ROMA — A due anni esatti dalle primarie che le hanno consegnato la guida del Pd, Elly Schlein riunisce la direzione per serrare i ranghi e sfidare chi, dentro e fuori il Nazareno, prova a metterne in discussione la leadership. Innanzitutto sui referendum, Jobs Act in testa, che sin dall’inizio l’ala riformista aveva chiesto di non sottoscrivere perché «divisivo». E invece lei non solo lo ha fa…