Caso Almasri, si discute la sfiducia a Nordio: banchi della maggioranza quasi deserti
di Conchita SanninoCarlo Nordio
“Si dimetta, ritrovi l’orientamento per tornare a casa , lei ci ha sempre presi in giro sulla liberazione del torturatore libico, è venuto qui a mentire di nuovo?”. Il ministro Nordio ascolta in silenzio, trattenendo qualunque replica, al più scambiando occhiate o commenti con il collega Piantedosi o con il vice Sisto. I banchi della maggioranza restano desolatamente vuoti. Poche le presenza anche tra la minoranza. Un’ora e quaranta. Raffica di accuse dalle opposizioni, durante la mozione di sfiducia per il Guardasigilli: tutta centrata sulla ricostruzione del caso Almasri. Ma lui lascia in tasca gli appunti, decide in aula che no, non è il caso: parlerà nella ripresa della discussione, entro pochi giorni, chiede la sinistra. A un certo punto sorride, sembra quasi che Nordio voglia replicare. Ma si ferma e a quel punto il deputato Pd , che sta intervenendo, lo gela: “Ministro non rida, lavori meglio. Anzi si dimetta”. È il giorno dell’assalto delle opposizioni, due mozioni di sfiducia…
“Si dimetta, ritrovi l’orientamento per tornare a casa , lei ci ha sempre presi in giro sulla liberazione del torturatore libico, è venuto qui a mentire di nuovo?”. Il ministro Nordio ascolta in silenzio, trattenendo qualunque replica, al più scambiando occhiate o commenti con il collega Piantedosi o con il vice Sisto. I banchi della maggioranza restano desolatamente vuoti. Poche le presenza anche tra la minoranza. Un’ora e quaranta. Raffica di accuse dalle opposizioni, durante la mozione di sfiducia per il Guardasigilli: tutta centrata sulla ricostruzione del caso Almasri. Ma lui lascia in tasca gli appunti, decide in aula che no, non è il caso: parlerà nella ripresa della discussione, entro pochi giorni, chiede la sinistra. A un certo punto sorride, sembra quasi che Nordio voglia replicare. Ma si ferma e a quel punto il deputato Pd , che sta intervenendo, lo gela: “Ministro non rida, lavori meglio. Anzi si dimetta”. È il giorno dell’assalto delle opposizioni, due mozioni di sfiducia, doppio scontro.
Intanto sono passati quaranta giorni dal caso del torturatore libico. Quaranta giorni di buchi, bugie, contraddizioni, persino platealmente trasformate in contestazioni di presunti errori, o mancata chiarezza, rivolte dallo stesso Nordio in aula, verso i giudici della Corte penale internazionale.
Sono i punti ricostruiti dettagliatamente nella mozione di sfiducia presentata dalla capogruppo Pd Chiara Braga e sottoscritta anche dai colleghi presidenti Ricciardi M5S, Zanella di Avs, Faraone di Iv e Magi di +Europa. Unica certezza: il generale Najeem Nosema Almasri, accusato di crimini contro l'umanità che vanno dalle persecuzioni allo stupro di minori, viene prima arrestato in Italia e poi , dopo un meditato e ad oggi non comprensibile silenzio da parte di via Arenula, è riconsegnato fisicamente al suo potere e al suo Paese, lo scorso 21 gennaio. Diventa carta straccia il mandato d'arresto europeo.
Ed è su questo che si appunta l’intervento sferzante di Federico Gianassi, deputato del Pd, che punta il dito contro Nordio: “Lei ministro in quest’aula il 5 febbraio ha fatto l’avvocato difensore di Almasri, ha raccontato che l’ordinanza d’arresto della Corte penale internazionale era un testo troppo complesso scritto in inglese per 40 pagine: cosi abbiamo pensato che al ministero non solo è andata in tilt la app per il processo penale telematico ma persino Google translate”.
A quel punto, il Guardasigilli sorride. E Gianassi :"Mi fa piacere che rida ministro, rideranno meno i cittadini sottoposti alle torture di Almasri. Rida meno e lavori meglio, abbiamo bisogno di un ministro della Giustizia e non di un pessimo avvocato della difesa".
