Fratoianni: “Scendo in piazza perché”
di Giovanna Vitale“Ci saremo anche noi in piazza”, annuncia Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, “perché qui o si fa un’Europa di pace o si muore. L’Europa non può essere soltanto un’evocazione sentimentale, occorre una politica. E allora la prima delle scelte necessarie non è il riarmo, ma il suo opposto”.
Lo dicevano già i latini, però: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”.
«Vero, solo che non ha mai funzionato. Preparando la guerra si fa la guerra. Allora preferisco Enrico Berlinguer che sosteneva: se vuoi la pace prepara la pace».
Ma come si fa, con Putin che continua a bombardare l’Ucraina e Trump che vuole indebolire l’Ue?
«Si può se l’Europa sarà finalmente in grado di assumere quel protagonismo diplomatico che per tre anni ha dimenticato nel cassetto per dedicarsi esclusivamente alla escalation militare, salvo ritrovarsi spiazzata dalla pace degli affari di Trump e di Putin. Due autocrati che condividono l’obiettivo della disgregazione politica dell’Unione con i partiti della destra xenofoba, n…
“Ci saremo anche noi in piazza”, annuncia Nicola Fratoianni, co-leader di Avs, “perché qui o si fa un’Europa di pace o si muore. L’Europa non può essere soltanto un’evocazione sentimentale, occorre una politica. E allora la prima delle scelte necessarie non è il riarmo, ma il suo opposto”.
Lo dicevano già i latini, però: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”.
«Vero, solo che non ha mai funzionato. Preparando la guerra si fa la guerra. Allora preferisco Enrico Berlinguer che sosteneva: se vuoi la pace prepara la pace».
Ma come si fa, con Putin che continua a bombardare l’Ucraina e Trump che vuole indebolire l’Ue?
«Si può se l’Europa sarà finalmente in grado di assumere quel protagonismo diplomatico che per tre anni ha dimenticato nel cassetto per dedicarsi esclusivamente alla escalation militare, salvo ritrovarsi spiazzata dalla pace degli affari di Trump e di Putin. Due autocrati che condividono l’obiettivo della disgregazione politica dell’Unione con i partiti della destra xenofoba, nazionalista e neofascista, che non a caso entrambi coccolano».
Ma il Rearm Eu non può servire come deterrente?
«Il dittatore russo e il presidente Usa non temono la forza militare dell’Europa, quanto la tenuta del diritto internazionale, gli ideali di libertà e uguaglianza scolpiti nelle costituzioni dei principali Stati continentali, che loro vogliono distruggere. E temono, anche, la nostra forza commerciale. Per questo la risposta di von der Leyen è sbagliata oltre che scellerata».
Perché scellerata?
«Da un lato contribuisce ad arricchire le multinazionali delle armi americane, dall’altro sottrae risorse che i cittadini chiedono per sanità, scuola, stipendi troppo magri. Ha ragione Serra quando dice che il piano di riarmo è incompatibile con i valori europei. Ed è proprio per richiamare questi valori che abbiamo deciso di scendere in piazza, con le bandiere della pace, insieme a quelle Ue».
Ci sarà anche chi è per il riarmo, non si sentirà a disagio?
«Semmai saranno loro a sentirsi a disagio. Per impedire a Trump e Putin di prendersi l’Europa un Paese alla volta bisogna puntare, ripeto, sul welfare, l’inclusione, il multilateralismo. È questa Europa che gli autocrati non sopportano e di cui non vedono l’ora di liberarsi».
Tranne i 5S, in piazza ci saranno tutte le opposizioni. Un miracolo?
«Il fatto che non ci sia una piattaforma consente a ciascuno di attraversarla portando dentro il proprio punto di vista. Perciò bisogna esserci. Per testimoniare, insieme a tanti e a tante, l’urgenza di fare l’Europa, che o è della pace oppure non è. Spero che la piazza rilanci questa necessità».