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Musolino: “È la fase più allarmante, serve una resistenza costituzionale”

Stefano Musolino, procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, è segretario generale di Md 

 

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Il procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria e segretario generale di Md: “La maggioranza riesce a aggregarsi solo negli attacchi all’indipendenza della magistratura”
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Il semestre nero. Da settembre a ieri, parallelamente al pressing della destra sulla riforma per la separazione delle carriere, ogni giorno c’è una toga, un provvedimento, un organo giudiziario nel mirino. Sei mesi di offensiva quotidiana. Dalle prime bordate contro le mancate convalide dei trattenimenti a carico dei migranti fino al pubblico risentimento espresso venerdì, da governo e maggioranza al completo, contro la Corte di Cassazione. E ora in che fase siamo? “La più allarmante”, indica Stefano Musolino. Procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, segretario generale di Magistratura democratica, Musolino è una “toga rossa” per eccellenza. E non ha timore di invocare “un’ostinata resistenza costituzionale”.

Procuratore, perché parla di allarme?

“Perché le Sezioni Unite sono il simbolo del ruolo costituzionale della magistratura, attaccarne le decisioni con quegli argomenti e quelle modalità, è il segno di un’insofferenza crescente verso il sistema di poteri diffusi che fond…

Il semestre nero. Da settembre a ieri, parallelamente al pressing della destra sulla riforma per la separazione delle carriere, ogni giorno c’è una toga, un provvedimento, un organo giudiziario nel mirino. Sei mesi di offensiva quotidiana. Dalle prime bordate contro le mancate convalide dei trattenimenti a carico dei migranti fino al pubblico risentimento espresso venerdì, da governo e maggioranza al completo, contro la Corte di Cassazione. E ora in che fase siamo? “La più allarmante”, indica Stefano Musolino. Procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, segretario generale di Magistratura democratica, Musolino è una “toga rossa” per eccellenza. E non ha timore di invocare “un’ostinata resistenza costituzionale”.

Procuratore, perché parla di allarme?

“Perché le Sezioni Unite sono il simbolo del ruolo costituzionale della magistratura, attaccarne le decisioni con quegli argomenti e quelle modalità, è il segno di un’insofferenza crescente verso il sistema di poteri diffusi che fonda l’equilibrio costituzionale”.

La presidente Cassano, intervenendo con immediata fermezza, ha interpretato una preoccupazione diffusa ai più alti livelli delle istituzioni?

"Credo di sì, lo ha fatto con l’acume e la semplicità di chi sta dalla parte della ragione e non ha bisogno di troppe parole, né di edulcorare le cose. Tutta la magistratura si è riconosciuta nelle parole della prima Presidente. Non a caso la riunione dell’Anm, ieri, ha aperto con lungo applauso a lei”.

E la premier Meloni ha commesso un passo falso, irritando anche gli alti ranghi della magistratura che siedono al fianco del presidente Mattarella in Csm, o prosegue in una lucida strategia?

"Ho molta stima del fiuto politico della premier, quindi penso sia una strategia. Per due motivi. Il più forte: di fronte alle serie difficoltà interne al governo su temi di politica estera ed economica, la maggioranza riesce ad aggregarsi solo attaccando l’indipendenza della magistratura”.

E l’altro?

“Lo può fare perché nella narrazione pubblica è passata l’idea che i migranti siano i nemici della nazione, la fonte dei problemi del Paese, sicché decisioni che li considerino persone e ne tutelino i diritti fondamentali sono presentate come un ostacolo, un bastone tra le magnifiche ruote del governo, che invece saprebbe come sbarazzarsi dei problemi”.

L’obiezione: ma la magistratura le leggi le deve applicare, non contrastare.

“La magistratura non può diventare serva del governo, verrebbe meno al suo dovere costituzionale. Anzi: ognuno dovrebbe chiedersi cosa succederà quando altre categorie di persone saranno indicate come un problema per la nazione, se non ci sarà più un giudice autonomo e indipendente che ne possa tutelare i diritti”.

Pensa davvero si corrano questi rischi?

“Guardi che non è un tema troppo distante da noi: negli Stati Uniti i dipendenti pubblici stanno sperimentando cosa può generare una narrazione social, unita all’esercizio disinvolto e istrionico dello strumento dei licenziamenti”.

L’Anm incontrerà a breve Mattarella. Se lei fosse presente, cosa gli chiederebbe?

"Di continuare, con l’equilibrio e la saggezza che lo caratterizzano, a essere il garante degli equilibri tra i poteri e le istituzioni dello Stato e per questo il rappresentante dei bisogni più profondi e lungimiranti dei cittadini”.

Il governo ha attaccato prima i tribunali e i singoli giudici, poi le Corti di appello, e ancora la Corte europea, ora le Sezioni unite. E al Csm si profila un’altra pratica a tutela dell’ordine giudiziario: a cosa serve realmente?

"A non abituarsi al peggio. A mantenere una postura ferma, nonostante le reiterazioni degli attacchi scomposti: quindi, è un messaggio a tutti. La magistratura non arretra, finché sarà questa la trama costituzionale che regola i rapporti con gli altri poteri dello Stato. Un’ostinata resistenza costituzionale…”.

Ma come potrete convincere i cittadini, peraltro più o meno delusi da un sistema giustizia che non funziona?

"Intendiamoci: la magistratura ha molti problemi, ma andrebbe aiutata a risolverli, invece di approfittarne per sottometterla al potere esecutivo. Noi, invece, dobbiamo usare sempre più parole semplici e chiare, che mettano insieme il buon senso e i valori costituzionali, per fare capire che questa non è una diatriba tra maggioranza e magistrati, ma un tema che riguarda i diritti di tutti. La mia percezione è che stiamo ci stiamo riuscendo e che saremo sempre più efficaci".

Il ministro Nordio continua a dire che il Paese non è più con voi.

“Fa parte della loro strategia comunicativa. Fare dimenticare quanto la magistratura ha fatto e fa per il Paese e presentarla solo dalla prospettiva dei suoi errori e dei suoi limiti, Un furore distruttivo imbellettato da un po' di vittimismo che farà molti danni al Paese, perché nessuna istituzione potrà dirsi sicura, in futuro, di non incorrere nello stesso trattamento”.

Lei è già stato più volte verbalmente aggredito. Addirittura alcuni laici della destra in Csm chiedevano un atto di censura a suo carico: e lei prenderà parte alla compagna referendaria per il no alla separazione?

“Certo. Siamo sotto conflitto, ma non ci battiamo per tutelare nostri privilegi, piuttosto per garantire i diritti fondamentali delle persone (oggi i migranti, domani i dipendenti pubblici o gli altri capri espiatori da sacrificare sull’altare della narrazione dei potenti) e con questi lo stato di diritto. Se questa è la posta in gioco non serve sapere come usciremo da questo conflitto, perché battersi è il nostro dovere costituzionale. Non importa quali saranno i costi personali”.

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