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Armi, governo diviso. Salvini: “No al pacchetto”. Meloni riunisce i leader

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Vertice a Palazzo Chigi al termine di una giornata di alta tensione. Sì di Tajani a von der Leyen. Crosetto: “La difesa garanzia di libertà”
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È talmente largo il solco in maggioranza sul piano di riarmo dell’Ue presentato da Ursula von der Leyen che a sera la premier Giorgia Meloni ha dovuto convocare a Palazzo Chigi i vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. I due per tutto il giorno hanno dichiarato all’opposto, sul “piano Ursula”. Per Tajani, che parla da ministro degli Esteri oltre che da segretario di FI, «finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire un’indispensabile difesa europea». Gli azzurri rivendicano quasi il piano: «Era il sogno di De Gasperi e Berlusconi», dice il capo degli azzurri. «Ora bisogna realizzarlo senza indugi». Dunque «bene von der Leyen».

Salvini dice l’esatto contrario. Non solo loda le mosse del presidente americano, che l’altro ieri ha sospeso gli aiuti a Kiev. Ma continua a picconare la commissione Ue «bellicista» e il suo programma per la difesa del continente: «Von der Leyen vuole riarmare l’Europa con un…

È talmente largo il solco in maggioranza sul piano di riarmo dell’Ue presentato da Ursula von der Leyen che a sera la premier Giorgia Meloni ha dovuto convocare a Palazzo Chigi i vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini. I due per tutto il giorno hanno dichiarato all’opposto, sul “piano Ursula”. Per Tajani, che parla da ministro degli Esteri oltre che da segretario di FI, «finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire un’indispensabile difesa europea». Gli azzurri rivendicano quasi il piano: «Era il sogno di De Gasperi e Berlusconi», dice il capo degli azzurri. «Ora bisogna realizzarlo senza indugi». Dunque «bene von der Leyen».

Salvini dice l’esatto contrario. Non solo loda le mosse del presidente americano, che l’altro ieri ha sospeso gli aiuti a Kiev. Ma continua a picconare la commissione Ue «bellicista» e il suo programma per la difesa del continente: «Von der Leyen vuole riarmare l’Europa con una potenza di fuoco di 800 miliardi lasciando la possibilità agli Stati di fare debito per comprare armi. È questa la via per lasciare ai nostri figli un continente in pace?». Risposta scontata: no. Già si è speso troppo, a sentire Salvini, in armi «anziché in sanità e scuole». Tutto il Carroccio è mobilitato, contro “VdL”, e si prepara ai banchetti «per la pace» del weekend. «Ci opporremo in ogni modo all’esercito di Ursula», annuncia Claudio Borghi. Salvini continua a bersagliare anche l’idea di un esercito comune europeo, «mi tengo la Marina». Insiste su trattative bilaterali con gli Usa, «dobbiamo sfruttare l’empatia con Trump» e far «prevalere l’interesse italiano» su quello europeo.

Una girandola di dichiarazioni che infastidisce FI. «Spero che la piazza di Salvini non sia contro la difesa comune», punge il portavoce azzurro, Raffaele Nevi. Lo stesso Tajani a sera, dopo il vertice a Chigi, torna sull’argomento da Viterbo: «Nei momenti di difficoltà non bisogna perdere la testa». Quanto all’idea di Salvini di trattare a due con The Donald, Tajani si chiede (domanda retorica): «Come pensiamo di affrontare tutto quello che capita senza essere parte dell’Europa? Come possiamo confrontarci con gli Stati Uniti o con la Russia da soli? Saremmo schiacciati».

Per FdI intervengono due ministri di peso. Il titolare della Difesa, Guido Crosetto, che se la prende con chi fa polemiche sulle spese militari, «garanzia di libertà», «per uno zero in più nei sondaggi». E insiste sul fatto che «da soli purtroppo non bastiamo», per cui sviluppare «la parte “europea” della Nato» può essere «il punto di partenza per la costruzione di una comune difesa» del continente. Anche per il ministro degli Affari Ue, Tommaso Foti, «vanno evitate narrazioni demagogiche che contrappongono le spese militari a scuole e ospedali». Lodano il piano di von der Leyen i due capofila dei Fratelli in Europa, Carlo Fidanza e Nicola Procaccini, secondo il quale «l’Ue si risveglia dal sogno bucolico di poter essere una superpotenza erbivora in un mondo di carnivori, è giusto aumentare gli investimenti in difesa». Anche se fra le truppe di via della Scrofa, qualche interrogativo viene espresso: i nuovi investimenti «rischiano di foraggiare l’industria francese...».

Nessuna stoccata diretta a Salvini. Che gli alleati considerano in piena campagna elettorale per il congresso della Lega. L’annuncio è arrivato ieri: a quasi otto anni dall’ultima assise, i delegati si raduneranno tra un mese, il 5 e 6 aprile. Non più al Nord, ma a Firenze, nella Toscana attesa al voto. Dove si agita Roberto Vannacci, che ieri ha attaccato Tajani, via post, salvo poi cancellare tutto.

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