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Sondaggio: le donne votano meno degli uomini. Una su due dice di non capire la politica

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Le rilevazioni Youtrend in occasione dell’8 marzo. Il calo di affluenza femminile soprattutto al Sud
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Secondo un sondaggio realizzato da Youtrend, quasi tre uomini su quattro affermano di capire bene la politica, ma solo poco più della metà delle donne dice lo stesso.

Nell’indagine si chiedeva agli italiani valutare la propria comprensione della politica su una scala da 0 ("Non ne capisco nulla") a 10 ("La comprendo completamente, inclusi i dettagli e le sfumature"). Fra gli uomini il 73% affermava di avere una conoscenza più che sufficiente (dal 6 al 10), mentre fra le donne si assegnava un voto dal 6 in su solo il 53% delle intervistate.

Solo il 5% degli uomini pensa di avere una comprensione della politica molto scarsa (fra lo 0 e il 2), mentre la percentuale sale al 14% fra le donne. Afferma di avere una conoscenza profonda della politica (fra l’8 e il 10) il 20% delle donne e il 38% degli uomini.

Trattandosi di una valutazione che ogni intervistato fa di sé, i dati possono essere influenzati, oltre che dall’effetti…

Secondo un sondaggio realizzato da Youtrend, quasi tre uomini su quattro affermano di capire bene la politica, ma solo poco più della metà delle donne dice lo stesso.

Nell’indagine si chiedeva agli italiani valutare la propria comprensione della politica su una scala da 0 ("Non ne capisco nulla") a 10 ("La comprendo completamente, inclusi i dettagli e le sfumature"). Fra gli uomini il 73% affermava di avere una conoscenza più che sufficiente (dal 6 al 10), mentre fra le donne si assegnava un voto dal 6 in su solo il 53% delle intervistate.

Solo il 5% degli uomini pensa di avere una comprensione della politica molto scarsa (fra lo 0 e il 2), mentre la percentuale sale al 14% fra le donne. Afferma di avere una conoscenza profonda della politica (fra l’8 e il 10) il 20% delle donne e il 38% degli uomini.

Trattandosi di una valutazione che ogni intervistato fa di sé, i dati possono essere influenzati, oltre che dall’effettiva conoscenza degli avvenimenti politici, anche dalla convinzione in se stessi.

Tuttavia, il gap fra uomini e donne lo osserviamo anche in altri dati che riguardano la partecipazione alla politica, primo fra tutti l’affluenza.

Alle elezioni politiche del 2022 ad esempio l’affluenza fra gli uomini è stata più alta che fra le donne in tutte le province italiane con l’eccezione di Bolzano, dove l’affluenza fra le elettrici era dello 0,6% più alta che fra gli elettori. Considerando l’intero Paese, alle politiche del 2022 ha votato il 65,7% degli uomini e il 62,2% delle donne.

Se nelle regioni settentrionali la differenza di affluenza fra uomini e donne è più contenuta (+2,1 nel Nord-Ovest e +2,2 nel Nord-Est), nelle regioni meridionali il gap sale a 6 punti, e in alcune province come Foggia, Avellino e Crotone supera i 7 punti.

Avevamo osservato un fenomeno simile anche alle elezioni europee, ma con differenze più contenute. Lo scorso giugno nelle regioni del Nord l’affluenza di uomini e donne era stata molto simile (+0,5 fra gli uomini), mentre nella circoscrizione meridionale il gap era salito oltre i 3 punti.

"Quest'analisi parte dall'idea di voler capire quanto la dimensione della partecipazione politica risente di gap di genere nel nostro Paese. Molto spesso la lettura è prevalentemente concentrata sulla classe politica e sulla rappresentanza. Ad esempio, si va a vedere quante donne sono in Parlamento e quante donne sono al governo. Ma c’è un tema a monte che riguarda la partecipazione, che è forse il primo il primo stadio nel quale si sostanzia un gap che poi vediamo anche nella rappresentanza”. Così il fondatore di Youtrend Lorenzo Pregliasco.

Rispetto alla propria percezione della politica, continua Pregliasco: "Essendoci più uomini che donne che dicono di capire la politica, un effetto è che sarà più facile avere candidati e, come vedremo, anche elettori uomini più che candidate ed elettrici”.

Altra cosa invece è il discorso riferito alla partecipazione al voto. “Se lo scarto a favore degli uomini è sostanzialmente contenuto nel centro Nord, si allarga notevolmente al Sud, verosimilmente per ragioni culturali e sociali – continua il ricercatore – .Ed è un fattore molto rilevante, perché coloro che vanno a votare meno pesano meno, hanno un minore impatto sull'offerta politica, oltre che sulla traiettoria generale del Paese. Lo stesso si dice dei giovani, che per giunta sono anche una minoranza della popolazione. Nel caso delle donne, che invece sarebbero siano la maggioranza della popolazione, partecipando meno alle elezioni è come se la loro voce pesasse meno rispetto a quella degli uomini. Non ci vedo in questo gap di partecipazione soltanto un tema di disaffezione rispetto alla politica. Penso sia più legato al sentirsi inseriti nella vita pubblica e legittimati a partecipare”.

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