“No ai fondi di coesione per le spese militari, servono investimenti comuni europei e non solo per la difesa”. Così Elly Schlein, al vertice del Pse di Bruxelles, chiede alla famiglia socialista di insistere perché l’Ue vari un Next Generation EU di 800 miliardi di euro all’anno non soltanto per far fronte alle esigenze di sicurezza, “ma anche per il sociale, il clima, l’innovazione”. La segretaria del Pd al summit è seduta accanto al premier spagnolo Pedro Sanchez. Con cui parla a lungo, da quanto apprende Repubblica, e che pure chiede investimenti comuni. Schlein si ferma a discutere anche col presidente del consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa. Che però visto il ruolo deve difendere nel suo complesso la strategia di “VdL”.Su un punto però la leader dei democratici italiani insiste, smarcandosi dal “piano Ursula”: tocca puntare sulla difesa comune europea, non sul riarmo dei 27 Stati nazionali. E inoltre, spiega le ragioni della contrarietà all’utilizzo dei fondi di coesio…
“No ai fondi di coesione per le spese militari, servono investimenti comuni europei e non solo per la difesa”. Così Elly Schlein, al vertice del Pse di Bruxelles, chiede alla famiglia socialista di insistere perché l’Ue vari un Next Generation EU di 800 miliardi di euro all’anno non soltanto per far fronte alle esigenze di sicurezza, “ma anche per il sociale, il clima, l’innovazione”. La segretaria del Pd al summit è seduta accanto al premier spagnolo Pedro Sanchez. Con cui parla a lungo, da quanto apprende Repubblica, e che pure chiede investimenti comuni. Schlein si ferma a discutere anche col presidente del consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa. Che però visto il ruolo deve difendere nel suo complesso la strategia di “VdL”.Su un punto però la leader dei democratici italiani insiste, smarcandosi dal “piano Ursula”: tocca puntare sulla difesa comune europea, non sul riarmo dei 27 Stati nazionali. E inoltre, spiega le ragioni della contrarietà all’utilizzo dei fondi di coesione per le spese militari, su cui raccoglie l’adesione di altri membri del partito socialista.
La segretaria del Pd ne aveva parlato anche in tv, a Start su Sky Tg 24, prima di raggiungere il centro congressi brussellese Square."Noi siamo favorevoli a una difesa comune, siamo contrari al riarmo dei 27 stati europei, sono due cose diverse, su questo bisogna essere chiari”, ha spiegato Schlein. E ha aggiunto: "Quando noi parliamo di difesa comune parliamo del fatto che oggi non c'è compatibilità tra i 27 sistemi di difesa dei paesi europei, non c'è quello che si chiama interoperabilità".
La segretaria del Pd ha spiegato: "Noi confermiamo le critiche alle proposte avanzate da von der Leyen su questo piano di riarmo dell'Europa. E lavoreremo per cambiare queste proposte per farle andare nella direzione che serve".
Secondo Schlein, "per fare la difesa comune per noi servono investimenti sorretti da debito comune. Non c'è niente di tutto questo in quel piano. Quello che è un errore madornale è che non è accettabile prendere i fondi per la coesione sociale e territoriale e dirottarli sulla spesa militare”. Quello che il Pd chiede, ha continuato, è “che in Europa si superi l'unanimità, perché neanche un condominio è in grado di funzionare con l'unanimità e poi serve un grande piano di investimenti come Next generation Eu, che faccia anche la difesa comune e non soltanto la difesa comune".
A proposito della maggioranza di governo riguardo al piano von der Leyen, Schlein ha commentato: "La maggioranza ha tre posizioni diverse, Tajani dice 'bene il piano di von der Leyen', Salvini dice 'assolutamente no' e Meloni non ha parlato".
Mentre sulle posizioni interne al partito, in particolare quella espressa da Paolo Gentiloni, la segretaria spiega: "Siamo un partito plurale ed è normale che ci sia discussione e punti di vista diversi. La settimana scorsa, prima che ci fosse il piano von der Leyen, abbiamo avuto una direzione del partito e votato insieme su un grande piano di investimenti comuni per l'autonomia strategica che tocca la difesa comune ma non solo. Le posizioni espresse sono di larghissima condivisione ma ciò non vuol dire che non continueremo a confrontarci".+
Landini contro il riarmo: “Così è finanziamento a Usa”
Nettamente contrario al riamo è il segretario della Cgil, Maurizio Landini, a Cagliari per la campagna sul referendum su lavoro e cittadinanza: “Non siamo d'accordo, non è il momento di spendere soldi in ulteriori armi – afferma -. È il momento di spenderli per creare lavoro, per gestire i processi di cambiamento tecnologico e digitale e perché l'Europa torni ad essere quel luogo per cui è nata e cioè un luogo di pace, di sviluppo, di lavoro e di diritti. E poi la follia è che un aumento delle armi, della spesa per armi in quella direzione, va semplicemente a finanziare gli Stati Uniti, perché il 70-80% di quei soldi vuol dire andare a comprare armi negli Stati Uniti".
Landini prosegue: "In più, quegli 800 miliardi vengono sottratti alle spese sociali. Voi mi chiedevate prima cosa succeda qui a Portovesme e come si rilanciano le attività. Noi stiamo dicendo che c'è bisogno di 800 milioni all'anno per i prossimi dieci anni da investire per creare lavoro, per creare sviluppo, per qualificare le industrie, per potenziare le attività che diano un modello sociale di rispetto anche dell'ambiente. Quindi noi siamo totalmente contrari a questa scelta, l'abbiamo dichiarato in modo molto chiaro e pensiamo che questa debba diventare una battaglia di tutto il movimento sindacale non solo italiano ma in tutta Europa”.
Fratoianni: "Spendere miliardi di euro per riarmo è un suicidio”
Bolla come suicidio il progetto di riarmo Nicola Fratoianni, deputato di Avs: "Voler spendere centinaia di miliardi di euro per aumentare la spesa militare invece che quella sociale e per i diritti di tutti e tutte è un suicidio vero e proprio per l'Europa. In questo continente le istituzioni devono rispondere alla crisi sociale che l'attraversa altrimenti saranno le destre nazionaliste ad avvantaggiarsene. E e far saltare dall'interno e per davvero il progetto dell'Unione”.