✕

Delmastro boccia la riforma Nordio, Anm: "Conferma i nostri timori”. Opposizioni: si deve dimettere

Ascolta l'audio

Il sottosegretario alla Giustizia boccia il ddl del suo ministro su Il Foglio: “Mi piace solo il sorteggio. Il Csm per i pubblici ministeri è un errore strategico”. Parodi: “Ora chiarimenti”. La replica: “Ci sono sfumature ma c'è condivisione”. Dal Pd a Avs: “Il governo si sfiducia da solo”. Nordio: “Governo compatto”
5 minuti di lettura

“Delmastro non è né un onorevole qualunque, né soltanto il sottosegretario di via Arenula, ma soprattutto la voce della Giustizia in Fratelli d’Italia, il partito del presidente del Consiglio. Quindi, noi come Anm aspettiamo ora chiarimenti del governo”. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi commenta con Repubblica le posizioni espresse dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove: “Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici. L'unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta”, la confessione del sottosegretario alla Giustizia in una "chiacchierata confidenziale" con il Foglio, come la definisce il quotidiano, dove boccia il ddl del suo ministro, il Guardasigilli Carlo Nordio.

"C'è un rischio nel doppio Csm - dice ancora l'esponente di FdI - O si va fino in fondo e si porta il p…

“Delmastro non è né un onorevole qualunque, né soltanto il sottosegretario di via Arenula, ma soprattutto la voce della Giustizia in Fratelli d’Italia, il partito del presidente del Consiglio. Quindi, noi come Anm aspettiamo ora chiarimenti del governo”. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi commenta con Repubblica le posizioni espresse dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove: “Dare ai pubblici ministeri un proprio Csm è un errore strategico che, per eterogenesi dei fini, si rivolterà contro. I pm, prima di divorare i politici, andranno a divorare i giudici. L'unica cosa figa della riforma è il sorteggio dei togati al Csm, basta”, la confessione del sottosegretario alla Giustizia in una "chiacchierata confidenziale" con il Foglio, come la definisce il quotidiano, dove boccia il ddl del suo ministro, il Guardasigilli Carlo Nordio.

"C'è un rischio nel doppio Csm - dice ancora l'esponente di FdI - O si va fino in fondo e si porta il pm sotto l'esecutivo, come avviene in tanti Paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini". Delmastro, secondo il giornale, appare poco convinto anche su un altro punto fondamentale della riforma costituzionale, l'istituzione di un'Alta corte disciplinare. "Nella mia persona - un'altra dichiarazione riportata - convivono entrambe le pulsioni, sia quella garantista che quella giustizialista, a corrente alternata secondo le necessità".

Anm: “Ora chiarimenti dal governo”

Parodi chiede chiarimenti al governo: “O il sottosegretario smentisce le ipotesi di sottoposizione del pm al potere politico, e non vedo ancora nessuna correzione di rotta - aggiunge il presidente dell’Anm - Oppure, con tutta la prudenza e l’ascolto, devo dire che le sue parole confermano tutti i nostri timori. Perché stavolta lo dice lui, non noi. Lui fa un atto di verità, è Delmastro a spiegare che ‘o si va fino in fondo e si porta il pm sotto l'esecutivo, come avviene in tanti Paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini’. Ebbene su entrambi questi aspetti sia Nordio sia Meloni hanno sempre smentito le nostre preoccupazioni. E ora cosa dicono?”. E’ anche più duro il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti: “Con le dichiarazioni del sottosegretario Delmastro il governo ha calato la maschera: questa riforma da sola non basta e sarà necessario portare il pubblico ministero sotto le direttive del potere esecutivo. O, quantomeno, occorrerà, secondo loro, togliere al pubblico ministero il potere di impulso delle indagini". Tesi, in realtà, sempre smentita: in particolare dalla premier durante il faccia a faccia con l’Anm di dieci giorni fa. “Da oggi perciò – ragiona Maruotti – sarà più difficile per il governo continuare a sostenere che la riforma non avrà conseguenze, come l'Anm va sostenendo dall'inizio. Il loro disegno, oltre a non migliorare la giustizia, servirà solo ad assoggettare i magistrati al controllo del governo: ora è ancora più chiaro. Le parole del sottosegretario alla giustizia introducono un importante elemento di chiarezza".

La replica di Delmastro

Il governo in evidente imbarazzo, spinge Delmastro a una prima spiegazione: "Oggi un articolo di giornale ha esasperato il significato dei ragionamenti che ho fatto, nel corso di un colloquio informale, sulla riforma della giustizia. Approfitto della circostanza per precisare, qualora ce ne fosse ancora bisogno, quanto segue. Ribadisco che l'impianto della riforma è ottimo, ribadisco che nella maggioranza c'è assoluta condivisione delle misure messe in campo. Ribadisco che proseguiremo speditamente per approvare la riforma il prima possibile". Ancora, continua il sottosegretario e deputato di FdI, condannato a otto mesi per il caso Cospito: "Ribadisco che grazie al sorteggio e all'alta corte disciplinare ci sarà una vera indipendenza della magistratura dalla politica, perché questa ne rimarrà finalmente fuori. Ho argomentato - precisa ancora - che in fase di stesura della riforma c'era un confronto fra due opzioni, quella con un Csm unico e quella con due, ognuna delle due con vantaggi e svantaggi. La soluzione di approdo, pur nei diversi percorsi argomentativi e nelle sfumature interpretative, è assolutamente condivisa e sostenuta senza tentennamenti da tutto il centrodestra. Ogni altra ricostruzione - conclude Delmastro - è una forzata distorsione della realtà".