La bocciatura totale arriva in aula naturalmente anche dall'esponente M5s, oltre che ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho: "Lei, ministro, ci ha parlato in aula, il 5 febbraio scorso, di incoerenze e contraddizioni del mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale, "lei si è preso gioco di noi che non avevamo gli atti: quindi non ha osservato la Costituzione, non ha osservato la legge e in aula ha rivendicato orgogliosamente il mancato rispetto di quella legge. Lei non può fare il Guardasigilli".
È duro l'intervento anche di Roberto Giachetti, di IV, che la prende alla lontana ("Io l'avevo sempre seguita e stimata, quindi è anche molto spiacevole ciò che sto per dirle"): "È di una gravità inaudita la vicenda Almasri, ma non è solo quello, anche il caso Paragon lascia basiti, e lei mi ha deluso profondamente. Lei è stato capace di rimangiarsi tutto, di contravvenire a tutto quello che da giurista aveva sempre sostenuto, su idea di giustizia, di garanzie, di rispetto della verità dei fatti. Quindi la mia personale e la nostra sfiducia del partito, a tutto tondo, la più totale. Dovete andarvene via, signor ministro, lei e il sottosegretario Delmastro".
È poi Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera e prima firmataria della mozione di sfiducia contro Nordio, a spiegare che "siamo di fronte a una vicenda gravissima e vergognosa": "Anche sul caso Almasri, signor ministro, lei ha palesato di fronte al Parlamento, e di fronte a tutti i cittadini, di non essere all'altezza. Oggi non a caso i banchi del governo sono ancora sostanzialmente vuoti, la maggioranza è latitante. Lei ha mentito, ha minato la credibilità dell'Italia nel mondo". Aggiunge la presidente dei deputati Pd: "La Cpi è nata per essere la risposta alla domanda di giustizia e noi non possiamo accettare che un ministro in aula, come ha fatto qui solo qualche settimana, sferri un attacco contro i giudici che avevano dato la caccia e chiesto a Roma di consegnare alla giustizia un trafficante macchiatosi di crimini contro l'umanità. Per tutto questo. lei dovrebbe sentire il dovere di lasciare il suo incarico" .
Anche Carla Giuliano, deputata di M5s, esamina tutti i buchi neri del caso del torturatore libico riconsegnato alla sua vita con volo di Stato : "La goffa condotta e poi l'imbarazzante arroganza e le bugie sgangherate con cui lei, signor ministro, e il governo, avete trattato il caso Almasri dimostrano la sua assoluta inadeguatezza. I cittadini non meritano di avere un Guardasigilli così. Ma sbaglieremmo se ci limitassimo ad esaminare le sue parole e il suo comportamento. La prima responsabile di quello che non avete fatto sul caso Almasri, e poi di quello che invece è stato fatto, ad esempio nello spionaggio illecito su giornalisti e attivisti, su cui non ci sono ancora le doverose risposte, è della presidente del Consiglio Meloni: autrice, su questo fronte e su altri, di una fuga vigliacca". Poi, ironizzando sulla sbilanciata reazione di Nordio in favore di Delmastro ("Sono davvero disorientato"), la parlamentare chiude così: "Lo ritrovi il suo orientamento: e lo usi per andare a casa".
E anche la pentastellata Stefania Ascari : "Ma non è che vi state piegando, come Paese, ai poteri che stanno attaccando la Corte Penale internazionale? Lì, nel cuore dell'Europa, siamo andati a sostenere i giudici e i funzionari della Corte oggi nel mirino di chi vuole rimanere impunito dopo reati di genocidio. Quindi, ministro, ci state portando con Trump, con Putin, verso chi odio la Corte Penale, verso chi non chiede giustizia, ma inabissamento di inchieste 4e di colpèe"
Resta la frattura dell'Italia, paese fondatore, con la Corte penale internazionale: la cui Procura ha appena deferito il governo di Roma per le condotte che integrano, stando ai magistrati della pubblica accusa dell'Aia, una clamorosa inadempienza. La Procura dell’Aia ha infatti chiesto il deferimento dell’Italia alla Corte per il comportamento di via Arenula, rispetto ai doveri di collaborazione ed esecuzione che si impongono di fronte ad un mandato di arresto internazionale.