Piazza del Popolo è pronta, il 15 marzo alle 15, a trasformarsi nella piazza dell’Europa. Questa volta non una piazza di destra o di sinistra ma trasversale in difesa dei valori europei, di libertà e di autodeterminazione dei popoli.
Questo celebre scenario, dove si sono svolti i grandi raduni di massa, è stato scelto e annunciato sui social dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha raccolto, insieme ad altri primi cittadini di diverso colore politico, l’appello lanciato da Michele Serra sulle pagine di Repubblica per una manifestazione «con zero bandiere di partiti, solo il blu monocromo europeista» e che sia «per l’Europa».
Il giornalista e scrittore, ospite del programma Che tempo che fa di Fabio Fazio, ha raccontato di aver ricevuto da subito grande sostegno e una valanga di adesioni, e poi, scherzando un po’, ha aggiunto che «per fortuna sono venuti i sindaci a salvarci», che hanno fatto loro la proposta di una grande piazza.
E infatti rilanciando la lettera firmata da qu…
Piazza del Popolo è pronta, il 15 marzo alle 15, a trasformarsi nella piazza dell’Europa. Questa volta non una piazza di destra o di sinistra ma trasversale in difesa dei valori europei, di libertà e di autodeterminazione dei popoli.
Questo celebre scenario, dove si sono svolti i grandi raduni di massa, è stato scelto e annunciato sui social dal sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha raccolto, insieme ad altri primi cittadini di diverso colore politico, l’appello lanciato da Michele Serra sulle pagine di Repubblica per una manifestazione «con zero bandiere di partiti, solo il blu monocromo europeista» e che sia «per l’Europa».
Il giornalista e scrittore, ospite del programma Che tempo che fa di Fabio Fazio, ha raccontato di aver ricevuto da subito grande sostegno e una valanga di adesioni, e poi, scherzando un po’, ha aggiunto che «per fortuna sono venuti i sindaci a salvarci», che hanno fatto loro la proposta di una grande piazza.
E infatti rilanciando la lettera firmata da quattordici primi cittadini, a cui se ne stanno aggiungendo molti altri, Gualtieri ribadisce che «l’Europa è necessaria. Le sue divisioni e la sua debolezza politica sono ragione di grande preoccupazione». Quindi, scrive il sindaco della Capitale, «per dimostrare che gli europei ci sono, e bisogna dunque fare l’Europa, ci vediamo a Roma. Sarà una manifestazione di cittadini, aperta a chiunque, di qualsiasi fede politica, si senta cittadino europeo». In linea con quanto detto da Serra che immagina piazza del Popolo come «un luogo emotivo, di orgoglio europeo in un momento in cui l’Europa vive una situazione molto complicata, rischia grosso perché da una parte c’è Trump e dall’altra c’è Putin».
Intanto le adesioni aumentano e molti amministratori locali stanno valutando cosa fare, se partecipare all’evento in programma a Roma o se organizzare una piazza nella propria città. La proposta ha raggiunto i sindacati, con la Cisl che ha annunciato la sua presenza in piazza «per lanciare uniti questo grido» affinché si arrivi al «traguardo finale degli Stati Uniti d’Europa».
Anche la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) con il presidente Vittorio di Trapani, sarà presente: «Nell’era delle rinascenti autocrazie, oligarchie, abbiamo il dovere di alzare alta e fiera la bandiera dei diritti e delle libertà che la nostra Unione da decenni continua a garantirci». Si aggiunge il Festival della comunicazione di Camogli «perché siamo convinti - scrivono i direttori - che sia indispensabile e utile ribadire oggi più che mai il sostegno all’Ucraina, il valore dell’Europa e la difesa della libertà».
E, a dimostrazione della trasversalità della manifestazione, Filippo Rossi fa sapere che anche la Buona destra ci sarà: «L’Unione è un nano politico e rischia di non essere nemmeno più un gigante economico. Scendere in strada è un atto di visibilità e di appartenenza, la prova che l’Europa non è soltanto una costruzione burocratica, ma una comunità di cittadini determinati a scrivere il proprio futuro».
Adesso c’è anche un hashtag della manifestazione: #LEuropaSiamoNoi. «La paura è utile - dice ancora Serra - fa capire che bisogna fare qualcosa». Il primo atto è a piazza del Popolo.