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Candiani: “Non siamo agli ordini di Macron, i nostri soldati non andranno in Ucraina”

Stefano Candiani, deputato della Lega (ansa)

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Il deputato leghista: “Chi se ne frega di inviare uomini e mezzi. Sulla tregua decideranno Trump e Putin. Succubi degli Usa? Ma è così dal 1946”
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Roma — «La responsabilità di tutto ciò che sta accadendo è tutta di questo signore qua». Il deputato della Lega Stefano Candiani, ex sottosegretario al ministero dell’Interno del governo Conte I e oggi componente della commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera, mostra una foto sul suo cellulare e indica il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Perché la colpa è tutta di Macron? Il presidente francese voleva convincere il tycoon a includere Kiev e l’Europa nei negoziati per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina.

«Macron sta dicendo tutto e il contrario di tutto. Prima fa la predica dicendo che bisogna essere più europeisti e poi fa i bilaterali con Trump. Questa narrazione non funziona».

Cosa avrebbe dovuto fare?

«Non è Macron la persona adatta a parlare con Trump. Chi glielo ha chiesto? Non può fare tutto questo casino e poi convocare in videoconferenza i leader europei che non …

Roma — «La responsabilità di tutto ciò che sta accadendo è tutta di questo signore qua». Il deputato della Lega Stefano Candiani, ex sottosegretario al ministero dell’Interno del governo Conte I e oggi componente della commissione Politiche dell’Unione europea alla Camera, mostra una foto sul suo cellulare e indica il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Perché la colpa è tutta di Macron? Il presidente francese voleva convincere il tycoon a includere Kiev e l’Europa nei negoziati per mettere fine al conflitto tra Russia e Ucraina.

«Macron sta dicendo tutto e il contrario di tutto. Prima fa la predica dicendo che bisogna essere più europeisti e poi fa i bilaterali con Trump. Questa narrazione non funziona».

Cosa avrebbe dovuto fare?

«Non è Macron la persona adatta a parlare con Trump. Chi glielo ha chiesto? Non può fare tutto questo casino e poi convocare in videoconferenza i leader europei che non ha coinvolto per cercare di rimediare».

In realtà è stato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa a convocare la videoconferenza per preparare il Consiglio europeo straordinario del 6 marzo. E durante questa call Macron farà un resoconto del suo viaggio a Washington.

«Non funziona così. Macron non può chiedere più Europa, agire da solo e poi pretende di fare un esercito comune. Non siamo ai suoi ordini».

Eppure la premier Giorgia Meloni non esclude l’invio di soldati in Ucraina se si ritrovano in un contenitore internazionale più ampio, autorizzato da una risoluzione Onu.

«Ma no, chi se ne frega di inviare soldati e mezzi in Ucraina. Il caos lo sta creando ancora Macron. L’invio di militari metterebbe in evidenza che non esiste più l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Non possiamo intervenire perché lo dice il presidente francese».

Ripeto, alla base del viaggio di Macron a Washington c’era il tentativo di includere l’Europa e Kiev nei negoziati di pace. Non le sembra evidente il mancato coinvolgimento dell’Ue?

«Adesso si devono mettere d’accordo gli americani e i russi, e decideranno cosa fare».

A scapito però di Kiev. Come può il Paese che ha invaso l’Ucraina stabilire le condizioni della pace?

«Non capisco quelli che oggi vengono giù dal pero e dicono che siamo schiavi: lo siamo dal 1946».

Che significa?

«Dal 1946 le sorti del mondo vengono decise dall’America e dalla Russia, ora si è aggiunta la Cina».

Sta dicendo che l’Europa deve restare ai margini e non avere voce in capitolo?

«Intanto si devono mettere d’accordo loro. La tregua mica la decidiamo noi»

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