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Sciopero magistrati: il Tg1 cancella il record di adesioni, protesta di Cdr e Usigrai

(ansa)

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“Non trasmettere alcuna immagine dei presidi da Milano a Napoli, non riportare le modalità in cui questi si sono svolti, addirittura nell'edizione più vista, quella di ieri delle 20, non è servizio pubblico”
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Sbianchettare chi sciopera? “Servizio” da affidare al Tg1. L’astensione che giovedì scorso ha letteralmente fermato la giustizia in Italia offerto nel notiziario della rete ammiraglia Rai come una semplice tesi di parte. Senza informare i telespettatori – cittadini e contribuenti del canone - sulla percentuale record dei magistrati che hanno aderito allo sciopero indetto dall’Anm (ovvero: oltre l’80 per cento), nei maggiori distretti giudiziari come nei piccoli uffici periferici: un segnale clamoroso contro la riforma Nordio sulla separazione delle carriere. Eppure, denunciano i sindacati interni, una settimana dopo la Rai ci ricasca. Ancora sulla giustizia, tema caldissimo ed evidentemente da aggiustare, centellinare, concedere piano e a parziali dosi, rigorosamente senza scosse, per la tv di Stato melonizzata.

Sbianchettare chi sciopera? “Servizio” da affidare al Tg1. L’astensione che giovedì scorso ha letteralmente fermato la giustizia in Italia offerto nel notiziario della rete ammiraglia Rai come una semplice tesi di parte. Senza informare i telespettatori – cittadini e contribuenti del canone - sulla percentuale record dei magistrati che hanno aderito allo sciopero indetto dall’Anm (ovvero: oltre l’80 per cento), nei maggiori distretti giudiziari come nei piccoli uffici periferici: un segnale clamoroso contro la riforma Nordio sulla separazione delle carriere. Eppure, denunciano i sindacati interni, una settimana dopo la Rai ci ricasca. Ancora sulla giustizia, tema caldissimo ed evidentemente da aggiustare, centellinare, concedere piano e a parziali dosi, rigorosamente senza scosse, per la tv di Stato melonizzata.

Ma se, il 20 febbraio scorso, lo strillo in evidenza sulla sentenza taroccata (“Assoluzione per Delmastro”) era andata su Rainews, il servizio incriminato oggi torna ad essere quello del Tg1, bocciato stavolta da cdr, il sindacato interno alla redazione, e dall’esecutivo Usigrai, la storica organizzazione dei giornalisti del servizio pubblico.

“Le notizie parziali non sono la cifra del Tg1, omettere la percentuale di adesione allo sciopero dei magistrati, diffusa dalle procure di tutta Italia, non è servizio pubblico”, affonda la nota a doppia firma del sindacato. “Nella giornata dello sciopero non trasmettere alcuna immagine dei presidi da Milano a Napoli, non riportare le modalità in cui questi si sono svolti, addirittura nell'edizione più vista, quella di ieri delle 20, non è servizio pubblico. Così come non riteniamo sia pluralismo mettere sullo stesso piano opinioni diverse nel giorno in cui una parte - circa l'80 per cento - ha espresso una posizione, depotenziando la portata di un evento e non fornendo una informazione completa ai cittadini", scrivono il cdr Tg1 e l’esecutivo Usigrai.

È solo l’ultimo tassello di una Rai sintonizzata in modalità Sorelle e Fratelli d’Italia. Lo stesso Tg 1 che oggi omette le percentuali di uno sciopero che tradisce preoccupazione e rabbia delle toghe (unendo le toghe di diverse sensibilità politiche), è lo stesso capace di ben altri approfondimenti: come la notizia riservata dei voli di Stato per il procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, esposto proprio nell’edizione delle 20 con il materiale riservato di una privata controversia sui trasferimenti Roma-Palermo, proprio mentre la premier e il governo attaccavano il capo dei pm di piazzale Clodio su ogni canale, per l’indagine a carico di Meloni, Nordio, Piantedosi e Mantovano, come effetto della denuncia sul caso Almasri trasferita dallo stesso Lo Voi al Tribunale per i ministri.

Ma sono vari i casi scoppiati sul Tg1 e la sua singolare gerarchia di notizie. Per stare solo agli ultimi. Un altro episodio di informazione parziale – prosegue il comunicato – “è avvenuto, per esempio, in occasione dello sciopero dei medici. Il peso di una evidente maggioranza non può essere rappresentato ai cittadini quanto quello della minoranza. Il corretto pluralismo vorremmo vederlo applicato anche alle pagine che hanno segnato la storia giudiziaria recente del nostro Paese, come la strage di Ustica, per la quale, da servizio pubblico, continuare a dare la parola soltanto a chi sostiene alcune tesi, rischia di diffondere verità di parte come se fossero sentenze definitive". Poi, appena otto giorni fa, su Rai News, la vicenda del sottosegretario alla Giustizia e meloniano doc: quel titolo sparato in video, bianco sul blu, “assoluzione per Delmastro” . Si trattava soltanto della richiesta del pm. Il canale all news della Rai sceglie invece di ingigantire il frammento per il tutto, come fosse la pronuncia definitiva, sulla vicenda giudiziaria del sottosegretario imputato per rivelazione di segreto d’ufficio. Poco dopo, sull’atteso verdetto di primo grado, tutti gli altri battevano la vera notizia: condannato.

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