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Referendum, l’opposizione al governo: non boicotti il voto dei fuorisede. Presentato un ddl

(ansa)

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Sono 5 milioni i potenziali elettori. La campagna referendaria entra nel vivo da martedì prossimo con i chiarimenti su data, informazione e regole
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Se l’astensionismo è una piaga, perdere per strada 5 milioni di elettori semplicemente perché sono fuorisede, è una colpa grave. Le prime urne sono quelle dei referendum (cittadinanza e Jobs act) in primavera: martedì prossimo i referendari andranno a discutere la data con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Ma intanto tutte le opposizioni dal Pd ai Radicali di Riccardo Magi, 5Stelle, Avs Azione e Italia viva hanno deciso di dare battaglia per riportare a casa quei 5 milioni di votanti. O almeno provarci.

La corsa deve avere regole chiare e soprattutto inclusive. Altrimenti è “ipocrita”, dice la dem Marianna Madia, non combattere “l’astensionismo involontario” che è appunto quello dei fuorisede per ragioni di studio, di lavoro o di cura. E le opposizioni hanno presentato un disegno di legge – primi firmatari i dem Marco Meloni e Andrea Giorgis al Senato, Madia alla Camera – snello e soprattutto che abbia un iter veloce. Giorgis pensa che potrebbe essere approvato solo in comm…

Se l’astensionismo è una piaga, perdere per strada 5 milioni di elettori semplicemente perché sono fuorisede, è una colpa grave. Le prime urne sono quelle dei referendum (cittadinanza e Jobs act) in primavera: martedì prossimo i referendari andranno a discutere la data con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. Ma intanto tutte le opposizioni dal Pd ai Radicali di Riccardo Magi, 5Stelle, Avs Azione e Italia viva hanno deciso di dare battaglia per riportare a casa quei 5 milioni di votanti. O almeno provarci.

La corsa deve avere regole chiare e soprattutto inclusive. Altrimenti è “ipocrita”, dice la dem Marianna Madia, non combattere “l’astensionismo involontario” che è appunto quello dei fuorisede per ragioni di studio, di lavoro o di cura. E le opposizioni hanno presentato un disegno di legge – primi firmatari i dem Marco Meloni e Andrea Giorgis al Senato, Madia alla Camera – snello e soprattutto che abbia un iter veloce. Giorgis pensa che potrebbe essere approvato solo in commissione (commissione in sede deliberante), senza quindi bisogno di tanti passaggi e poi inviato a Montecitorio per un via libera altrettanto veloce

La grillina Vittoria Baldino parla della sua esperienza di ex universitaria fuorisede e della scommessa per tornare a votare a casa: 600 km in un giorno: "La destra ha paura della partecipazione". Il disegno di legge è indispensabile, perché se non c’è una copertura legislativa, qualsiasi norma transitoria è improponibile. Consentire il voto ai fuorisede richiede una copertura normativa. Alle europee c’è stata una sperimentazione, che non ha avuto un gran risultato, perché sono stati solo 17 mila i fuorisede votanti. “Però – sottolinea Baldino -, non si può più dire che non si può più fare”.

Denuncia Magi: “Siamo l'unico grande paese nell'Unione europea a non permettere il voto ai fuori sede, gli altri sono Malta e Cipro che sono due isole. La situazione sarebbe ridicola se non fosse grave. Abbiamo riscontrato una resistenza nell’apparato del Viminale che su questo non vuole cambiare modo di lavorare”.

La campagna referendaria entra nel vivo da martedì prossimo con i chiarimenti su data, informazione e regole. “La partecipazione ai referendum di primavera riveste il valore di far vivere la democrazia”, sempre Magi. Hanno chiosato sia Peppe De Cristofaro di Avs che Giulia Pastorella di Azione. “Il voto ai fuorisede vale sempre, ma per i referendum vale di più perché c’è il quorum del 50% degli elettori e tutti devono essere messi nelle condizioni di esprimersi”.

A mobilitarsi poi i comitati “Voto dove vivo” coordinato da Thomas Osborn e Alessandro De Nicola, che ha raccolto l'adesione di oltre venti associazioni. Se il governo farà orecchie da mercante non è escluso il mail bombing al Viminale da parte delle associazioni per il voto ai fuorisede. Quale modo scegliere è appunto da decidere: se in anticipo con un presidio di controllo; se a distanza contestuale usando lo Spid; se per corrispondenza.

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