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Armi, governo vuole cambiare legge sull'export: ostruzionismo opposizioni. Pd: “Manca trasparenza”

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Riparte l’iter nelle commissioni riunite Esteri e Difesa. Le proteste delle associazioni. Il dem Graziano: “Aspettiamo una proposta della maggioranza”. Bonelli: “Si vuole avere mercato selvaggio”
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“Manca una base di trasparenza”. Dopo uno stop di qualche settimana, sullo sfondo la proposta von der Leyen per riarmare l’Europa, riparte a Montecitorio la discussione sul ddl del governo che vuole modificare la legge 185 del ‘90. Quella che regola la trasparenza e la tracciabilità dell'export di armi italiane. Riparte ed è subito stoppata. Le opposizioni hanno infatti scelto la strada dell’ostruzionismo questa mattina nelle commissioni riunite Esteri e Difesa dove è incardinata la riforma che ha avuto un primo ok in Senato nel gennaio di un anno fa.

È il capogruppo Pd in commissione Difesa Stefano Graziano a Montecitorio a spiegare a Repubblica il permanere del no alle proposte del governo. “Evidentemente – dice Graziano – non c’è ancora la volontà di recepire le nostre obiezioni. Quindi aspettiamo che la maggioranza faccia una proposta”. I dem hanno presentato tre emendamenti per modificare tre punti del ddl governativo contestati anche da altre forze di opposizione come M5S e Avs…

“Manca una base di trasparenza”. Dopo uno stop di qualche settimana, sullo sfondo la proposta von der Leyen per riarmare l’Europa, riparte a Montecitorio la discussione sul ddl del governo che vuole modificare la legge 185 del ‘90. Quella che regola la trasparenza e la tracciabilità dell'export di armi italiane. Riparte ed è subito stoppata. Le opposizioni hanno infatti scelto la strada dell’ostruzionismo questa mattina nelle commissioni riunite Esteri e Difesa dove è incardinata la riforma che ha avuto un primo ok in Senato nel gennaio di un anno fa.

È il capogruppo Pd in commissione Difesa Stefano Graziano a Montecitorio a spiegare a Repubblica il permanere del no alle proposte del governo. “Evidentemente – dice Graziano – non c’è ancora la volontà di recepire le nostre obiezioni. Quindi aspettiamo che la maggioranza faccia una proposta”. I dem hanno presentato tre emendamenti per modificare tre punti del ddl governativo contestati anche da altre forze di opposizione come M5S e Avs e da molte organizzazioni della società civile.

Quello che preoccupa di più è il rischio che dalla relazione annuale sull’export vengano eliminate le informazioni sulle banche che traggono profitto dal commercio di armi. I cittadini, cioè, non potranno più sapere se gli istituti di credito sono coinvolti nella vendita di armi verso paesi autoritari, coinvolti in conflitti armati o poco rispettosi dei diritti umani.

Inoltre si teme l’eliminazione dell’Ufficio di coordinamento della produzione di materiali di armamento presso la presidenza del Consiglio (UCPMA) e che venga cancellata la facoltà del Cisd (Comitato interministeriale per gli scambi di materiali di armamento per la difesa) di ricevere informazioni sul rispetto dei diritti umani non solo dalle ambasciate ma anche da enti internazionali e ong. Due passaggi che finirebbero per slegare l’indirizzo politico dagli aspetti commerciali.

“Noi vogliamo cambiare – continua Graziano – tre cose importanti che modificano la base di trasparenza della legge 185, che 35 anni fa fu approvata all’unanimità e che divenne un faro nel mondo”.

"Questa riforma – dichiara il verde Angelo Bonelli a Repubblica – si piega al volere dei mercanti delle armi del comparto bellico italiano (il cui fatturato è cresciuto dell’86% negli ultimi cinque anni). Si vuole avere un mercato selvaggio, estendendo la possibilità di vendere armi a paesi che sistematicamente violano i diritti umani, mentre il governo decide di aumentare le spese militari fino al 2% del Pil dall’1,6% del 2023. Un dato che già ha portato l’Italia tra i primi 15 paesi al mondo per spese militari. Mentre nel mondo intero aumenta la povertà le spese per armamenti raggiungono la cifra record di 2443 miliardi di dollari. Il risultato non potrà che essere un mondo più insicuro e pericoloso”.

Sulla stessa linea il Movimento che attraverso il vicepresidente della Camera Sergio Costa ha accusato il governo “di voler eliminare la trasparenza”. Mentre Nicola Fratoianni di Avs ha parlato di “allarme sacrosanto” delle associazioni “che si battono contro i mercanti di morte”.

Sono infatti oltre duecento le organizzazioni della società civile, coordinate da Banca Etica, che hanno lanciato la campagna “Basta favori ai mercanti di armi” per difendere “una norma che in 35 anni continua a garantire livelli ragionevoli di controllo su un ambito cruciale come l’export di armamenti”.

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