«Macron? Uno qualunque». Dopo avergli dato del «matto» ieri l’altro, Matteo Salvini continua a irridere il presidente francese. Il quale è irritato, al punto che tramite l’Eliseo ha informato Palazzo Chigi. Nessuna nota ufficiale di protesta, viene spiegato da fonti sia italiane che francesi, ma «contatti informali», in cui il nostro governo avrebbe ridimensionato la portata degli attacchi leghisti, insistendo sul fatto che la nostra politica estera viene delineata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dalla premier Giorgia Meloni. Secondo le stesse fonti, in maniera del tutto ufficiosa, coi francesi che avrebbero chiesto conto del mancato intervento di Meloni, si sarebbe concordato alla fine di non enfatizzare le sortite del capo del Carroccio, per non alimentare la polemica.
«Macron? Uno qualunque». Dopo avergli dato del «matto» ieri l’altro, Matteo Salvini continua a irridere il presidente francese. Il quale è irritato, al punto che tramite l’Eliseo ha informato Palazzo Chigi. Nessuna nota ufficiale di protesta, viene spiegato da fonti sia italiane che francesi, ma «contatti informali», in cui il nostro governo avrebbe ridimensionato la portata degli attacchi leghisti, insistendo sul fatto che la nostra politica estera viene delineata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dalla premier Giorgia Meloni. Secondo le stesse fonti, in maniera del tutto ufficiosa, coi francesi che avrebbero chiesto conto del mancato intervento di Meloni, si sarebbe concordato alla fine di non enfatizzare le sortite del capo del Carroccio, per non alimentare la polemica.
Meloni e Salvini ieri si sono sentiti. Ma l’interessato, che comunque ha i galloni di vicepresidente del consiglio, non ha intenzione di mollare la presa. Ieri da Bologna, in uno dei mille gazebo “per la pace” promossi dalla Lega, è tornato a criticare sia la strategia di Ursula von der Leyen per riarmare l’Europa (che ha il placet di Meloni e Tajani) sia a bersagliare Macron. Dice Salvini: «Io non penso che sia un Macron qualunque a fermare la pace». Perché mentre oggi, sostiene il leghista, discutono di cessate il fuoco «Zelensky, Putin e Trump, se aspettassimo Macron fra 10 anni siamo ancora punto a capo, con lui saremmo sull’orlo della guerra». Seguono stoccate all’Ue: «Ci hanno spiegato per 3 anni che la Russia era in ginocchio e ora rischia di invadere l’Italia e l’Europa?». Il capo lumbard boccia ancora l’idea di un esercito europeo e pure l’ombrello nucleare offerto da Parigi. «Il nucleare lo voglio per riscaldare le case, non per bombardare». Salvini critica pure il piano Rearm Europe, approvato da Meloni a Bruxelles. «Che vadano potenziati gli eserciti dei singoli stati nazionali, sono d’accordo, però se devo fare debito pubblico non per sistemare le scuole e gli ospedali, ma per comprare missili che poi magari gestisce Macron, posso esprimere dubbi?». Il leghista chiama in causa direttamente Meloni, assicurando di non voler «mettere in difficoltà nessuno» e dicendosi «convinto che il premier avrà la stessa posizione».
Tajani difende invece la strategia di “VdL”, «proposta seria per rafforzare la sicurezza dell’Ue, che il governo italiano sostiene». I gazebo di Salvini? «Guardare alle forze armate come se fossero solo bombe è un errore gravissimo», perché «sicurezza — voglio spiegarlo a chi pensa che al governo ci siano due guerrafondai, io ed il presidente del consiglio — significa anche sicurezza nella vita di ognuno di noi che vive in Europa».