✕

Più donne nelle amministrazioni locali, i numeri del dossier Anci

Ascolta l'audio

Sono il 34,1% – quasi 4 su 10 - del totale sia a livello politico che nei ranghi della macchina comunale
2 minuti di lettura

Qualcosa si muove. Anche se prendersi spazi e fare valere capacità e competenze resta sempre una scommessa per le donne e il traguardo si conquista combattendo con le unghie e con i denti, però qualcosa lentamente cambia nella società, nel costume e nella politica italiana. Ci sono più donne nelle amministrazioni locali, sia a livello politico che nei ranghi della macchina comunale. Il 34,1 – quasi 4 su 10 - del totale degli amministratori locali è donna. E le deleghe delle assessore non sono più esclusivamente quelle che riguardano la cura e le politiche sociali, e cioè asili nido e scuola, o servizi sociali in generale, ma è cambiato il vento: alle donne amministratrici si affida la gestione dei lavori pubblici, e della mobilità. Un grafico confronta le deleghe alle donne nel 2015 e mostra, a confronto con gli anni precedenti, per il 56,5% restano sempre casa famiglia, scuola e politiche sociali gli ambiti assegnati, ma crescono ambiente, mobilità, lavori pubblici.

A fotografare il …

Qualcosa si muove. Anche se prendersi spazi e fare valere capacità e competenze resta sempre una scommessa per le donne e il traguardo si conquista combattendo con le unghie e con i denti, però qualcosa lentamente cambia nella società, nel costume e nella politica italiana. Ci sono più donne nelle amministrazioni locali, sia a livello politico che nei ranghi della macchina comunale. Il 34,1 – quasi 4 su 10 - del totale degli amministratori locali è donna. E le deleghe delle assessore non sono più esclusivamente quelle che riguardano la cura e le politiche sociali, e cioè asili nido e scuola, o servizi sociali in generale, ma è cambiato il vento: alle donne amministratrici si affida la gestione dei lavori pubblici, e della mobilità. Un grafico confronta le deleghe alle donne nel 2015 e mostra, a confronto con gli anni precedenti, per il 56,5% restano sempre casa famiglia, scuola e politiche sociali gli ambiti assegnati, ma crescono ambiente, mobilità, lavori pubblici.

A fotografare il cambiamento è un dossier dell’Anci, l’associazione dei comuni, che ha potuto esaminare le banche date del ministero dell’Interno, della Ragioneria dello Stato e degli stessi comuni. I risultati sono che la presenza delle donne nella politica locale è cresciuta in modo significativo ma soprattutto è un trend costante così che quasi 4 amministratori locali su 10 sono donne (in cifre assolute le amministratrici locali sono 36 mila 722, appunto il 34,1% mentre gli amministratori uomini 70.920 e cioè il 65,9 ). Solo il 15,4% sono i sindaci. Ma al censimento 2024, quindi dello scorso anno, le donne sindaco risultano 1.189 e il dato interessante è che sono cresciute di 8 volte in 39 anni. I comuni “rosa”, guidati da sindache, erano nel 1986 soltanto 145. Comunque quasi la meta degli ottomila comuni italiani, il 43,5%, hanno avuto in un passato più o meno recente una donna al vertice dell’amministrazione comunale.

Gradazione di rosa. Sono più rosa i Comuni del Nord est (36,6%) e del centro, più bassa la media al sud e nelle isole. Se parliamo di sindache allora il discorso cambia ancora: è nel Nord ovest che sono state elette il 43,2 delle donne sindaco e, probabilmente per un effetto traino, ci sono in comuni del nord ovest il più gran numero di vice sindache. Nei Comuni poi lavorano stabilmente oltre 322 mila persone e di queste sono donne oltre la metà: il 57%. La tendenza rivela una femminilizzazione delle amministrazioni comunali: il 54% dei segretari comunali è donna e crescono do 3 punti percentuali le dirigenti donna.

Commenta Vittoria Ferdinandi, neo sindaca di Perugia e responsabile delle politiche femminili di Anci: “Questi dati confermano che la presenza femminile nelle amministrazioni italiane è in crescita con un aumento significativo delle sindache e un accesso sempre più ampio a deleghe strategiche. È un segnale importante di cambiamento ma il divario di genere persiste: dobbiamo fare di più perché questo trend continui a crescere"

Leggi i commenti