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“Viva Trump”, l’elogio di Salvini. Forza Italia: calma, basta tifoserie

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Scintille all’interno della maggioranza dopo l’umiliazione di Trump a Zelensky
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SATURNIA — A Matteo Salvini che l’altro ieri twittava «Viva Trump», Forza Italia risponde così: «Manteniamo la calma, le tifoserie non vanno mai bene». Il video in cui il presidente degli Usa umilia Volodymyr Zelensky alla Casa bianca allarga la crepa in maggioranza sulla politica estera. Il segretario della Lega non ha alcuna intenzione di svestire i panni dell’iper trumpiano, nemmeno dopo la scena dello studio ovale.

Ieri mattina, dopo una colazione con Bruno Vespa che l’ha ospitato qui nel grossetano ai “forum in masseria”, ha rilanciato di nuovo, sul social di Elon Musk: «Se a Bruxelles qualcuno ancora usa toni bellici, l’Italia ha il diritto e il dovere di lavorare, insieme agli Stati Uniti e a tutti quelli che cercano di evitare una terza guerra mondiale, per restituire ai nostri figli un futuro di pace». Nelle stesse ore, l’altro vicepremier, il ministro degli Esteri e segretario forzista Antonio Tajani insisteva sul fatto che «una pace giusta non può essere una sconfitta di Ki…

SATURNIA — A Matteo Salvini che l’altro ieri twittava «Viva Trump», Forza Italia risponde così: «Manteniamo la calma, le tifoserie non vanno mai bene». Il video in cui il presidente degli Usa umilia Volodymyr Zelensky alla Casa bianca allarga la crepa in maggioranza sulla politica estera. Il segretario della Lega non ha alcuna intenzione di svestire i panni dell’iper trumpiano, nemmeno dopo la scena dello studio ovale.

Ieri mattina, dopo una colazione con Bruno Vespa che l’ha ospitato qui nel grossetano ai “forum in masseria”, ha rilanciato di nuovo, sul social di Elon Musk: «Se a Bruxelles qualcuno ancora usa toni bellici, l’Italia ha il diritto e il dovere di lavorare, insieme agli Stati Uniti e a tutti quelli che cercano di evitare una terza guerra mondiale, per restituire ai nostri figli un futuro di pace». Nelle stesse ore, l’altro vicepremier, il ministro degli Esteri e segretario forzista Antonio Tajani insisteva sul fatto che «una pace giusta non può essere una sconfitta di Kiev». E quanto a Bruxelles «noi di Fi crediamo in un’Europa forte e unita, lo riaffermeremo al congresso del partito popolare europeo a Valencia».

Il capo della Farnesina modera i toni, ma ci pensa il suo portavoce nazionale nel partito, Raffaele Nevi, a pungere l’alleato leghista: «Dobbiamo cercare di mantenere la calma, essere responsabili. Salvini da tempo è molto affascinato dal presidente Trump, ma noi dobbiamo costruire le condizioni affinché quello che sta accadendo non sfoci in una nuova tensione tra Europa e Usa». Insomma, «le tifoserie non vanno mai bene».

Il Carroccio non incassa il colpo. E contro-ribatte col suo responsabile Esteri, Paolo Formentini. Che alza ancora i decibel dello scontro: «La calma invocata da FI è impersonata dalla loro cara Ursula von der Leyen e sta portando l’Italia e l’intera Europa nel burrone». Seguono attacchi a Bruxelles: «L’Ue, nata come sogno, ormai è una gabbia di vincoli e regole assurde», quindi «evviva la libertà, evviva Trump».

Sul comportamento di Trump, da FdI tutto tace. L’unico a esporsi pubblicamente è il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli. Per dire questo: «Non credo che una persona, uno Stato che ti protegge in Europa possa essere insultato nel momento in cui chiede di rivedere le condizioni». Una difesa di The Donald.

Davanti alla scena drammatica dell’altro ieri a Washington, il centrosinistra pare ricompattarsi su una richiesta: «Meloni riferisca alle Camere prima del Consiglio straordinario del 6 marzo», è l’appello. Ma FdI alza subito il muro, con i capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan: «Meloni ha già in programma di riferire alle Camere per il prossimo 18 e 19 marzo in vista del Consiglio Ue» ordinario. Poi parlerà il 23 aprile, per un premier time. Ai Fratelli basta così (e avanza).

L’opposizione però continua a battere su questo chiodo. Per i capigruppo in Parlamento, Chiara Braga e Francesco Boccia, è dovere della presidente del consiglio «spiegare al Paese se ha intenzione di abbandonare l’Ucraina al suo destino, se pensa di distinguersi dal resto dell’Europa e come intende rispondere all’arroganza degli Usa e di Trump». Sia Italia viva che il M5S ha inviato due lettere ai presidenti di Camera e Senato per chiedere la convocazione urgente di una capigruppo, per calendarizzare un intervento della premier. Per il leader di Iv, Matteo Renzi, «le immagini dello scontro di ieri alla Casa bianca suscitano angoscia in tutto il mondo libero. L’Europa deve svegliarsi. È il momento della politica, non delle influencer. Meloni non può fuggire». Anche per il segretario di Azione, Carlo Calenda, «siamo davanti a un cambiamento epocale, gli Stati Uniti hanno assunto una postura da autocrazia». Incalzano pure i rossoverdi di Avs: «Meloni dica da che parte sta: con Putin e Trump o l’Europa».

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