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Qatargate, ecco le nuove accuse

(ansa)

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Moretti e Gualmini saranno ascoltate a giorni: “C’era un’associazione per corrompere le istituzioni europee”
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Associazione a delinquere per una «corruzione delle istituzioni europee». Sono queste le accuse attorno a cui si muove l’indagine della procura belga sulle eurodeputate del Partito democratico, Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Non c’è alcuna incriminazione formale, per il momento. Ma gli atti inviati dalla magistratura belga alla presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola, fanno riferimento a queste due ipotesi: se il parlamento darà il via libera, cosa che appare scontata, Moretti e Gualmini verranno ascoltate. E a quel punto i magistrati decideranno se formalizzare o meno le accuse. È successo un mese fa con l’ormai ex eurodeputata socialista, la belga Marie Arena. E con altri tre collaboratori e assistenti del gruppo socialista finiti all’inizio del 2025 nell’indagine.

L’accelerata passa dall’ennesimo cambio di giudice istruttore — ora è Aurélie Dejaiffe — in un’indagine piena di inciampi che, a due anni dalla sue esplosione (era il dicembre del 2023), non è sta…

Associazione a delinquere per una «corruzione delle istituzioni europee». Sono queste le accuse attorno a cui si muove l’indagine della procura belga sulle eurodeputate del Partito democratico, Alessandra Moretti ed Elisabetta Gualmini. Non c’è alcuna incriminazione formale, per il momento. Ma gli atti inviati dalla magistratura belga alla presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola, fanno riferimento a queste due ipotesi: se il parlamento darà il via libera, cosa che appare scontata, Moretti e Gualmini verranno ascoltate. E a quel punto i magistrati decideranno se formalizzare o meno le accuse. È successo un mese fa con l’ormai ex eurodeputata socialista, la belga Marie Arena. E con altri tre collaboratori e assistenti del gruppo socialista finiti all’inizio del 2025 nell’indagine.

L’accelerata passa dall’ennesimo cambio di giudice istruttore — ora è Aurélie Dejaiffe — in un’indagine piena di inciampi che, a due anni dalla sue esplosione (era il dicembre del 2023), non è stata ancora chiusa. Cosa che dovrebbe accadere, probabilmente già nelle prossime settimane. Da quello che risulta a Repubblica, a Moretti i magistrati chiederanno dell’incontro del 14 novembre del 2022 quando membri del governo del Qatar furono auditi a Bruxelles. «Il nostro interesse — dice a verbale Francesco Giorgi, l’ex assistente parlamentare al centro dell’inchiesta — era portare il dibattito dove ci interessava. Si era detto che poteva essere utile se, oltre al discorso, fossero state preparate in anticipo anche le domande in modo da portare il ministro del Qatar su un cammino comune. La parte del dibattito era la più difficile». «Panzeri regola le domande di alcuni deputati, specialmente della Moretti», scrive la procura negli atti dell’inchiesta. Moretti che secondo gli inquirenti lavorerebbe con «Tarabella, Cozzolino e Kaili (tre ex eurodeputati indagati, ndr) sotto le direttive di Panzeri» per la «promozione degli interessi del Qatar». Un’ipotesi sempre seccamente smentita da Moretti.

Che in queste ore ha ribadito ai suoi colleghi la limpidezza dei suoi comportamenti spiegando che il viaggio in Qatar a cui ha partecipato era istituzionale e trasparente. Gualmini già nei mesi scorsi, nel rispondere alle domande che le erano state poste dai giornalisti di Le Soire, aveva spiegato che i messaggi, di cui ha dato conto Repubblica ieri, nei quali quasi si giustificava con Giorgi di un suo atteggiamento in commissione — «non potevo espormi di più», «diventerà più aggressiva con il tempo» — erano solo un gesto di buona educazione. «Non avevo seguito la linea e, dopo la discussione, mi sono sentita in imbarazzo. Per questo ho spiegato a Giorgi, che non immaginavo stesse facendo una campagna per il Qatar, che non avevo rispettato le indicazioni».

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