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Salvini difende Starlink ma il governo frena. Schlein: cambiare rotta

Giorgia Meloni riceve a New York il 'Global Citizen Award 2024' da Elon Musk 

 

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Il leghista firmerebbe un accordo “anche subito” per i satelliti Usa. Gelo di FdI, intesa in salita. Le opposizione: “A rischio la sicurezza”
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ROMA – Un problema chiamato Musk. Salvini lo salva e rilancia: con la creatura di mister Starlink bisognerebbe fare accordi subito, «anche da domani». Meloni arretra, sa che potrebbe scottarsi. Mentre le opposizioni usano il fianco scoperto della premier, picchiando sui rischi cui è già esposto il ddl spazio approvato quattro giorni fa alla Camera. «Come fa Giorgia Meloni a voler consegnare le chiavi della sicurezza nazionale italiana a Musk, anche dopo le sue ultime gravissime parole?», chiede la dem Elly Schlein.

Non basta, al capo del Carroccio, l’ultima sfida del padrone dello spazio Elon Musk, oltre che proprietario di X, di Tesla, e neo-vertice del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa dell’amministrazione Trump. «Il governo avrebbe interesse anche domani mattina a firmare un contratto con Starlink che ha 7mila satelliti – dice Salvini – non perché mi stia simpatico Musk o perché appoggi Trump, ma ne andrebbe del miglioramento della sicurezza nazionale». E certo…

ROMA – Un problema chiamato Musk. Salvini lo salva e rilancia: con la creatura di mister Starlink bisognerebbe fare accordi subito, «anche da domani». Meloni arretra, sa che potrebbe scottarsi. Mentre le opposizioni usano il fianco scoperto della premier, picchiando sui rischi cui è già esposto il ddl spazio approvato quattro giorni fa alla Camera. «Come fa Giorgia Meloni a voler consegnare le chiavi della sicurezza nazionale italiana a Musk, anche dopo le sue ultime gravissime parole?», chiede la dem Elly Schlein.

Non basta, al capo del Carroccio, l’ultima sfida del padrone dello spazio Elon Musk, oltre che proprietario di X, di Tesla, e neo-vertice del Doge, il dipartimento per l’efficienza governativa dell’amministrazione Trump. «Il governo avrebbe interesse anche domani mattina a firmare un contratto con Starlink che ha 7mila satelliti – dice Salvini – non perché mi stia simpatico Musk o perché appoggi Trump, ma ne andrebbe del miglioramento della sicurezza nazionale». E certo «di mettermi nelle mani dei francesi non ho voglia», aggiunge il vicepremier leghista che poi torna ad attaccare Macron, dicendosi però «dispiaciuto se si è offeso» per le sue critiche asprissime dei giorni scorsi e affermando che «la Lega al governo dice quello che altri pensano ma non sempre possono dire». Quanto a Musk, Salvini concede un distinguo solo sul disimpegno americano nella Nato, minacciato sempre ieri da mister Tesla: «Musk da libero cittadino fa bene a suggerire quello che crede, ma io ritengo che l’alleanza atlantica sia fondamentale per garantire la pace. Secondo me da questo punto di vista sbaglia. Come sbagliano quelli che a sinistra dicono di no a Musk a prescindere».

Per il resto, continua a sperare nella comunione degli affari tra Starlink e l’amministrazione italiana. Perché no, anche in Lombardia: «Io non so del bando (valore 6 milioni e mezzo di euro, Starlink compare tra i 30 partecipanti, ndr). Se è così mi fa piacere perché è un’azienda che lavora. Il governo italiano vada fino in fondo».

Posizioni considerate sbilanciate, dal resto dell’esecutivo. Da settimane si valutano altre opzioni. Eva Berneke, manager al vertice di Eutelsat, impresa franco-britannica rivale di Starlink, ha confermato interlocuzioni con Roma. E dentro FdI molti ormai prendono le distanze, riservatamente, dall’idea di un accordo con Musk, inclusi quelli che all’inizio comprendevano le ragioni di un’intesa, valutando l’avanguardia tecnologica del colosso statunitense rispetto alle alternative, almeno nel breve periodo, offerte da realtà europee. I Fratelli, su questo, non sono stati un monolite dall’inizio, a dirla tutta. Adolfo Urso, ministro delle imprese, è stato attaccato duramente da Andrea Stroppa, l’uomo di Musk in Italia. Ma anche tra i colleghi di governo più inclini all’inizio a trattare col gigante Usa, arriva una sostanziale frenata. Condita da questa analisi: se Musk ragiona così, «è impossibile» affidargli la sicurezza nazionale. Siglare un contratto assomiglia sempre più a un’opzione complicata, anche se ci fossero garanzie del governo americano. Il problema semmai è l’alternativa: l’Ue non è pronta.

Da sinistra, durissime critiche. «Il governo cambi subito rotta e sul ddl Spazio non si faccia dettare la linea da Musk», attacca Schlein. Dai dem interviene anche il presidente dei senatori, Boccia: «Meloni venga a dire in Parlamento se è d’accordo con Musk». Emma Pavanelli, M5s, accusa: «La premier svende la patria». Per Avs, con Angelo Bonelli, «con il ddl Spazio l’esecutivo ha aperto all’uso di sistemi extra Ue e spalanca le porte a Musk». Autore di «un trappolone», dice Riccardo Magi di +Europa, «in cui l’Italia sta per cadere». Per Daniela Ruffino, Azione, quel sistema sarebbe «un’arma di ricatto».

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