Lo scrittore francese Daniel Pennac, la comica Luciana Littizzetto, il drammaturgo Stefano Massini. E poi ancora: l’attore e regista Claudio Amendola, Pif, l’attivista afghana Rahel Saya. Ci saranno anche loro, per l’Europa, sabato 15 marzo dalle 15, sul grande palco di piazza del Popolo a Roma. In presenza o collegati, parleranno davanti alle bandiere blu stellato della manifestazione nata da un’idea di Michele Serra su Repubblica e organizzata dai sindaci delle grandi città, capofila il primo cittadino della Capitale Roberto Gualtieri. Si aggiungono ai nomi già annunciati: Renzo Piano, Antonio Scurati, Roberto Vecchioni, Fabrizio Bentivoglio, Benedetta Tobagi, Antonio Albanese e Luca Bizzarri. Registi, attori e scrittori. Comici, cantanti e musicisti. Come il Quartetto d’archi Indaco che riempirà la piazza ai piedi del Pincio con le note dell’Inno alla gioia.
Sul palco prenderanno il microfono anche Emma Nicolazzi Bonati e Francesco Sansone, membri della commissione che ha portat…
Lo scrittore francese Daniel Pennac, la comica Luciana Littizzetto, il drammaturgo Stefano Massini. E poi ancora: l’attore e regista Claudio Amendola, Pif, l’attivista afghana Rahel Saya. Ci saranno anche loro, per l’Europa, sabato 15 marzo dalle 15, sul grande palco di piazza del Popolo a Roma. In presenza o collegati, parleranno davanti alle bandiere blu stellato della manifestazione nata da un’idea di Michele Serra su Repubblica e organizzata dai sindaci delle grandi città, capofila il primo cittadino della Capitale Roberto Gualtieri. Si aggiungono ai nomi già annunciati: Renzo Piano, Antonio Scurati, Roberto Vecchioni, Fabrizio Bentivoglio, Benedetta Tobagi, Antonio Albanese e Luca Bizzarri. Registi, attori e scrittori. Comici, cantanti e musicisti. Come il Quartetto d’archi Indaco che riempirà la piazza ai piedi del Pincio con le note dell’Inno alla gioia.
Sul palco prenderanno il microfono anche Emma Nicolazzi Bonati e Francesco Sansone, membri della commissione che ha portato Parma a diventare Capitale europea dei giovani nel 2027. Dopo l’editoriale di Serra, gli avevano scritto una lettera con una domanda e un auspicio: forse la piazza può «rappresentare l’inizio di un progetto politico che veda nell’Europa il punto di incontro tra le generazioni»?
Oggi, per le strade di Roma, giovani volontari distribuiranno i volantini della manifestazione con l’appello firmato dai sindaci di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia: un invito rivolto a «chiunque, di qualsiasi fede politica, si senta cittadino europeo» perché «in un momento di così grande e veloce mutamento degli assetti mondiali, solo un’Unione più unita, più solida, forte dei suoi principi fondativi e convinta che il suo processo federativo debba accelerare, può essere capace di fare fronte al presente e preparare un futuro migliore».
Intanto le adesioni continuano a crescere. Sempre più trasversali. Ci sarà Slow Food Italia in nome di un’Europa «fatta di comunità che, forti della loro appartenenza a un sistema valoriale e a una cultura», sappiano «aprirsi al dialogo con le altre comunità, senza paura», spiega la presidente Barbara Nappini. E ci sarà Cia, la Confederazione italiana agricoltori, per un’Ue che «ragioni da superpotenza» e «rafforzi la propria economia».
Adesione convinta anche dalla Fondazione Antonio Megalizzi, nata in memoria del giornalista 29enne morto in un attentato terroristico a Strasburgo nel 2018: «Quando ad Antonio chiesero “Europa, perché?”, lui rispose: “Perché lo dice la storia: le alternative sono inimmaginabili ed essenzialmente tragiche”».
Conferma la propria presenza il Movimento Federalista Europeo, fondato da Altiero Spinelli nel 1943: «Ci saremo – dicono – per rivendicare l’Europa federale del Manifesto di Ventotene, che sa consolidare “la lava incandescente delle passioni popolari” nella democrazia sovranazionale».
La Cei non prende posizione e lascia libertà a fedeli e associazioni cattoliche. E tuttavia con la voce del suo segretario generale, monsignor Giuseppe Baturi, sottolinea: «Il tema dell’Europa ci sta a cuore non da oggi».