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Lollobrigida: “Ma l’Italia senza Bruxelles è più debole. Contro i dazi occorre restare uniti”

Francesco Lollobrigida

 

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“Senza se e senza ma con Kiev perché lì c’è una battaglia contro l’imperialismo sovietico”
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SATURNIA (GR) — «Noi siamo senza se e senza ma al fianco del popolo ucraino», scandisce Francesco Lollobrigida, capo-delegazione di FdI al governo, chiacchierando con Repubblica in un angolo del resort delle terme di Saturnia, dov’è stato ospite del “Forum in masseria”. Il ministro dell’Agricoltura parla pochi minuti prima che il video in cui Trump umilia Zelensky faccia il giro del mondo. E il suo messaggio è chiarissimo, sul posizionamento dell’Italia: «C’è una battaglia contro l’imperialismo sovietico, che mette a rischio non tanto quello che avviene oggi, ma anche quello che avverrà domani». E sì, fa capire, può esserci in prospettiva un ragionamento sull’allentamento di alcune sanzioni a Mosca, «come sui fertilizzanti», ma sarebbero bilanciate da altri «interventi commerciali». Quanto ai dazi minacciati da The Donald, «in Europa dobbiamo essere uniti».

Ministro Lollobrigida, che pensa di fare il governo per reagire ai dazi minacciati da Trump?

«Noi oggi sul mercato abbiamo un p…

SATURNIA (GR) — «Noi siamo senza se e senza ma al fianco del popolo ucraino», scandisce Francesco Lollobrigida, capo-delegazione di FdI al governo, chiacchierando con Repubblica in un angolo del resort delle terme di Saturnia, dov’è stato ospite del “Forum in masseria”. Il ministro dell’Agricoltura parla pochi minuti prima che il video in cui Trump umilia Zelensky faccia il giro del mondo. E il suo messaggio è chiarissimo, sul posizionamento dell’Italia: «C’è una battaglia contro l’imperialismo sovietico, che mette a rischio non tanto quello che avviene oggi, ma anche quello che avverrà domani». E sì, fa capire, può esserci in prospettiva un ragionamento sull’allentamento di alcune sanzioni a Mosca, «come sui fertilizzanti», ma sarebbero bilanciate da altri «interventi commerciali». Quanto ai dazi minacciati da The Donald, «in Europa dobbiamo essere uniti».

Ministro Lollobrigida, che pensa di fare il governo per reagire ai dazi minacciati da Trump?

«Noi oggi sul mercato abbiamo un problema. Competiamo con nazioni che hanno leadership, a est e a ovest, che si alzano la mattina e danno un indirizzo politico. Noi invece in Europa ci mettiamo troppo tempo. Abbiamo necessità di essere uniti, è interesse di tutti».

La premier non tratterà dunque da sola, sganciandosi dall’Ue?

«Che stupide le polemiche su Meloni che va da Trump. Dopo ci è andato il presidente francese, il premier inglese, perché ognuno parla con gli Usa, poi deve parlarci anche l’Europa. Una cosa non è in conflitto con l’altra».

È vero che il protagonismo di Macron ha infastidito il governo?

«Tutti hanno il dovere di interloquire con un leader strategico come gli Stati Uniti, per aiutare l’Europa a garantirsi. Quando si parla di accordi commerciali nessuno gioca la partita dell’altro. Ognuno deve fare la propria partita, seduto al tavolo, cercando di capire quali sono gli interessi dell’alleato per arrivare a un punto di caduta utile a entrambi. Questo è l’obiettivo dell’Ue. Poi c’è una questione tutta interna».

Quale?

«Noi siamo in completo dissenso con le politiche di chiusura dei mercati, essendo un paese esportatore, ma prima di giudicare gli errori di altri, badiamo ai nostri. L’Europa deve prendere atto che i competitor non sono il paese vicino. Pensiamo al vino: se un paese non lo produce e fa un’etichetta allarmistica, mi preoccupa. Nessun dazio può produrre danni pari a quelli che fanno alcune politiche Ue. Comunque non serve una guerra commerciale, la strada deve essere diplomatica».

Non vi spaventa l’ipotesi di dazi selettivi di Trump?

«Se ci fossero, la risposta dovrà essere unitaria europea, se c’è consapevolezza di lavorare insieme. Altrimenti non credo che un italiano debba essere preoccupato, perché il nostro rapporto migliore con gli Usa dovrebbe metterci al riparo. Ci sarà una contrattazione tra Paesi Ue e poi si tratterà con gli Usa. Se non ci fosse questa soluzione, la migliore, ce n’è una subordinata».

Trump non prova a rompere la solidarietà europea?

«Non è Trump che la rompe, semmai gli stessi Paesi europei. Dobbiamo lavorare a politiche unionali vere».

Allenteremo le sanzioni a Mosca?

«L’unica analisi da fare è se arrecano più danni che benefici. In quel caso, magari si trovano altri strumenti commerciali in altri settori. Per esempio sui fertilizzanti».

Salvini intanto piccona l’Ue. C’è una competizione a destra su chi è più trumpiano?

«Noi facciamo la competizione a chi è più italiano in Europa, sapendo che senza Europa noi siamo più deboli. Però aggiungo: l’Italia in Ue è imprescindibile».

Così sembra molto europeista.

«Noi siamo europeisti. Il 25 marzo faremo un evento che s’intitola Agricoltura È. “E” come Europa, ci sarà anche il commissario Hansen».

Che ne pensa dell’iniziativa lanciata da Michele Serra su una piazza per l’Europa?

«In una piazza dove ci sono le bandiere nazionali e anche la bandiera Ue vado sempre volentieri. Dove c’è solo quella europea e sparisce quella nazionale no».

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