Mattarella in Giappone, elogio degli alleati affidabili: “Paese amico, tra noi stima reciproca”
dal nostro inviato Concetto VecchioTOKYO – Al Quirinale sono, come tutti, disorientati di fronte al nuovo ordine mondiale prefigurato da Trump. Uno storico alleato ci sta voltando le spalle e decenni di atlantismo e multilateralismo rischiano di finire in soffitta. E oggi a Tokyo, dov’è in visita di Stato, Sergio Mattarella ha fatto un breve elogio della fiducia. “È un elemento impalpabile, che deriva dall’esperienza, dall’affidabilità, dalla stima. Passa attraverso i rapporti tra i governi, tra le istituzioni, la diplomazia…”, ha detto. Ad ascoltarlo, nell’albergo che lo ospita, c’era una rappresentanza degli imprenditori delle 150 aziende accreditate qui, e anche qualcuno venuto dall’Italia come Evelyn Christillin. Mattarella si riferiva al rapporto Italia-Giappone, ma l’impressione che ha dato è che volesse volgere lo sguardo verso un orizzonte più ampio. “Il rapporto Italia-Giappone è cresciuto nella fiducia, ed è oggi un Paese di primaria importanza, le nostre relazioni cresceranno ancora di più…” ha poi spiegato.…
TOKYO – Al Quirinale sono, come tutti, disorientati di fronte al nuovo ordine mondiale prefigurato da Trump. Uno storico alleato ci sta voltando le spalle e decenni di atlantismo e multilateralismo rischiano di finire in soffitta. E oggi a Tokyo, dov’è in visita di Stato, Sergio Mattarella ha fatto un breve elogio della fiducia. “È un elemento impalpabile, che deriva dall’esperienza, dall’affidabilità, dalla stima. Passa attraverso i rapporti tra i governi, tra le istituzioni, la diplomazia…”, ha detto. Ad ascoltarlo, nell’albergo che lo ospita, c’era una rappresentanza degli imprenditori delle 150 aziende accreditate qui, e anche qualcuno venuto dall’Italia come Evelyn Christillin. Mattarella si riferiva al rapporto Italia-Giappone, ma l’impressione che ha dato è che volesse volgere lo sguardo verso un orizzonte più ampio. “Il rapporto Italia-Giappone è cresciuto nella fiducia, ed è oggi un Paese di primaria importanza, le nostre relazioni cresceranno ancora di più…” ha poi spiegato. Come se volesse dire: guardiamo avanti, non possiamo perdere tempo con chi ci ha deluso, e ci vuole del male. Anche se tutto ci sembra imprevedibilmente faticoso, da costruire. O da salvare. In Montenegro Mattarella, due settimane fa, si è detto fiducioso sul futuro della Nato.
Il presidente è in Giappone da oggi fino a domenica. Domani vedrà l’imperatore Naruhito, mercoledì il premier Shigeru Ishiba, venerdì, dopo un passaggio a Kyoto, sarà a Hiroshima. Dazi e guerra, quella vera, i temi. Ma anche quella del commercio rischia di innescarsi una spirale di conflittuale, dall’esito imprevedibile. L’Italia, con lo spauracchio del 25 per cento ventilato da Trump, cerca nuove rotte, (Mattarella a novembre era stato perciò in Cina), rinsaldando vecchie amicizie: Giappone, la quarta economia al mondo, e l’Italia, l’ottava, hanno molte cose in comune. A cominciare dalla comune preoccupazione per il protezionismo, visto che il ministro degli esteri giapponese Takeshi Inaya ha chiesto al suo omologo americano, Rubio, di escluderli dalle tariffe su acciaio e alluminio.
Insomma, c’è la necessità di fare reciprocamente rete. Molte cose ci accomunano. Siamo entrambi paesi con una popolazione anziana tra le più alte al mondo, e la necessità di non perdere i treni commerciali dentro il mondo consueto. Gli Usa occuparono il Giappone fino al 1951 e Ishiba è stato il secondo premier ricevuto da Trump dopo Netanyahu a febbraio. In comune abbiamo anche il progetto di costruzione del caccia di sesta generazione, insieme alla Gran Bretagna: perché il nuovo mondo impone nuove sfide su come difenderci da Stati improvvisamente ostili. Giorgia Meloni due anni fa ha stretto un accordo di partneriato col Giappone, affinato l’anno scorso a Borgo Egnazia in un patto di azione col governo di centrodestra di Ishiba, che governa il paese da sempre. Il 13 maggio a Roma ci sarà poi un forum economico con duecento aziende. Insomma, c’è in questa visita un sovrappiù di diplomazia commerciale, nella quale Mattarella prova a far valere la sua autorevolezza da capo di Stato. Contro i dazi Mattarella ha parlato molte volte, probabilmente lo farà anche qui.
L’ultima volta di un presidente della Repubblica qui è stato sedici anni fa: Giorgio Napolitano, nel 2009. La prima fu di Sandro Pertini, nel marzo 1982. Fa un gran freddo a Tokyo, pulsante nei suoi 14 milioni di abitanti. Bisogna coprirsi. In tutti i sensi.