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Congresso Lega, disputa sulla mozione nordista: i salviniani battono sul tempo i dissidenti

Matteo Salvini e il suo vice Alberto Stefani 

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Il vicesegretario Stefani brucia sul tempo Romeo che stava preparando un suo documento
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Il congresso della Lega è tra meno di un mese, si preannuncia avaro di emozioni - unico candidato segretario, indovina un po', è Matteo Salvini - e quel poco di dibattito possibile sta per essere troncato sul nascere. Infatti dal vicesegretario della Lega e a capo della Liga Veneta, il salviniano di ferro Alberto Stefani, è arrivata una mozione cosiddetta nordista che sa molto di Gattopardo, cioè cambiare tutto per non cambiare nulla: ha infatti raccolto subito le adesioni di altri super salviniani e soprattutto bruciato sul tempo Massimiliano Romeo, il segretario della Lega Lombarda che stava preparando un suo documento che mirava a condizionare, e davvero, la politica nazionalista dell'attuale Carroccio.

Romeo, che è anche capogruppo al Senato, non è certamente un avversario del Capitano, ma ha un proprio margine di autonomia conquistato vincendo il congresso in Lombardia. E anche quel poco di spazio di manovra, meglio sabotarlo subito. Domani è previsto un direttivo della Lombarda …

Il congresso della Lega è tra meno di un mese, si preannuncia avaro di emozioni - unico candidato segretario, indovina un po', è Matteo Salvini - e quel poco di dibattito possibile sta per essere troncato sul nascere. Infatti dal vicesegretario della Lega e a capo della Liga Veneta, il salviniano di ferro Alberto Stefani, è arrivata una mozione cosiddetta nordista che sa molto di Gattopardo, cioè cambiare tutto per non cambiare nulla: ha infatti raccolto subito le adesioni di altri super salviniani e soprattutto bruciato sul tempo Massimiliano Romeo, il segretario della Lega Lombarda che stava preparando un suo documento che mirava a condizionare, e davvero, la politica nazionalista dell'attuale Carroccio.

Romeo, che è anche capogruppo al Senato, non è certamente un avversario del Capitano, ma ha un proprio margine di autonomia conquistato vincendo il congresso in Lombardia. E anche quel poco di spazio di manovra, meglio sabotarlo subito. Domani è previsto un direttivo della Lombarda e lì si deciderà il da farsi: se andare avanti comunque con un documento ad hoc autonomo, se convergere sui veneti o se non fare nulla. Di sicuro Romeo non ha fatto i salti di gioia: "Non ho ancora avuto modo di leggere il testo della mozione ma ne parleremo di sicuro al prossimo direttivo regionale affinché ci sia la più ampia condivisione". E poi, "ci fa molto piacere che la linea portata avanti al congresso della Lega Lombarda dello scorso dicembre venga ripresa da più parti. Un vento federalista, autonomista e identitario che si rafforza giorno dopo giorno".

Il documento di Stefani in vista del 5 e 6 aprile a Firenze si intitola Futuro e identità ed è ancora in lavorazione. "La difesa dell'identità locale - sottolineava ieri Stefani parlando con la stampa locale veneta - è il dna di questo movimento: autonomia, federalismo fiscale, buongoverno, lotta al globalismo omologante, protezione delle nostre comunità. La sfida del futuro si chiama identità". La richiesta è di maggiore autonomia dei territori, quelle regioni che una volta nella vecchia Lega Nord venivano chiamate 'nazioni', come vezzo autonomista. Anche elettoralmente: il Veneto vuole la riconferma di Luca Zaia o comunque un candidato di coalizione della Lega, costi quel che costi.

Ma che non sia una mozione tesa a impensierire Salvini, ma anzi a dare un controllabile sbocco di maggioranza alle pulsioni nordiste, lo si è capito quando sono arrivate, rese pubbliche e quasi in contemporanea, le adesioni dei fedelissimi del Capitano: Igor Iezzi, Luca Toccalini, Fabrizio Cecchetti, Eugenio Zoffili, tra gli altri. E siccome nulla è mai affidato al caso, si è capito subito qual era lo scopo: salvinizzare anche quel poco di dissenso interno.

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