Roma - Il troppo Stroppa. Perché quando il braccio destro di Elon Musk in Italia, il giovane Andrea Stroppa, non si limita a qualche simpatico tweet di esaltazione del suo capo ma entra a piedi uniti su una legge in discussione in Parlamento, attaccando e minacciando Fratelli d’Italia, è il segno che ogni linea rossa è stata superata. L’antefatto è importante. Da mesi è in discussione alla Camera la legge sullo Spazio, fiore all’occhiello del ministro Adolfo Urso. In un articolo si prevede la realizzazione di «una riserva di capacità trasmissiva attraverso una costellazione satellitare», ovvero la possibilità di creare una rete di backup nel caso – mettiamo un attacco hacker dei russi – vadano in tilt le comunicazioni nazionali. Chi sarebbe in grado di offrire subito questo servizio chiavi in mano? Attualmente soltanto Starlink. Il problema è sorto quando il Pd, tirandosi dietro prima le altre opposizioni e poi tutta la maggioranza, è riuscito a far inserire nella legge due chiavistel…
Roma - Il troppo Stroppa. Perché quando il braccio destro di Elon Musk in Italia, il giovane Andrea Stroppa, non si limita a qualche simpatico tweet di esaltazione del suo capo ma entra a piedi uniti su una legge in discussione in Parlamento, attaccando e minacciando Fratelli d’Italia, è il segno che ogni linea rossa è stata superata. L’antefatto è importante. Da mesi è in discussione alla Camera la legge sullo Spazio, fiore all’occhiello del ministro Adolfo Urso. In un articolo si prevede la realizzazione di «una riserva di capacità trasmissiva attraverso una costellazione satellitare», ovvero la possibilità di creare una rete di backup nel caso – mettiamo un attacco hacker dei russi – vadano in tilt le comunicazioni nazionali. Chi sarebbe in grado di offrire subito questo servizio chiavi in mano? Attualmente soltanto Starlink. Il problema è sorto quando il Pd, tirandosi dietro prima le altre opposizioni e poi tutta la maggioranza, è riuscito a far inserire nella legge due chiavistelli per impedire di consegnare l’Italia mani a piedi alla società privata del miliardario sudafricano. Così sono stati approvati, all’unanimità e quindi anche con i voti del centrodestra, due emendamenti all’articolo 25, fissando i presupposti della «salvaguardia della sicurezza nazionale» e del «ritorno per l’industria nazionale». Due concetti semplici, quasi scontati. Ma che sono bastati a scatenare la furia di Stroppa, che sta seguendo da vicino l’iter della legge in commissione e già pregustava un’autostrada sgombra per l’azienda americana.
L’escalation è evidente. Primo tweet, tre giorni fa: «La maggioranza e il governo stanno per varare la legge sullo spazio. Mi dicono che sarà “europeista” e in seconda battuta considererà sistemi Nato come Starlink (tipo ruota di scorta). Non ne sono sorpreso. Sempre avanti!». Ma visto che nessuno gli rispondeva e, anzi, la commissione il giorno dopo approvava gli emendamenti delle opposizioni, Stroppa ieri ha alzato il livello della minaccia: «Bene, si vuole far passare Starlink e SpaceX per cattivi. Agli amici di FdI: evitate di chiamarci per conferenze o altro». Ecco, il ricatto è servito. E non arriva da uno qualunque, trattandosi del lobbista in Italia dell’uomo più ricco del mondo, braccio destro del presidente degli Stati Uniti. Stroppa è colui che portò Musk sul palco di Atreju nel 2023, facendogli conoscere Giorgia Meloni. Insomma, per la maggioranza di governo e, in particolare, per Fratelli d’Italia l’imbarazzo è evidente.
A microfoni spenti i Fratelli si mostrano irritati. Ricordano che è da giorni che Stroppa è protagonista di pressioni indebite, come la campagna di attacchi su X al ministro dell’Interno Piantedosi, con la rappresentazione di interi quartieri delle città italiane «sotto il controllo delle gang». Oppure i sondaggi online per chiedere la sostituzione di Piantedosi con Salvini. Piccoli dispetti, spilli fastidiosi, che si comprende solo ora a cosa puntassero. «Stroppa ha capito male – riferisce uno degli esponenti più in vista di FdI - e si è fatto influenzare dalla propaganda del Pd. Noi non abbiamo votato alcun emendamento anti-Musk». Il ministro Adolfo Urso ufficialmente non replica, ma la risposta a Stroppa è affidata dal partito ad Andrea Mascaretti, relatore in commissione del ddl spazio. «È una polemica assolutamente priva di fondamento, perché gli emendamenti che vengono citati, approvati all’unanimità, non introducono nulla di nuovo, ma rafforzano i concetti di sicurezza nazionale e di ritorno industriale per il sistema Paese, già espressi nella legge». Mascaretti poi punge Stroppa sul vivo: «Questa, comunque, è una legge che ha un solo beneficiario: l’interesse nazionale. Se qualcuno dice il contrario o non ha letto il testo oppure è in malafede». Il timore, espresso a denti stretti, è che Musk, attraverso il suo uomo, possa decidere di cambiare spalla al fucile, passando dalla relazione speciale con Meloni a quella con Salvini. Non sarebbe la prima volta, avendo fatto così in Gran Bretagna con Nigel Farage, prima esaltato e poi scaricato senza troppi complimenti. Intanto chi se la ride è Andrea Casu, il deputato dem autore dei due emendamenti: «Mi sono limitato a mettere per iscritto quello che avevano detto in aula Meloni e Urso sulla difesa dalla sicurezza nazionale. Come facevano a dire di no?».