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Schlein: “Il vocabolario del futuro non lo scriverà la destra”

La segretaria del Pd interviene alla direzione del partito: “Le due sponde dell'Atlantico non sono mai state così distanti”
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"Il vocabolario del futuro non lo scriverà la destra. Riapriamolo sulla pagina della democrazia e dei diritti e scriviamo insieme un nuovo capitolo”. Lo afferma la leader dem, Elly Schlein nel corso della direzione Pd. “È venuto il momento di discutere le nostre proposte con le migliori energie di questo paese – prosegue -. Per questo vi annuncio che presto lanceremo la mobilitazione del partito che ci terrà impegnati nei prossimi mesi in tutto il paese per costruire il progetto per l’Italia. In dialogo aperto con la società e le rappresentanze del lavoro e del mondo produttivo, del terzo settore e delle competenze migliori. Aperto anche ai nostri interlocutori politici”.

Schlein: "Il vocabolario del futuro non lo scriverà la destra". E lancia il Progetto per l'Italia

Schlein affronta anche la situazione internazionale e attacca: "Le due sponde dell'Atlantico non sono mai state così distanti. I pilastri di quella che è stata la politica estera, la rete di alleanze dell'Occidente dal dopoguerra ad oggi sono messi in discussione, picconati da Trump con un pericoloso mix, dal suo nuovo asse con Putin e con la destra nazionalista di tutto il mondo".

"Vogliono riscrivere l'ordine mondiale a colpi di motosega, affettando il diritto internazionale che per loro deve lasciare il posto alla legge del più forte e del più ricco. Noi non lo accettiamo. Noi ci opponiamo con forza a questo disegno e difendiamo il multilateralismo e la cooperazione tra i popoli e gli stati", aggiunge la segretaria del Pd.

Schlein, parlando dei referendum previsti per la primavera afferma: "Sosterremo i referendum sul lavoro, so bene che nel partito c'è chi non li ha firmati tutti, e non chiediamo abiure a nessuno, il pluralismo è un valore, tutti si devono sentire a casa propria. Ma il partito deve scegliere e noi supporteremo i referendum su lavoro e cittadinanza". E prosegue: "C'è rispetto per chi non li ha firmati, ma la posizione del partito deve essere chiara. Ce n'è uno sul Jobs Act, una legge di 10 anni fa, ampiamente rivisitata, siamo in un'altra stagione, anche nel partito, una discussione l'abbiamo fatta".

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