Mantovano non risponde su Paragon e Almasri: “Già detto tutto. Il silenzio protegge l'intelligence”
di Giuliano FoschiniNessuna risposta sul caso Paragon, né sull’utilizzo né sul contratto. “Ho detto tutto quello che si poteva. Ci sono indagini in corso ed è in corso la discussione al Copasir”. Stesso discorso per Almasri: “Ne hanno già parlato i ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento”. La consapevolezza di una situazione internazionale che cambia giorno per giorno, “in questi due mesi è successo di tutto” dice il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma le rassicurazioni di relazioni internazionali solide che garantiscono la sicurezza nazionale. E ancora: la garanzia di un impegno per Alberto Trentini, “stiamo lavorando ma la situazione è di difficile risoluzione”. E l’allarme per le mosse della Russia, dagli attacchi ibridi ai movimenti in Africa.
È stato presentato il report annuale del Dis, il Dipartimento di informazione, “sulla politica dell’informazione per la sicurezza” su quanto fatto nel 2024. Una relazione che, visto l’evolversi veloce delle cose, “rischia di essere un libro di storia” ha d…
Nessuna risposta sul caso Paragon, né sull’utilizzo né sul contratto. “Ho detto tutto quello che si poteva. Ci sono indagini in corso ed è in corso la discussione al Copasir”. Stesso discorso per Almasri: “Ne hanno già parlato i ministri Nordio e Piantedosi in Parlamento”. La consapevolezza di una situazione internazionale che cambia giorno per giorno, “in questi due mesi è successo di tutto” dice il sottosegretario Alfredo Mantovano, ma le rassicurazioni di relazioni internazionali solide che garantiscono la sicurezza nazionale. E ancora: la garanzia di un impegno per Alberto Trentini, “stiamo lavorando ma la situazione è di difficile risoluzione”. E l’allarme per le mosse della Russia, dagli attacchi ibridi ai movimenti in Africa.
È stato presentato il report annuale del Dis, il Dipartimento di informazione, “sulla politica dell’informazione per la sicurezza” su quanto fatto nel 2024. Una relazione che, visto l’evolversi veloce delle cose, “rischia di essere un libro di storia” ha detto Mantovano con accanto il direttore del Dis, Vittorio Rizzi, delle agenzie (Bruno Valensise e Giovanni Caravelli) e il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini.
Mantovano non risponde sui due dossier caldi che hanno dato uno scossone al governo. “Il silenzio non è tutto uguale. C'è il silenzio che vuol dire omertà o ignavia e c'è quello funzionale a proteggere l'operosità, che è quello dell'intelligence – spiega ancora Mantovano – L'intelligence si muove in contesti internazionali e la riservatezza è alla base dell'interscambio informativo, altrimenti si compromette la collaborazione tra i servizi delle diverse nazioni. Quando alcuni parlamentari protestano perché il governo si rifiuta di fornire dettagli in aula non tengono in adeguata considerazione che l'interlocuzione su questa materia avviene con il Copasir – prosegue il sottosegretario – Viviamo in uno snodo della storia che richiede uno spirito nazionale che non vuol dire non criticare aspramente il governo, ma comprendere che una non sufficiente accortezza danneggia non solo il governo ma la sicurezza della Nazione".
Il ringraziamento a Calipari
La presentazione della Relazione annuale 2025 sulla politica dell'informazione per la sicurezza coincide con il giorno del 20esimo anniversario della morte di Nicola Calipari a Baghdad. "L’ho conosciuto un anno prima che morisse" e in quei giorni "si presentò il caso di un possibile collaboratore di giustizia che subordinava la collaborazione alla protezione dei familiari che vivevano in Nordafrica. Grazie al lavoro di Calipari i familiari arrivarono in Italia e quella testimonianza fu fondamentale. Ricordo un funzionario che portò a termine il lavoro in silenzio e insieme al dolore per la sua morte c'è anche il rammarico di non averlo potuto ringraziare. Lo ringrazio oggi con ritardo di 20 anni", dice Mantovano.
“Attivati tutti i canali per il rientro di Trentini”
La situazione è “complessa e di difficile soluzione”, ma i canali diplomatici sono tutti attivati per riportare Alberto Trentini a casa", assicura Mantovano parlando del caso che coinvolge il cooperante veneziano arrestato a Caracas, dal 15 novembre non si hanno più sue notizie. “Siamo oggi impegnati a restituire ai suoi familiari Alberto Trentini, dal novembre scorso detenuto per ragioni non chiare in Venezuela. È una situazione complessa e di difficile soluzione, abbiamo attivato tutti i canali e confermo ai genitori che stiamo investendo ogni sforzo per rendere possibile il rientro", le parole dell’autorità delegata per la sicurezza della Repubblica.
"Sul caso Sala il silenzio serviva a proteggere il risultato”
Parla poi della liberazione della giornalista Cecilia Sala trattenuta nel carcere di Evin, a Teheran. "Giunge la notizia del suo arresto e ci viene detto che eravamo in stato di torpore, incapaci. In realtà stavamo lavorando e se c'era qualcosa che non aiutava era proprio l'eccessivo clamore mediatico”, spiega il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio. “Il silenzio non è tutto uguale. C'è il silenzio che vuol dire omertà o ignavia e c'è quello funzionale a proteggere l'operosità, che è quello dell'intelligence – spiega Mantovano – L'intelligence si muove in contesti internazionali e la riservatezza è alla base dell'interscambio informativo, altrimenti si compromette la collaborazione tra i servizi delle diverse nazioni. Quando alcuni parlamentari protestano perché il governo si rifiuta di fornire dettagli in aula non tengono in adeguata considerazione che l'interlocuzione su questa materia avviene con il Copasir – prosegue il sottosegretario – Viviamo in uno snodo della storia che richiede uno spirito nazionale che non vuol dire non criticare aspramente il governo, ma comprendere che una non sufficiente accortezza danneggia non solo il governo ma la sicurezza della Nazione".