"Leggo ricostruzioni non rispondenti al vero, questa volta su un tema troppo delicato per tacere. Io condivido le affermazioni di Elly Schlein: il piano di ‘riarmo’ di von der Leyen va profondamente rivisto perché non porta alla difesa comune europea ma al rafforzamento di 27 difese nazionali, peraltro finanziandolo coi fondi di coesione. E proprio il nostro convinto e totale europeismo, quello che ci porterà in piazza il 15 marzo, a richiedere in queste ore chiarezza e coraggio nelle parole e nelle scelte". Così Dario Franceschini.
Ieri la segretaria dem aveva preso le distanze dalla presidente della Commissione. “Quella presentata oggi non è la strada che serve all’Europa. Alla Ue serve la difesa comune, non il riarmo nazionale. Sono due cose molto diverse”, l’altolà lanciato da Schlein, che ieri ha sentito il premier spagnolo Pedro Sanchez in vista del vertice socialista e del successivo Consiglio europeo sull’Ucraina.
Quella di Schlein è un’uscita studiata per mettere in difficoltà la premier Giorgia Meloni, che però è risultata indigesta all’ala riformista del suo partito. Subito intervenuta con Guerini, Picierno e Alfieri per correggere la rotta.