Migranti, Brunner: “I return hub in Paesi terzi sono cosa diversa dai centri in Albania”
di Alessandra ZinitiIl centro migranti a Gjader in Albania
(reuters)“Il protocollo Italia-Albania è “cosa diversa” dai return hub cui il regolamento rimpatri proposto oggi dalla Commissione europea delinea una base giuridica”. E la sottolineatura del commissario europeo agli Affari Interni e Migrazione Magnus Brunner, in conferenza stampa a Strasburgo, gela gli entusiasmi italiani che volevano far passare il nuovo regolamento rimpatri proposto dalla Commissione europea come lo sdoganamento dei centri in Albania.
Non è affatto così e Brunner ne spiega chiaramente il perché. “Il protocollo Italia-Albania riguarda i richiedenti asilo mentre gli hub per i rimpatri" cui pensa l'Ue "riguardano persone che si sono già viste rifiutare la domanda d'asilo". Una differenza non da poco visto che le ripetute bocciature dei giudici che hanno finora decretato il sostanziale fallimento dei centri si basa proprio sul mancato rispetto delle garanzie dei richiedenti asilo che provengono da Paesi che l’Italia ritiene sicuro pur non essendoli in tutto il suo territorio e…
“Il protocollo Italia-Albania è “cosa diversa” dai return hub cui il regolamento rimpatri proposto oggi dalla Commissione europea delinea una base giuridica”. E la sottolineatura del commissario europeo agli Affari Interni e Migrazione Magnus Brunner, in conferenza stampa a Strasburgo, gela gli entusiasmi italiani che volevano far passare il nuovo regolamento rimpatri proposto dalla Commissione europea come lo sdoganamento dei centri in Albania.
Non è affatto così e Brunner ne spiega chiaramente il perché. “Il protocollo Italia-Albania riguarda i richiedenti asilo mentre gli hub per i rimpatri" cui pensa l'Ue "riguardano persone che si sono già viste rifiutare la domanda d'asilo". Una differenza non da poco visto che le ripetute bocciature dei giudici che hanno finora decretato il sostanziale fallimento dei centri si basa proprio sul mancato rispetto delle garanzie dei richiedenti asilo che provengono da Paesi che l’Italia ritiene sicuro pur non essendoli in tutto il suo territorio e per tutte le categorie di persone.
All’esperimento italiano la Ue guarda laicamente. “Lo facciamo con mente aperta. Diamo un'occhiata, vediamo se funziona o meno. Se funziona, funziona. Se non funziona, non funziona. Quindi siamo aperti mentalmente su quelle idee, anche su quelle nuove. Vediamo se funziona su base legale", chiarisce ancora Brunner.
Dalla vicepresidente della Commissione Virkunnen arriva invece la rassicurazione che le nuove regole volte ad aumentare i rimpatri saranno molto rigide. “Gli hub di questo tipo opereranno in condizioni molto rigorose, con chiare garanzie ed esclusioni per i minori non accompagnati e le famiglie con minori".
Tempi assai lunghi per l’operatività. Entro il primo luglio 2027, un anno dopo l'entrata in vigore del patto sulla migrazione e l'asilo, la Commissione esaminerà se gli Stati membri hanno stabilito accordi appropriati per elaborare in modo efficace gli ordini di rimpatrio europei e adotterà una decisione di esecuzione che renderà obbligatorio il riconoscimento e l'esecuzione di una decisione di rimpatrio emessa da un altro Stato membro.