ROMA – La Comunità Sant’Egidio si unisce alla Piazza per l’Europa in programma il 15 marzo a Roma. Il presidente Marco Impagliazzo ha deciso che la comunità, nata nel 1968 su iniziativa di Andrea Riccardi, si ritroverà in piazza del Popolo insieme al mondo delle associazioni, delle imprese e degli industriali, alla società civile, ai partiti rigorosamente senza bandiere se non con quella blu dell’Unione europea. Ci sarà Legambiente, come è noto, e ieri ha annunciato la sua adesione anche Wwf Italia, l’associazione a tutela dell’ambiente e degli animali.
Nei giorni scorsi ha aderito l’Anpi e adesso si è aggiunta anche la Federazione italiana associazioni partigiane «che fa proprio e condivide l’appello di numerosi sindaci italiani per un’Europa più unita, più solida e forte dei suoi principi fondativi». In una nota la Fiap osserva che «l’Europa è a un bivio: divenire subito più autonoma, compatta e determinata nella difesa dei propri interessi strategici o tradire i propri principi cos…
ROMA – La Comunità Sant’Egidio si unisce alla Piazza per l’Europa in programma il 15 marzo a Roma. Il presidente Marco Impagliazzo ha deciso che la comunità, nata nel 1968 su iniziativa di Andrea Riccardi, si ritroverà in piazza del Popolo insieme al mondo delle associazioni, delle imprese e degli industriali, alla società civile, ai partiti rigorosamente senza bandiere se non con quella blu dell’Unione europea. Ci sarà Legambiente, come è noto, e ieri ha annunciato la sua adesione anche Wwf Italia, l’associazione a tutela dell’ambiente e degli animali.
Nei giorni scorsi ha aderito l’Anpi e adesso si è aggiunta anche la Federazione italiana associazioni partigiane «che fa proprio e condivide l’appello di numerosi sindaci italiani per un’Europa più unita, più solida e forte dei suoi principi fondativi». In una nota la Fiap osserva che «l’Europa è a un bivio: divenire subito più autonoma, compatta e determinata nella difesa dei propri interessi strategici o tradire i propri principi costitutivi ed essere destinata all’irrilevanza. Non possiamo permetterci immobilismo o rassegnazione».
Mentre gli studenti universitari stanno programmando la mobilitazione per essere presenti in piazza, arrivano le adesioni dagli atenei, come il Politecnico di Milano. «Mostrarci uniti è un gesto dal forte valore simbolico», dice la rettrice Donatella Sciuto che invoca il valore della «solidarietà verso i nostri giovani ai quali non possiamo lasciare i frammenti di un’unione che non riusciamo a portare a compimento come entità politica ed economica. Un’Europa che per i nostri studenti e per i nostri ricercatori è una realtà di fatto. La loro formazione, le loro idee e le loro aspirazioni sono profondamente ed essenzialmente europeiste».
In una lettera il Movimento europeo e il Movimento federalista europeo spiegano perché è importante essere in piazza: «Dobbiamo rivendicare la sopravvivenza del progetto stesso di unità europea, contro tutti coloro che vogliono un’Europa divisa e impotente. L’Ue è un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro (Usa, Cina, Russia) e per questo rischia di cadere in frantumi». Sarà in piazza anche il Forum disuguaglianze e diversità coordinato da Fabrizio Barca, Elena Granaglia e Andrea Morniroli: «Serve uno scatto».