Gaeta nuovo Pg della Cassazione, Mattarella: Csm lavori per irrinunciabile indipendenza delle toghe
di Conchita SanninoÈ Pietro Gaeta il nuovo Procuratore generale presso la Corte di Cassazione. La sua nomina passa al plenum del Consiglio superiore della magistratura con 20 voti contro 9, astenuto il vicepresidente Fabio Pinelli. Al neo Pg arrivano gli auguri di buon lavoro del presidente della Repubblica, vertice del Csm, Sergio Mattarella, che presiede. “Le qualità professionali del dottor Gaeta, note e indiscusse, gli consentiranno certamente di assicurare guida alla salda alla Procura generale della Cassazione, all'interno della quale rappresenta già punto di riferimento. Sono certo che contribuirà in maniera positiva, inoltre, all'attività di questo Consiglio”, sottolinea il Capo dello Stato, ringraziando poi calorosamente l’uscente Pg Salvato, che ha partecipato al voto di mercoledì sera, e che andrà in pensione il 10 marzo. Poche ma determinanti, le parole che arrivano, all’esito della discussione e del voto, dal presidente della Repubblica, nei giorni del massimo conflitto tra politica e magis…
È Pietro Gaeta il nuovo Procuratore generale presso la Corte di Cassazione. La sua nomina passa al plenum del Consiglio superiore della magistratura con 20 voti contro 9, astenuto il vicepresidente Fabio Pinelli. Al neo Pg arrivano gli auguri di buon lavoro del presidente della Repubblica, vertice del Csm, Sergio Mattarella, che presiede. “Le qualità professionali del dottor Gaeta, note e indiscusse, gli consentiranno certamente di assicurare guida alla salda alla Procura generale della Cassazione, all'interno della quale rappresenta già punto di riferimento. Sono certo che contribuirà in maniera positiva, inoltre, all'attività di questo Consiglio”, sottolinea il Capo dello Stato, ringraziando poi calorosamente l’uscente Pg Salvato, che ha partecipato al voto di mercoledì sera, e che andrà in pensione il 10 marzo. Poche ma determinanti, le parole che arrivano, all’esito della discussione e del voto, dal presidente della Repubblica, nei giorni del massimo conflitto tra politica e magistrati. Mattarella invita il Csm a "provvedere con impegno" all'esercizio delle sue funzioni e alla "tempestività nell'assumere le sue decisioni, concorrendo ad assicurare" la "irrinunciabile indipendenza dell'ordine giudiziario" e a "contribuire alla serenità" nei rapporti tra le istituzioni. Esortazione che cade nelle ore che precedono lo sciopero indetto, per domani, dall’Associazione nazionale magistrati.
C’è poi più di un riferimento, tanto pacato nella forma quanto netto nella linea, da parte di alcuni consiglieri che rivolgono un “profondo grazie” a Mattarella “per l’esemplare funzione di presidio democratico e di rigore”. Dai laici Ernesto Carbone e Roberto Romboli, ai togati Antonello Cosentino e Michele Forziati. Apprezzamenti che, da Palazzo Bachelet, segnalano forte disagio per l’incandescente scontro in corso fuori, acuito nelle ultime ore dalle reazioni alla condanna di primo grado a carico del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro.
In particolare, in otto righe appena, un passaggio pronunciato dalla togata di Magistratura democratica, Domenica Miele, esplicita il no alla separazione delle carriere. Il magistrato che abbia svolto insieme “funzioni requirenti e giudicanti” incarna – spiega Miele – una ricchezza che si trasferisce in “garanzia di diritti” per l’imputato e per i cittadini tutti. Un’esposizione accorta, in positivo, ma che rinnova dinanzi a Mattarella la contrarietà ferma al dd di riforma costituzionale che punta a separare i pm dai giudici, e che ancora una volta individua nella figura del presidente “una guida autorevolissima, sotto la quale, sono certa, il nostro Paese troverà sempre la strada maestra: in tutti gli ambiti nazionali e sovranazionali”. Parole verso le quali, a margine, il presidente Mattarella esprimerà personalmente il suo “più sincero ringraziamento”.
