“Pensate alle borsette. Chi difende gli italiani dalle bollette?”. Schlein e Conte contro Santanchè
di Gabriella CeramiDaniela Santanchè non resiste e risponde al cellulare proprio quando Giuseppe Conte sta per prendere la parola. «Mi piacerebbe se la ministra potesse rinviare la sua telefonata, ma vedo che l’educazione non è di questo mondo», l’intervento del presidente M5s, nell’Aula di Montecitorio, inizia così e da questo momento sarà un crescendo di tensione tra scarpe con il tacco 12, che hanno solcato il dibattito parlamentare per tutto il giorno, e un quesito rivolto in direzione palazzo Chigi: «Perché Giorgia Meloni non fa dimettere la titolare del Turismo? È forse sotto ricatto?».
La mozione di sfiducia a Santanchè, rinviata a giudizio per falso in bilancio per il caso Visibilia e accusata di truffa ai danni dell’Inps, è stata presentata dal Movimento 5 Stelle e controfirmata dal Pd e Avs. Conte insiste e rivolgendosi alla ministra dice: «Meloni l’avrebbe dovuta chiamare e far dimettere. Così si mette a rischio l’immagine dell’Italia nel mondo». Alla base del mancato passo indietro, se…
Daniela Santanchè non resiste e risponde al cellulare proprio quando Giuseppe Conte sta per prendere la parola. «Mi piacerebbe se la ministra potesse rinviare la sua telefonata, ma vedo che l’educazione non è di questo mondo», l’intervento del presidente M5s, nell’Aula di Montecitorio, inizia così e da questo momento sarà un crescendo di tensione tra scarpe con il tacco 12, che hanno solcato il dibattito parlamentare per tutto il giorno, e un quesito rivolto in direzione palazzo Chigi: «Perché Giorgia Meloni non fa dimettere la titolare del Turismo? È forse sotto ricatto?».
La mozione di sfiducia a Santanchè, rinviata a giudizio per falso in bilancio per il caso Visibilia e accusata di truffa ai danni dell’Inps, è stata presentata dal Movimento 5 Stelle e controfirmata dal Pd e Avs. Conte insiste e rivolgendosi alla ministra dice: «Meloni l’avrebbe dovuta chiamare e far dimettere. Così si mette a rischio l’immagine dell’Italia nel mondo». Alla base del mancato passo indietro, secondo l’ex premier, ci sarebbero due spiegazioni: «Santanchè ricatta Meloni. Può darsi che all’opposizione hanno condiviso segreti che oggi mettono in imbarazzo la presidente del Consiglio. La seconda è che Fratelli d’Italia, dopo aver avuto come motto “legge e ordine”, oggi che è al potere si sente casta intoccabile». E quindi Conte cita il caso del sottosegretario Andrea Delmastro, che non si è dimesso dopo la condanna a otto mesi per rivelazione del segreto d’ufficio.
Anche Elly Schlein si rivolge alla premier: «Cosa le impedisce di far dimettere Santanchè? Come è possibile accettare in silenzio, dopo che Santanchè ha detto che del pressing di Fratelli d’Italia se ne frega, che lei e solo lei decide se dimettersi come se non esistesse una presidente del Consiglio?». La segretaria del Pd elenca poi tutte le volte che dai banchi dell’opposizione l’attuale premier ha chiesto le dimissioni di ministri e sottosegretari, quindi insiste: «Meloni è stata campionessa mondiale di richieste di dimissioni e oggi ha disertato quest’aula, come fa a non vergognarsi della sua incoerenza? Dove si è nascosta la premier?».
Conte ribatte anche al passaggio che la ministra ha fatto sul tacco 12, quando ha detto che l’opposizione è contro la ricchezza: «Non dica baggianate, siete voi che avete fatto la guerra ai poveri, che odiate i poveri. Noi odiamo o meglio ancora contrastiamo, la disonestà». Una questione, quella dei tacchi e delle borsette, che fa sbottare Schlein: «Lei viene qui a difendere le borsette e chi difende gli italiani dalle bollette?».
Per Elisabetta Piccolotti che interviene a nome di Avs, «il problema non è la ricchezza della ministra, il problema è che quando si è ricchi e non si pagano» gli stipendi ai lavoratori e si umiliano «le persone più povere».
Anche Italia viva, Più Europa e Azione, pur non avendo sottoscritto la mozione di sfiducia, hanno comunque dichiarato il voto a favore. «Noi sappiamo che la mozione di sfiducia non sarà approvata, ma chiunque si è accorto che la ministra Santanchè non è sfiduciata da coloro che hanno presentato questa mozione ma dalla sua stessa maggioranza, dalla premier Meloni», dice Davide Faraone di Iv. E per Riccardo Magi di +Europa, «Santanché dovrebbe dimettersi» non per le questioni giudiziarie, ma «perché ha inanellato una serie di fallimenti da ministro». Tra le proteste delle forze di minoranza in serata la mozione viene respinta.