Le reazioni

Quelle di Delmastro sono “considerazioni personali”, taglia corto Forza Italia. Il portavoce Raffaele Nevi, sottolinea, che la riforma della giustizia "l'abbiamo votata tutti insieme, abbiamo deciso di andare avanti e anzi accelerare per arrivare a una approvazione rapida e veloce, quindi ora si deve solo procedere speditamente. La maggioranza è compatta e coesa e lo ha dimostrato in Parlamento, quindi andiamo avanti in modo convinto”, conclude il deputato azzurro.

Di tutto altro parere le opposizioni, dal Pd ad Avs. “Non doveva essere nominato sottosegretario alla Giustizia. Non era all'altezza. E lo hanno confermato in questi oltre due anni a via Arenula, in cui ha operato con scarsissimo senso dello Stato, con una visione lontana dai principi costituzionali dichiarano la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, i capigruppo in commissione Giustizia di Camera e Senato, rispettivamente Federico Gianassi e Alfredo Bazoli, e il capogruppo Pd in commissione Antimafia, Walter Verini – Ma quanto uscito stamattina sul Foglio, quelle dichiarazioni che demoliscono la cosiddetta riforma Nordio sulla giustizia e la separazione delle carriere rivelano una crisi irreparabile nei rapporti con il ministro. Il quale farebbe un gesto di dignità se se ne andasse. Ma in ogni caso Delmastro non dovrebbe restare un minuto di più. Per un minimo di decoro".

Per il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, “Delmastro sfiducia Nordio”. Nell'intervista il sottosegretario alla Giustizia, sottolinea ancora, “boccia quasi integralmente, salva solo il sorteggio per il Csm, la pessima riforma della giustizia voluta dal ministro Nordio. Una vera e propria sfiducia di fatto a Nordio dell'uomo punta di FdI al ministero della Giustizia. Quella sulla giustizia è l'ennesima divisione del centrodestra dopo quella clamorosa di ieri a Bruxelles sul riarmo europeo e il sostegno all'Ucraina dove il partito della Meloni ha votato sì alle armi e si è astenuto sull'Ucraina, Forza Italia ha dato un doppio sì mentre la Lega un doppio no. E poi dicono delle divisioni del campo progressista. Fratelli d'Italia scarica il Ministro Nordio o Delmastro, visti i suoi guai giudiziari in corso, cerca di ingraziarsi i giudici?".

All’attacco anche i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato: "Che l'intento del governo fosse quello di collocare i pubblici ministeri in qualche modo sotto le direttive della politica lo avevano già confessato il ministro Nordio, in molte occasioni, e i capigruppo della Lega e di FdI Molinari e Malan. Oggi arriva l'ammissione limpida e argomentata del sottosegretario Delmastro, che spiega chiaramente quello che noi abbiamo già detto fino allo sfinimento: il governo Meloni punta a cancellare l'autonomia delle procure togliendo loro il potere di direzione delle indagine e/o sottoponendole esplicitamente alle direttive della politica. Delmastro dice: con la riforma sulla separazione delle carriere 'o si va fino in fondo e si porta il pm sotto l'esecutivo, come avviene in tanti Paesi, oppure gli si toglie il potere di impulso sulle indagini. Quando un pm non dovrà neanche più contrattare il suo potere con i giudici in un solo Csm, prima ancora di divorare i politici andrà a divorare i giudici, che hanno il terrore di questa roba’".

Interviene anche Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde: "Delmastro non condivide la riforma della giustizia? Faccia un atto di coerenza e si dimetta. Dopo essere stato condannato per rivelazione del segreto d'ufficio, avrebbe già dovuto lasciare il suo incarico, ma ora ha un motivo in più per farlo. Le sue dichiarazioni confermano l'inaffidabilità di un governo che si sfiducia da solo. La riforma della giustizia voluta dal governo Meloni e dal ministro Nordio rappresenta un attacco alla magistratura, apre porte alla corruzione con abolizione abuso d'ufficio. Il paradosso è che nemmeno il sottosegretario alla Giustizia Delmastro ci crede – conclude Bonelli – Lo ammette candidamente, come se fosse un osservatore esterno e non uno dei rappresentanti del ministero che l'ha promossa. Delmastro e Nordio dovrebbero avere un sussulto di dignità e rassegnare le dimissioni perché si sono mostrati inadeguati”.

Nordio: “Nessun problema con Delmastro, governo compatto”

È un venerdì di estrema irritazione, per Nordio, cui l’esternazione di Delmastro ha turbato il solito weekend di incontri e convegni organizzati in ‘casa’, a Venezia . Anche se il ministro ufficialmente prova a gettare acqua sul fuoco. “Delmastro ha già chiarito che la nostra condivisione è totale e senza riserve- puntualizza il Guardasigilli a margine di un dibattito delle Camere Penali - Non abbiamo gettato maschere perché non ne abbiamo mai avute, e il testo della norma è trasparente e univoco".

E punta il dito sui magistrati: “Lo sgradevole processo alle intenzioni che alcuni membri dell'Anm continuano a fare, prospettando la soggezione del Pm all’esecutivo non aiuta il dialogo checi proponiamo di mantenere, pur nella differenza di idee". Dunque, per Nordio, che il sottosegretario parli degli “errori” della riforma è un dettaglio: primum, portare a casa la separazione delle carriere . “L'intera coalizione va avanti compatta - sottolinea Nordio - accelerando i tempi della doppia lettura parlamentare"

Leggi i commenti