Alle 16, il presidente Mattarella apre i lavori del plenum al Csm per la nomina del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, membro di diritto del Csm oltre che del suo comitato di presidenza, e soprattutto titolare dell’azione disciplinare. Nel ringraziare unanimemente il Pg Salvato, dopo 40 anni di onorato servizio, il plenum è chiamato a scegliere appunto tra le due proposte, due toghe di lungo corso e indubbio valore: Piero Gaeta e Pasquale Fimiani, entrambi avvocati generali. Tra i due, Gaeta è in netto vantaggio, avendo la sua candidatura , in V commissione, acquisito 5 voti (1 per Fimiani), ed essendo sostenuto in plenum dai togati di Unicost, di Area, di Md più una parte dei membri di Mi, insieme con i due laici di area Pd e Iv (Romboli e Carbone). Prendendo la parola la togata Miele, di Md, sottolinea che “all’attenzione dell’assemblea plenaria” arrivano “due delibere contrapposte, che vedono, in entrambe, proposti magistrati di indubbio valore”.
Ecco il passaggio che suona a Palazzo Bachelet perché intendano, fuori, le altre istituzioni. La “lunga esperienza” delle due toghe, Gaeta e Fimiani, “nella giurisdizione è stata davvero completa, a 360 gradi, avendo svolto entrambi sia funzioni giudicanti che funzioni requirenti - è l’accento posto da Mele - dimostrando ancora una volta, ove mai ce ne fosse ancora bisogno, come la pluralità delle funzioni sia un arricchimento culturale per tutta la magistratura, ed, in definitiva, una garanzia per i cittadini, perché solo la comune cultura giurisdizionale tra Giudice e Pm consente a quest’ultimo di esercitare con pienezza il suo ruolo di parte pubblica, anche nell’interesse dell’imputato. Proprio il suo essere parte di un unico sistema ne garantisce il ruolo di promotore di giustizia”. E intanto dal Csm, in serata, ecco il Sì allo sciopero che arriva da quasi tutti i togati, di tutte le correnti: sono 19 su 20 (manca solo la firma del giudice indipendente Andrea Mirenda). Le toghe di Mi, Unicost, Area ed Md aderiscono quindi all’astensione di giovedì 27 febbraio, esplicitando in una nota le ragioni della partecipazione alla protesta: «Noi magistrati componenti del Consiglio superiore della magistratura manifestiamo l'adesione alle ragioni dello sciopero dell'Associazione Nazionale Magistrati - scrivono i 19 consiglieri togati di Palazzo Bachelet - Invero si tratta di uno sciopero che la magistratura associata ha indetto non per tutelare interessi di categoria, ma per porre con forza all'attenzione dell'opinione pubblica il tema della garanzia dell'autonomia e indipendenza dell'ordine giudiziario e, dunque, della tutela dei diritti di tutti".
Lunga la carriera di Gaeta, culminata nella nomina ad avvocato generale della Suprema Corte, con grande esperienza in tutti i settori del diritto, soprattutto in quello penale e dell'azione disciplinare di competenza del Pg di Cassazione, ambito che ha riorganizzato di fronte allo tsunami dello scandalo Palamara. Gaeta, che ha esperienza da requirente e da giudicante, ha 'diretto' i magistrati che si sono dovuti occupare di un enorme numero di procedimenti disciplinari e di intercettazioni con il trojan nel quale sono stati captati anche politici. Per due volte, il nuovo Pg è stato distaccato come assistente di studio di tre giudici della Consulta: Flick, Modugno e Gallo, e una volta rientrato in ruolo, ha continuato a curare - senza sgravio di lavoro - il Servizio studi e massimario della Corte costituzionale.