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Tricolore e Costituzione, le toghe contro la riforma: il fronte dei procuratori da Lo Voi a Cantone

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Vice, capi, aggiunti: per la giornata dello sciopero contro Nordio scendono in campo i numeri uno
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Sono quelli che non si metteranno in posa. Che oggi difficilmente vedremo tra i diffusi dibattiti pubblici e flashmob. Fronte dei procuratori. Dei loro vice, degli “aggiunti”. E anche dei presidenti: di Tribunale, di Corte d’Appello, di Sorveglianza. Uffici ordinari o giustizia minorile. Per la giornata di sciopero indetta oggi contro la separazione delle carriere – è la riforma Nordio avversata dall’Associazione nazionale magistrati, guidata ora da Cesare Parodi – scendono in campo i numeri uno, tanti. E stavolta lo dicono. Più che una sfida, la forza di chi ci mette una storia e la faccia. Da Milano a Messina, da Reggio Calabria a Torino, passando naturalmente per Napoli e Roma, fino a Gorizia e a Sassari. Non solo toghe “rosse”, ma anche liberal, moderati, di destra. Per una giornata che oggi vede fiorire iniziative e incontri tutti esterni alle aule.

A Roma, dalle 10, flash mob sulla scalinata della Cassazione, poi alle 11 al cinema Adriano il dibattito con il presidente Paro…

Sono quelli che non si metteranno in posa. Che oggi difficilmente vedremo tra i diffusi dibattiti pubblici e flashmob. Fronte dei procuratori. Dei loro vice, degli “aggiunti”. E anche dei presidenti: di Tribunale, di Corte d’Appello, di Sorveglianza. Uffici ordinari o giustizia minorile. Per la giornata di sciopero indetta oggi contro la separazione delle carriere – è la riforma Nordio avversata dall’Associazione nazionale magistrati, guidata ora da Cesare Parodi – scendono in campo i numeri uno, tanti. E stavolta lo dicono. Più che una sfida, la forza di chi ci mette una storia e la faccia. Da Milano a Messina, da Reggio Calabria a Torino, passando naturalmente per Napoli e Roma, fino a Gorizia e a Sassari. Non solo toghe “rosse”, ma anche liberal, moderati, di destra. Per una giornata che oggi vede fiorire iniziative e incontri tutti esterni alle aule.

A Roma, dalle 10, flash mob sulla scalinata della Cassazione, poi alle 11 al cinema Adriano il dibattito con il presidente Parodi, lo scrittore ed ex pm Gianrico Carofiglio, l’ex vertice Anm Santalucia. A Genova, c’è la star Antonio Albanese a leggere Calamandrei, a Pescara interviene la premio Strega Donatella Di Pietrantonio, a Napoli happening con autori del calibro di Maurizio de Giovanni e Viola Ardone. Una previsione su quanti aderiranno? Nel 2022, contro la riforma Cartabia, si astenne il 48% dei magistrati, mezzo flop.

«Immaginiamo che saremo di più», si lasciano scappare dall’Anm. Sembra soffiare un vento diverso? “Massimo rispetto per le scelte di tutti i colleghi, quello che registriamo in queste ore è comunque un coinvolgimento davvero significativo - sottolinea con Repubblica il presidente dell’Anm Parodi -. Ed è importante ribadire che quello dello sciopero è solo una tappa di un impegno più ampio di sensibilizzazione su questa riforma che contestiamo con nettezza. L’intervento di Mattarella? Il suo accento posto sull’indipendenza della magistratura non possiamo che considerarlo pienamente condivisibile”.

«Al di là dei numeri, a noi pare un indice importante e nuovo l’adesione allo sciopero della stragrande maggioranza dei Procuratori della Repubblica e dei Presidenti di Tribunali», spiega a Repubblica Rocco Maruotti, segretario generale Anm.

Almeno cento figure di vertice si stima che aderiranno alla mobilitazione in vario modo. Numero, raccontano gli addetti ai lavori, approssimato per difetto. Sono coloro ai quali è stato richiesto di condividere la scelta e hanno risposto sì. Aggiungendo: «Aderisco all’astensione, giusto dirlo, è un messaggio importante, ma la mia giornata la passo in ufficio». È il caso per esempio di Francesco Lo Voi.

Il procuratore di Roma, vicino ai conservatori di Mi – sotto attacco di governo e maggioranza ormai da un mese, per il caso Almasri e gli effetti a catena della vicenda spionaggio – neanche oggi rinuncia al riserbo che ha scelto come unica cifra. Al suo fianco, scioperano tutti gli “aggiunti” di piazzale Clodio. Da Mi, come votatissimo candidato alle recenti elezioni dell’Anm, si astiene anche Antonio D’Amato, capo dei pm a Messina, come Francesco Curcio, al vertice di quelli di Catania. Così come aderisce Raffaele Cantone, procuratore di Perugia, area moderato-progressista, anche lui oggi impegnato in ufficio. Scioperano il Pg di Firenze, Ettore Squillace, la Pg e il procuratore di Salerno, Rosa Volpe e Giuseppe Borrelli. Si astiene, ma rimanendo alla scrivania e con la Costituzione esposta all’ingresso Nicola Gratteri, il capo dei pm di Napoli, dalla regione dove si prevede una tra le più consistenti partecipazioni alla protesta. Folta adesione di direttivi e semidirettivi in Lombardia: da Milano scioperano figure di peso, la Pg Francesca Nanni, il presidente di Corte d’Appello Giuseppe Ondei, il presidente del Tribunale Fabio Roia, peraltro i primi ad esprimere solidarietà dopo le recenti minacce di morte dei mafiosi al procuratore Marcello Viola e ai suoi pm, anch’essi vicini alle ragioni dello sciopero. Foltissima adesione in Puglia, dove dicono di sì all’astensione almeno 30 figure apicali, dal procuratore di Bari, Roberto Rossi, di Foggia, Ludovico Vaccaro, ai presidenti di quasi tutti i maggiori Tribunali. Così come in Calabria: si astengono tutti i direttiv ie i semidirettivi del distretto di Catanzaro. Altro dato che arriva in serata, dalla Cassazione: circa 230 adesioni allo sciopero, su 350 giudici. Pare si astengano anche i massimi vertici del Palazzaccio: ma non commentano.

«Credo sia un segnale importante anche per i colleghi più giovani,i più preoccupati delle sorti dell’autonomia e indipendenza della magistratura», sottolinea ancora Maruotti. «Ed è proprio ai colleghi arrivati da poco che va riconosciuto il merito di questo entusiasmo, anche per le loro richieste decidemmo insieme di indire lo sciopero. Va fatta una battaglia per i cittadini e per chi custodirà le istituzioni dopo di noi».

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