Forza Italia frena su Starlink. Salvini: Mattarella incontri Elon. E Musk Jr torna nei ministeri
di Lorenzo De CiccoIl ministro dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini
«Viva Matteo», scriveva la premier Giorgia Meloni due giorni fa nella chat dei ministri, per fare gli auguri a Salvini che compiva 52 anni. Persino l’altro vicepremier, il forzista Antonio Tajani, che ogni giorno dice qualcosa all’opposto del suo parigrado in Cdm, mandava via Whatsapp un conciso «buon compleanno» al socio-rivale.
Cordialità a parte, a destra la faglia sulla politica estera sembra allargarsi ancora. Da ultimo su Starlink, la società dei satelliti di Elon Musk, che il leghista vorrebbe ingaggiare subito per la sicurezza nazionale, tanto da augurarsi un incontro tra il magnate di Tesla e il presidente della Repubblica, mentre Forza Italia frena, invoca prudenza e chiede di non prendere decisioni in un settore tanto delicato «per amicizia o tifoseria».
Il capo …
«Viva Matteo», scriveva la premier Giorgia Meloni due giorni fa nella chat dei ministri, per fare gli auguri a Salvini che compiva 52 anni. Persino l’altro vicepremier, il forzista Antonio Tajani, che ogni giorno dice qualcosa all’opposto del suo parigrado in Cdm, mandava via Whatsapp un conciso «buon compleanno» al socio-rivale.
Cordialità a parte, a destra la faglia sulla politica estera sembra allargarsi ancora. Da ultimo su Starlink, la società dei satelliti di Elon Musk, che il leghista vorrebbe ingaggiare subito per la sicurezza nazionale, tanto da augurarsi un incontro tra il magnate di Tesla e il presidente della Repubblica, mentre Forza Italia frena, invoca prudenza e chiede di non prendere decisioni in un settore tanto delicato «per amicizia o tifoseria».
Il capo del Carroccio comunque non ha intenzione di sfilarsi dal dire la sua sullo scenario internazionale. Secondo fonti leghiste di primo piano, lo staff di Salvini ha avuto contatti diretti col team del vicepresidente americano, JD Vance. In preparazione, riferiscono le stesse fonti, c’è una call con il numero due della Casa bianca. E più in là, dopo il congresso leghista di inizio aprile, un bilaterale a Washington. L’incontro con Vance rispetterebbe i protocolli istituzionali, sarebbe un faccia a faccia tra due “vice”, ma nella Lega sperano ancora che possa unirsi The Donald. Lo stesso inviato di Trump per Roma, Paolo Zampolli, aveva riconosciuto a Salvini di essere stato «l’unico che in Italia ci ha sempre sostenuto». Una medaglia per il capo lumbard, che non smette di indossare i panni da iper-trumpiano. E pro Musk, pure su Starlink. Il patron di SpaceX ha chiesto d’incontrare Mattarella? «Non faccio io l’agenda di Musk e del presidente — rispondeva ieri Salvini — ma sarebbe un incontro stimolante. Se Starlink connette mezzo mondo non vedo perché la sinistra debba dire di no». In realtà è la stessa FI a smarcarsi, col portavoce nazionale Raffaele Nevi: «Serve prudenza, si tratta della sicurezza nazionale dei dati, occorre valutare bene costi e benefici, senza farsi trascinare dalla tifoseria».
Anche dentro FdI molti ora sono perplessi sull’accordo, anche se a livello di uffici proseguono i contatti, pure in questi giorni, con Starlink. E a proposito del canale privilegiato con Musk, il fratello Kimbal la settimana scorsa è tornato a bussare al governo. Dopo il tour nei ministeri di un mese e mezzo fa (il 24 gennaio era stato a Palazzo Chigi da Meloni, con il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e alle Infrastrutture da Salvini), Musk Jr si è presentato in almeno una sede governativa, chiedendo di essere audito dal ministro di turno. Ha chiesto udienza all’ultimo minuto, senza appuntamento. Ed è stato ricevuto. Restano in ballo dunque i suoi progetti, legati ai droni. Meno remunerativi dei satelliti, certo, ma può comunque essere letto come un segnale di apprezzamento da Roma.
Nella coalizione di maggioranza le distanze restano marcate anche sul piano di Ursula von der Leyen per riarmare l’Europa. FI, col Ppe, giovedì voterà a favore della risoluzione sul futuro della difesa europea; FdI si riunirà in queste ore con i Conservatori e potrebbe virare sul sì. La Lega, con i Patrioti, dovrebbe schierarsi per il no. Salvini ha già bocciato la strategia, continua a criticare l’idea di esercito europeo («al centrodestra dico, se Prodi è a favore... è chiaro che l’Italia non ne ha bisogno») e a bersagliare Emmanuel Macron, nonostante gli inviti alla cautela degli azzurri: «Rispetto le idee del collega degli Esteri — sostiene Salvini, senza citare Tajani — ma ritengo che chi ostinatamente da anni sta usando toni bellici, parlo del presidente francese, debba prestare più attenzione». Per il capo della Farnesina, convinto che «Trump non voglia uscire dalla Nato», invece bisogna «difendere l’unità dell’Ue». Insomma, «si è buoni italiani se si è buoni europei».