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Incontro Anm-governo, dagli organici alle carceri gli otto punti delle toghe

(ansa)

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A Palazzo Chigi nel pomeriggio il primo faccia a faccia tra la premier Meloni, il sottosegretario Mantovano e il ministro Nordio da una parte e la nuova giunta dell’Associazione nazionale dei giudici. E in mattinata tocca alle Camere penali
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Sarà il giorno della verità. Del faccia a faccia voluto dal governo e accettato dai magistrati, ma senza grandi aspettative. Da un lato del tavolo Giorgia Meloni, dall’altro le toghe dell’Anm, reduci dalla recente mobilitazione e dall’elezione dei nuovi vertici.

Appuntamento alle 15.30 a Palazzo Chigi. In agenda, neanche a dirlo, la riforma della giustizia. La premier sarà affiancata dal sottosegretario Mantovano e dal ministro Nordio. Il “sindacato” dei magistrati sarà rappresentato dai dieci componenti della giunta Anm, guidati dal neo presidente Cesare Parodi. Al capo del governo consegneranno un’articolata lista della “spesa”. In otto punti. La separazione delle carriere tra pm e giudici aumenterà solo i costi di una mastodontica macchina, è il pu…

Sarà il giorno della verità. Del faccia a faccia voluto dal governo e accettato dai magistrati, ma senza grandi aspettative. Da un lato del tavolo Giorgia Meloni, dall’altro le toghe dell’Anm, reduci dalla recente mobilitazione e dall’elezione dei nuovi vertici.

Appuntamento alle 15.30 a Palazzo Chigi. In agenda, neanche a dirlo, la riforma della giustizia. La premier sarà affiancata dal sottosegretario Mantovano e dal ministro Nordio. Il “sindacato” dei magistrati sarà rappresentato dai dieci componenti della giunta Anm, guidati dal neo presidente Cesare Parodi. Al capo del governo consegneranno un’articolata lista della “spesa”. In otto punti. La separazione delle carriere tra pm e giudici aumenterà solo i costi di una mastodontica macchina, è il punto di partenza del ragionamento dell’Associazione. È la premessa in cima alla lista, sulla quale si aprirà il confronto. «Perché non si dica – spiegano dalla giunta – che il governo voleva dialogare e ha trovato muri»

Al primo posto, gli organici dei magistrati e di tutto il resto del personale. A seguire: una meditata depenalizzazione, la sofferenza nelle carceri, le misure alternative per svuotarli. Sono titoli di testa di capitoli verranno articolati al tavolo. «Occorre assumere almeno 1000» toghe l’anno, per 5 anni, per avvicinarsi alla media Ue», primo punto. L’Anm cita i dati 2024 della Cepej, la commissione europea per l’efficienza della giustizia: in Italia ci sono «11,8 giudici ogni 100.000 abitanti, rispetto alla media europea del 17,6; sui pm il rapporto è di 3,8 ogni 100.000 abitanti, contro la media Ue di 11,6». In più, un pm italiano gestisce in media 1.192 casi, rispetto ai 204 dei colleghi Ue. Analogo investimento serve per gli amministrativi, «la scopertura media è oltre il 30%». Chiedono perfino «più flessibilità nel passaggio» da giudice e pm. Il contrario esatto della riforma su cui il governo vuole giocarsi la faccia. A seguire altre istanze più tecniche ma per i giudici altrettanto importanti

Era stato il presidente neo-eletto Parodi, l’8 febbraio, a chiedere un incontro al governo. Meloni aveva aperto le braccia. Entrambi sapevano che non c’era quasi margine: il vero obiettivo sarà il referendum. In mezzo, giovedì scorso, c’è stato poi lo sciopero record dei magistrati: ha aderito oltre l’80 per cento contro la riforma. Mentre spunta un altro scenario: Nordio starebbe studiando, sempre in fase attuativa, la norma per attenuare o sottrarre ai pm il controllo sulla polizia giudiziaria. Altra benzina sul fuoco.

«Mi aspetto un chiarimento anche su questo punto - spiegava ieri Parodi - i nostri timori diventano ancora più fondati». Ed ecco perché, oggi, metteranno l’accento sulle voragini da cui dipendono disagio e sfiducia dei cittadini nella giustizia.

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