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Fitto: “Non è obbligatorio usare i fondi di coesione per il riarmo. Ognuno sceglierà in autonomia”

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Il vicepresidente della Commissione Ue: “È stata data una volontarietà agli stati membri e credo che sia logico avere un approccio equilibrato”
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“Non c’è nessun obbligo, ognuno sceglierà in base alle proprie esigenze”. L’obbligo in questione riguarda l’utilizzo dei fondi di coesione per finanziare una parte del maxi piano di riarmo da 800 miliardi di Ursula von der Leyen. E a specificare, in chiaro, che l’impiego da parte dei Paesi membri dell’Ue delle risorse europee sarà volontario è il suo vice, Raffaele Fitto.

Quando manca un’ora alla riunione del Consiglio europeo che a Bruxelles esaminerà proprio il piano per la difesa, Fitto parla con Repubblica. E chiarisce un punto dirimente del funzionamento del piano. Soprattutto per l’Italia dato che al tavolo dei Ventisette, la premier Giorgia Meloni chiederà rassicurazioni su questo punto: il meccanismo - insisterà - deve essere volontario. Meglio, restare, dato che il carattere opzionale è già nei fatti, seppure a livello informale. È frutto della mediazione costruita proprio da Fitto in Europa. Ma la presidente del Consiglio non vuole scherzi: il meccanismo volontario va messo …

“Non c’è nessun obbligo, ognuno sceglierà in base alle proprie esigenze”. L’obbligo in questione riguarda l’utilizzo dei fondi di coesione per finanziare una parte del maxi piano di riarmo da 800 miliardi di Ursula von der Leyen. E a specificare, in chiaro, che l’impiego da parte dei Paesi membri dell’Ue delle risorse europee sarà volontario è il suo vice, Raffaele Fitto.

Quando manca un’ora alla riunione del Consiglio europeo che a Bruxelles esaminerà proprio il piano per la difesa, Fitto parla con Repubblica. E chiarisce un punto dirimente del funzionamento del piano. Soprattutto per l’Italia dato che al tavolo dei Ventisette, la premier Giorgia Meloni chiederà rassicurazioni su questo punto: il meccanismo - insisterà - deve essere volontario. Meglio, restare, dato che il carattere opzionale è già nei fatti, seppure a livello informale. È frutto della mediazione costruita proprio da Fitto in Europa. Ma la presidente del Consiglio non vuole scherzi: il meccanismo volontario va messo nero su bianco. In ogni caso l’Italia ha già scelto: non dirotterà i suoi fondi di coesione sulla difesa.

È proprio sul carattere volontario dell’utilizzo dei fondi di coesione che Fitto insiste al termine di una riunione all’Anci nell’ambito della missione italiana sui fondi di coesione e il Pnrr. “È stata data una volontarietà agli Stati membri e credo che sia logico avere un approccio equilibrato: ci sono stati Stati per i quali l’idea di utilizzare le risorse della coesione per la difesa non è tra le priorità, e quindi magari questi Stati non utilizzeranno questa opportunità, e poi ci sono altri Stati, mi riferisco a quelli del Nord Est, che possono manifestare questa opportunità”.

Salvini contrario? Non dò giudizi

Il governo italiano è spaccato sul piano di riarmo europeo. Matteo Salvini è tornato stamattina a ribadire la sua contrarietà: “ReArm Europe? Una scelta sbagliata, a partire dal nome. È il paradosso europeo: non si poteva investire un euro in più per sanità e scuola, mentre ora si possono spendere 800 miliardi per la difesa comune? Se oggi avessimo un esercito europeo, Francia e Germania ci avrebbero già mandato in guerra. L'Italia deve difendere i suoi interessi, non farsi trascinare”.

Fitto, che ha incontrato Salvini prima della riunione all’Anci, non entra nel merito. “Non abbiamo parlato del piano di riarmo europeo, capisco che il mio precedente ruolo vi spinge a fare questa domanda - risponde ai cronisti - ma sottolineo che oggi ho un altro ruolo e quindi non entro nelle dinamiche nazionali e non esprimo alcun giudizio sulle valutazioni del governo italiano".

No alla proroga del Pnrr

Dopo l’incontro con i sindaci, Fitto si è recato dal ministro del Pnrr, Tommaso Foti, per fare un punto sulla revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel governo cresce il pressing per un allungamento del Piano oltre la scadenza del 30 giugno 2026, ma Foti ha più volte ribadito che la proroga non è all’ordine del giorno. Fitto assicura: “Il termine del Pnrr è fissato al 2026 e si lavora in quella direzione, non è prevista alcuna proroga".

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