in Germania si sono chiuse. Prendendo atto che è stato posto un argine all’avanzata dei neonazisti di Afd, i messaggi che partono dai vertici comunitari riguardano la necessità che Merz formi un governo in tempi brevissimi. Tutto si deve chiudere in poche settimane. «Il programma – ha osservato un autorevole commissario – esiste già: salvare l’Europa».

Il secondo aspetto concerne la c…

BRUXELLES - «La legislatura europea inizia ora». Il commento informale che buona parte dei commissari Ue e anche del Consiglio europeo fanno, tirando un sospiro di sollievo dopo il voto tedesco, è questo. Tutti sono poi convinti che il risultato di Berlino potenzialmente possa avere almeno due conseguenze a Bruxelles: ridimensionare il ruolo di Ursula von der Leyen e ricostituire l’asse franco-tedesco alla guida dell’Unione.

Del resto non è un caso che il presidente del consiglio europeo, il portoghese socialista Antonio Costa, abbia convocato un vertice straordinario sull’Ucraina appena le urne in Germania si sono chiuse. Prendendo atto che è stato posto un argine all’avanzata dei neonazisti di Afd, i messaggi che partono dai vertici comunitari riguardano la necessità che Merz formi un governo in tempi brevissimi. Tutto si deve chiudere in poche settimane. «Il programma – ha osservato un autorevole commissario – esiste già: salvare l’Europa».

Il secondo aspetto concerne la coalizione del futuro Cancelliere. L’alleanza “semaforo” composta fino ad ora da Spd, Verdi e Liberali viene considerata a Bruxelles inefficiente. La speranza è che il prossimo esecutivo abbia solo due colori: quello della Cdu, ovviamente, e nel caso quello dei socialisti.

Da giorni gli uomini più vicini a von der Leyen non nascondono il fatto che l’elezione di Merz cambierà molto gli equilibri con la Commissione. A Palazzo Berlaymont sono consapevoli che i rapporti tra la presidente della Commissione e il futuro Cancelliere non sono mai stati idilliaci. Soprattutto prevedono che il “gruppo di comando” nell’Ue tornerà ad essere quello formato da Germania e Francia con meno potere per la Commissione. Merz ha già spiegato che intende da subito avviare un dialogo privilegiato con il presidente francese Macron e con il premier polacco, il popolare Tusk. Nei suoi progetti, dunque, il cosiddetto “Triangolo di Weimar” può costituire la “locomotiva” politica del Vecchio Continente. Una alleanza dal forte carattere antirusso e decisamente critico rispetto alle posizioni di Donald Trump. Una linea che von der Leyen ha iniziato a condividere (ieri ha chiamato l’inquilino dell’Eliseo per capire cosa avrebbe detto nel colloquio di oggi con Trump) sapendo però che mina la strategia seguita nell’ultimo anno e il filo diretto con le destre - anche quello con Giorgia Meloni - rischia almeno di essere sospeso. E anche il presidente del Ppe, il tedesco Manfred Weber, sostenitore della linea di avvicinamento alla destra, commenta con attenzione ed evita di entrare nello specifico: «Un chiaro mandato di leadership congiunta per Friedrich Merz e per l’Unione. Gli elettori si sono espressi chiaramente a favore di un cambiamento nella politica civile».

Nel nostro Paese anche FI con Antonio Tajani canta vittoria: «I Popolari saranno alla guida del nuovo governo tedesco. Continua il trend vincente dei partiti appartenenti alla famiglia del Ppe, vero argine alla deriva populista». Al contrario Matteo Salvini esulta per l’affermazione di Afd: «Il cambiamento vince anche in Germania, AfD raddoppia i voti, nonostante attacchi e menzogne della sinistra. Brava Alice Weidel». Prudente il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia. Segno che nel centrodestra non c’è un’interpretazione unanime.

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