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Diciotti, Meloni attacca le toghe: siete contro i cittadini. La replica: basta insulti

Margherita Cassano, presidente Corte Cassazione

 (ansa)

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La prima giudice Cassano: “Attacchi inaccettabili”. Schlein: “La premier ha fallito”. Conte: “Uso miserevole della vicenda”
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ROMA – Attacco frontale alla Cassazione. «Molto frustrante dover spendere per questo i soldi dei cittadini onesti che pagano le tasse», scrive Giorgia Meloni su X, commentando il risarcimento a cui è stato appena condannato il governo. Ma all’ira della premier, e alla raffica di aggressioni e offese che piovono da governo e maggioranza contro i giudici, stavolta risponde la suprema Corte. Poche righe, di fuoco, della prima presidente, toga solitamente pacatissima, Margherita Cassano: «Inaccettabili gli insulti» e soprattutto mettere in discussione «la divisione dei poteri» nello Stato di diritto. Un duello, peraltro tra donne che incarnano le istituzioni ai massimi livelli, a cui l’alta magistrata non avrebbe certo previsto di essere spinta. L’opposizione fa quadrato: «Meloni attacca i magistrati per coprire i suoi fallimenti», insorge la leader Pd, Elly Schlein. Arrivano le note dure del Consiglio superiore, dell’Anm. Il conflitto che la politica ha aperto sulla giustizia supera un’a…

ROMA – Attacco frontale alla Cassazione. «Molto frustrante dover spendere per questo i soldi dei cittadini onesti che pagano le tasse», scrive Giorgia Meloni su X, commentando il risarcimento a cui è stato appena condannato il governo. Ma all’ira della premier, e alla raffica di aggressioni e offese che piovono da governo e maggioranza contro i giudici, stavolta risponde la suprema Corte. Poche righe, di fuoco, della prima presidente, toga solitamente pacatissima, Margherita Cassano: «Inaccettabili gli insulti» e soprattutto mettere in discussione «la divisione dei poteri» nello Stato di diritto. Un duello, peraltro tra donne che incarnano le istituzioni ai massimi livelli, a cui l’alta magistrata non avrebbe certo previsto di essere spinta. L’opposizione fa quadrato: «Meloni attacca i magistrati per coprire i suoi fallimenti», insorge la leader Pd, Elly Schlein. Arrivano le note dure del Consiglio superiore, dell’Anm. Il conflitto che la politica ha aperto sulla giustizia supera un’altra inedita asticella.

A dare il segnale è, ovviamente, la premier via social. Di fronte a un verdetto che pesa come un macigno sul presente e sul futuro della politica anti-sbarchi della destra, Giorgia Meloni spara ad alzo zero: «Non credo siano queste le decisioni che avvicinano i cittadini alle istituzioni». La premier si addentra nel merito della decisione dei giudici che, sottolinea, « affermano un principio risarcitorio assai opinabile, quello della presunzione del danno, in contrasto con la giurisprudenza consolidata e con le conclusioni del procuratore generale». Dopo ore di divisioni, governo e maggioranza si ritrovano compatti contro i giudici. «Sentenza vergognosa» per Matteo Salvini, che suggerisce «un bel campo rom di fronte alla splendida Cassazione: così magari cambiano idea». E Tajani: «Se dobbiamo risarcire ogni migrante, facciamo saltare i conti pubblici». Solo che stavolta nel mirino non c’è né un giudice o una Corte d’Appello, ma un tempio del diritto, le Sezioni unite, il cuore della Cassazione. Che difatti, prima volta nella storia repubblicana, reagisce: nero su bianco. Scrive la prima presidente Cassano: «Le decisioni della Corte di Cassazione, al pari di quelle degli altri giudici, possono essere oggetto di critica. Sono, invece, inaccettabili gli insulti che mettono in discussione la divisione dei poteri su cui si fonda lo Stato di diritto».

Una puntualizzazione limpida e insieme così grave che è facile immaginare sia stata diffusa all’esito di scambi con i massimi uffici dello Stato. Eppure è senza freni Maurizio Gasparri, presidente dei senatori FI, contro la presidente: «La Cassano vuole intimidire chi contesta la Cassazione? Non subiremo minacce». Parole che Debora Serracchiani, responsabile Pd giustizia, indica così: «Siamo a un limite assai delicato, superato il quale salta tutto e finiamo in territorio pericolosissimo».

Lapidario, nella solidarietà a Cassano, Matteo Renzi: «Meloni ha perso lucidità». E contrattacca dal M5s Giuseppe Conte che all’epoca della “Diciotti” era premier: «Meloni confessa che è frustrante spendere soldi così, ma perché gettare un miliardo di euro per i centri vuoti in Albania è divertente?». E Angelo Bonelli da Avs: « Salvini paghi di tasca propria, non può essere lo Stato a farsi carico di questo risarcimento». Mentre Riccardo Magi tira fuori le foto di quel sopralluogo sulla “Diciotti”: «Meloni fa vittimismo becero per attaccare a testa bassa i magistrati».

Vietato ledere gli organi dello Stato, scrivono anche dal Csm. «Le decisioni della Cassazione devono essere rispettate, la Costituzione è bene comune che va tutelata da tutti gli attori istituzionali»: firmano tutti i consiglieri togati (di destra, di centro, di sinistra, compresi gli indipendenti Mirenda e Fontana) insieme con i tre membri laici, Roberto Romboli, Ernesto Carbone e Michele Papa. Non meno severa, e velata di sarcasmo, la reazione dell’Anm. «È durato il tempo di un tramonto l’impegno assunto dal governo di non attaccare i magistrati per sentenze sgradite», scrive il presidente Cesare Parodi che solo 48 ore prima aveva dovuto registrare il flop del confronto col governo, auspicando «dialogo futuro». Questa volta nel mirino «sono finiti addirittura i giudici delle Sezioni unite». Ancora nemici «dei quali – scrive la giunta Anm – ci aspettiamo di conoscere dai media specializzati orientamenti culturali che li avrebbero indotti a disattendere» i desideri del potere politico.

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