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Qatargate, i due sms con Panzeri & co. Così è ripartita l’inchiesta

(ansa)

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La procura federale di Bruxelles è pronta a depositare le ultime udienze istrutturie sul caso: “Nuovi elementi di indagine”
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Roma – I verbali di Panzeri, certo. Ma anche gli incroci con le conversazioni telefoniche, i riscontri esterni — a partire dai prelievi di contanti effettuati dall’ambasciata del Qatar in Belgio — e ancora «nuovi elementi di indagine» che, tre anni dopo, la procura federale di Bruxelles è pronta a depositare in quelle che dovrebbero essere le ultime udienze istruttorie di un’indagine infinita, cominciata nel dicembre 2022 e incredibilmente non ancora conclusa. La richiesta di revoca dell’immunità per le due eurodeputate Pd è probabilmente l’ultimo atto di un’indagine, il Qatargate, che ha svelato un rapporto incestuoso tra politica europea e lobbisti, quale l’ex eurodeputato Pd, Antonio Panzeri era diventato. E che poi si è trasformata, complici gli innumerevoli errori degli inquirenti belgi, per l’opinione pubblica in un’indagine sbagliata, come se quella montagna di contanti non fosse transitata per le mani e gli uffici di eurodeputati e assistenti, compresa la vice presidente, la g…

Roma – I verbali di Panzeri, certo. Ma anche gli incroci con le conversazioni telefoniche, i riscontri esterni — a partire dai prelievi di contanti effettuati dall’ambasciata del Qatar in Belgio — e ancora «nuovi elementi di indagine» che, tre anni dopo, la procura federale di Bruxelles è pronta a depositare in quelle che dovrebbero essere le ultime udienze istruttorie di un’indagine infinita, cominciata nel dicembre 2022 e incredibilmente non ancora conclusa. La richiesta di revoca dell’immunità per le due eurodeputate Pd è probabilmente l’ultimo atto di un’indagine, il Qatargate, che ha svelato un rapporto incestuoso tra politica europea e lobbisti, quale l’ex eurodeputato Pd, Antonio Panzeri era diventato. E che poi si è trasformata, complici gli innumerevoli errori degli inquirenti belgi, per l’opinione pubblica in un’indagine sbagliata, come se quella montagna di contanti non fosse transitata per le mani e gli uffici di eurodeputati e assistenti, compresa la vice presidente, la greca Eva Kaili.

Nessuna di queste accuse — anzi, nessuna accusa — è mossa al momento né ad Alessandra Moretti né ad Elisabetta Gualmini. Che al momento non sono indagate. E che dovranno rispondere ai magistrati se il parlamento, come apre molto probabile, autorizzerà a farlo. Moretti era finita nel mirino già due anni fa per il suo viaggio in Qatar e un’audizione, prima dei mondiali di calcio, in cui — secondo l’accusa — su indicazione di Francesco Giorgi (assistente del partito e marito della Kaili) sollevò il dubbio che si stessero usando due pesi e due misure, in riferimento ai mondiali in Russia. In uno degli atti depositati c’è un sms di un assistente di Panzeri in cui, in riferimento proprio ai mondiali e alle polemiche sui diritti umani negati, scriveva: «Qatar risolto. Il quadrumvirato Cozzolino — Moretti — Arena — Tarabella ha colpito con precisione, attenzione ed efficienza» citando gli eurodeputati Andrea Cozzolino, Marie Arena e Marc Tarabella, tutti e tre al momento indagati. Negli atti depositati si fa invece riferimento a Gualmini per alcuni messaggi scambiati dall’eurodeputata del Pd con Giorgi. Era il giorno dopo l’audizione del ministro del lavoro del Qatar e Gualmini, secondo gli inquirenti, quasi si giustificava di come fosse andata l’audizione: «Non potevo espormi di più», per poi promettere di essere «più aggressiva con il tempo».

L’ultimo atto dell’indagine preliminare dovrebbe avvenire tra il 18 e il 25 marzo con la chiusura finale dell’inchiesta e la formalizzazione delle accuse (si indaga per corruzione e associazione a delinquere). Saranno così depositate, oltre ai verbali, una montagna di intercettazioni: la gran parte sono state effettuate dai servizi segreti che diedero il via all’indagine con un’informativa, inviata alla procura belga nel luglio del 2022, sulla “Ingerenza nel Parlamento Europeo” con i nomi di Panzeri, Giorgi e Cozzolino. Nei nuovi atti ci sono anche una serie di movimenti di denaro. Come i prelievi in contanti effettuati dall’ambasciata del Qatar in Belgio, quella al centro dell’accusa. Tra il gennaio del 2020 e il dicembre del 2022 avrebbero prelevato poco meno di mezzo milione di euro in contanti.

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