BRUXELLES – Si apre un’altra pagina dell’inchiesta Qatargate che due anni fa sconvolse il Parlamento europeo e il gruppo dei Socialisti europei. La procura di Bruxelles ha inviato all’Eurocamera una ulteriore richiesta di sospensione dell’immunità parlamentare per due deputate del Pd, Alessandra Moretti e Elisabetta Gualmini. Entrambe non sono indagate ma i giudici belgi sono interessati ad interrogarle sempre in merito ai rapporti intercorsi con il primo esponente messo sotto inchiesta, Antonio Panzeri.
Tutta l’inchiesta avviata nel 2022 si basava su due reati principali: corruzione e associazione a delinquere. E, secondo le prime indiscrezioni, anche in questo caso i magistrati belgi si muovono secondo lo stesso schema.Le due eurodeputate hanno deciso di autosospendersi dal gruppo di S&D. «Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della richiesta di revoca delle nostre immunità — hanno detto — . Al fine di sottolineare la totale estraneità ad ogni fatto corruttivo, ci autosospendi…
BRUXELLES – Si apre un’altra pagina dell’inchiesta Qatargate che due anni fa sconvolse il Parlamento europeo e il gruppo dei Socialisti europei. La procura di Bruxelles ha inviato all’Eurocamera una ulteriore richiesta di sospensione dell’immunità parlamentare per due deputate del Pd, Alessandra Moretti e Elisabetta Gualmini. Entrambe non sono indagate ma i giudici belgi sono interessati ad interrogarle sempre in merito ai rapporti intercorsi con il primo esponente messo sotto inchiesta, Antonio Panzeri.
Tutta l’inchiesta avviata nel 2022 si basava su due reati principali: corruzione e associazione a delinquere. E, secondo le prime indiscrezioni, anche in questo caso i magistrati belgi si muovono secondo lo stesso schema.Le due eurodeputate hanno deciso di autosospendersi dal gruppo di S&D. «Abbiamo appreso dalla stampa la notizia della richiesta di revoca delle nostre immunità — hanno detto — . Al fine di sottolineare la totale estraneità ad ogni fatto corruttivo, ci autosospendiamo dal gruppo al quale apparteniamo, i Socialisti e democratici (S&D), per essere pienamente a disposizione della magistratura per qualsiasi esigenza istruttoria». La capogruppo, la spagnola Iratxe Garcia Perez, ne ha dato annuncio all’assemblea dei suoi parlamentari nel tentativo di evitare le polemiche e di non far esplodere immediatamente le contestazioni. Anche se, durante la riunione, non è mancato un certo sconcerto.
«Siamo convinti della loro assoluta estraneità ai fatti contestati dalla Procura belga — è stata la difesa del Pd — . Le conosciamo come persone di spiccata onestà e dedizione al loro lavoro nelle istituzioni ed esprimendogli la nostra solidarietà e vicinanza, apprezziamo la loro disponibilità a collaborare con la magistratura belga».
Resta il fatto che da lunedì, quando la presidente del Parlamento ne darà comunicazione all’aula, partirà l’iter per revocare l’immunità. Una procedura che richiederà un paio di mesi prima del voto in aula. Il primo passo sarà l’esame delle motivazioni della procura da parte della Commissione affari giuridici in cui le due parlamentari potranno intervenire ed esporre le loro ragioni.Di certo la riapertura della vicenda sta provocando di nuovo una valanga di preoccupazioni e di tensioni. La stessa presidente del parlamento, la maltese Roberta Metsola, aveva già espresso il suo allarme per il colpo all’immagine dell’unica istituzione elettiva della Ue.Ma come mai a distanza di due anni si riapre un’inchiesta che sembrava essere stata messa su un binario morto o comunque in uno stato di sospensione senza passi avanti? Molto è legato alle vicende interne alla procura di Bruxelles. In un primo momento l’agguerritissimo giudice istruttore Michel Claise — autore dei mandati d’arresto — ha lasciato l’incarico nel mezzo delle indagini anche a causa di un conflitto di interesse legao all’attività del figlio. Alcune settimane fa, anche la sua sostituta, Aurélie Déjaiffe, è uscita di scena per assumere un nuovo incarico.
È arrivata un’altra magistrata, Pascale Monteiro Barreto, che ha ripreso in mano tutto il dossier e rileggendo tutti gli incartamenti ha deciso di approfondire alcuni aspetti legati ai rapporti tra le due deputate del Pd e alcuni degli esponenti del vecchio gruppo — come appunto Panzeri, Cozzolino e il belga Tarabella — per verificarne l’autenticità e le conseguenze. E infatti molti sospettano che le mosse di Monteiro Barreto si possano non fermare a queste due richieste. E allargarsi anche ad altri europarlamentari.