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Il 15 marzo a Roma la grande piazza per dire sì all’Europa

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Aumentano le adesioni alla proposta lanciata da Michele Serra sulle pagine di questo giornale
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L’appello è stato raccolto. Senza indugiare. La manifestazione «con zero bandiere di partiti, solo il blu monocromo europeista» a difesa del Vecchio Continente, lanciata da Michele Serra due giorni fa su Repubblica, ha già una data, un luogo e moltissime adesioni. I sindaci italiani, di destra e di sinistra, andando oltre i colori politici di appartenenza, di fronte al sostegno arrivato dalle associazioni, dai movimenti, dalla società civile e anche dai cittadini, si sono uniti e, d’accordo con il giornalista e scrittore, hanno dato appuntamento a Roma sabato 15 marzo alle 15 «per dimostrare che gli europei ci sono, e bisogna dunque fare l’Europa».

Nel manifesto, dopo quella di Michele Serra, ci sono le firme di quindici sindaci di diversi schieramenti, altre se ne aggiungeranno: Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli), Stefano Lo Russo (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Sara Funaro (Firenze), Roberto Lagalla (Palermo), Vittoria Ferdinandi (Perugi…

L’appello è stato raccolto. Senza indugiare. La manifestazione «con zero bandiere di partiti, solo il blu monocromo europeista» a difesa del Vecchio Continente, lanciata da Michele Serra due giorni fa su Repubblica, ha già una data, un luogo e moltissime adesioni. I sindaci italiani, di destra e di sinistra, andando oltre i colori politici di appartenenza, di fronte al sostegno arrivato dalle associazioni, dai movimenti, dalla società civile e anche dai cittadini, si sono uniti e, d’accordo con il giornalista e scrittore, hanno dato appuntamento a Roma sabato 15 marzo alle 15 «per dimostrare che gli europei ci sono, e bisogna dunque fare l’Europa».

Nel manifesto, dopo quella di Michele Serra, ci sono le firme di quindici sindaci di diversi schieramenti, altre se ne aggiungeranno: Roberto Gualtieri (Roma), Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli), Stefano Lo Russo (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Sara Funaro (Firenze), Roberto Lagalla (Palermo), Vittoria Ferdinandi (Perugia), Daniele Silvetti (Ancona), Massimo Zedda (Cagliari), Vito Leccese (Bari), Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Maria Luisa Forte (Campobasso), Vincenzo Telesca (Potenza), Luigi Brugnaro (Venezia). «Sarà una manifestazione di cittadini, aperta a chiunque, di qualsiasi fede politica, si senta cittadino europeo. Senza simboli di partito - si legge - solo il blu stellato della bandiera dell’Unione Europea».

Le immagini di Donald Trump e Volodymyr Zelensky alla Casa bianca, e del presidente degli Stati Uniti che dà dell’ingrato al presidente dell’Ucraina accusandolo di «giocare con la Terza guerra mondiale» hanno fatto da detonatore accendendo, ancora di più, la voglia di scendere in piazza quanto prima.

«L’Europa è necessaria. Le sue divisioni e la sua debolezza politica sono ragione di grande preoccupazione per milioni di europei, che vorrebbero sentirla parlare con una sola voce», scrivono infatti i sindaci facendo riferimento soprattutto all’atteggiamento dell’Unione europea rispetto al conflitto in Ucraina e a una trattativa lasciata nelle mani degli Usa e della Russia. «In un momento di così grande e veloce mutamento degli assetti mondiali, solo un’Europa più unita, più solida, forte dei suoi princìpi fondativi, convinta che il suo processo federativo debba accelerare, può essere capace - concludono i primi cittadini - di fare fronte al presente e preparare un futuro migliore».

La segretaria del Pd, Elly Schlein, sempre sulle pagine di questo giornale, si è detta pronta a dare una mano per raggiungere l’obiettivo di «un abbraccio collettivo che reagisca all’offensiva dei nazionalisti». A nome di tutti i senatori dem ha parlato poi Francesco Boccia perché «dopo l’aggressione di Trump a Zelensky la storia impone una reazione forte». Azione, di Carlo Calenda, sarà in piazza oggi a Roma, Milano e in altre città, e lo sarà anche il 15 nella Capitale.

Le adesioni, come si è detto, sono arrivate anche dal centrodestra. C’è Lagalla, sindaco di Palermo, che vuole essere in prima linea per «ripensare l’Europa in Europa, mettendone in evidenza i valori costitutivi e superando gli egoismi degli Stati». Ci saranno anche il Consiglio italiano del Movimento europeo, che riunisce partiti, sindacati, enti e associazioni, e Base Italia di Marco Bentivogli: «Il mondo che abbiamo conosciuto dopo la liberazione dal nazifascismo rischia di tornare nella parte più buia della storia».

Poi sono intervenute le Acli, le associazioni cristiane lavoratori italiani, per dire che anche loro «sono pronte a sostenere la mobilitazione, per costruire un’Europa più forte, più unita, più vicina alle persone».

Manfredi, il presidente dell’Anci, non esclude che la manifestazione possa avere anche un carattere «diffuso, con una partecipazione corale: dobbiamo fare in modo che i cittadini si mobilitino». In tutte le città, quindi, ma soprattutto a Roma, cuore della mobilitazione.

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