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La Lega ci riprova: ora un ddl contro le soprintendenze. Le opposizioni: "Vergogna"

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Il disegno di legge ripropone buona parte delle modifiche contenute nel vecchio emendamento presentato a gennaio dal Carroccio al dl Cultura che scatenò un polverone che costrinse FdI al ritiro del testo
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Silenzio assenso per i permessi paesaggistici dopo 45 giorni di attesa. Pareri non vincolanti per l’apertura di strade, cave e impianti industriali. Niente nulla osta per aumenti di volume entro il 20% nelle ristrutturazioni edilizie. Dopo lo stop di fine gennaio la Lega ci riprova. L’emendamento “azzoppa Soprintendenze” presentato al dl Cultura scatenò un polverone che costrinse poi Fratelli d’Italia al ritiro del testo dopo l’ira dello stesso ministro Alessandro Giuli. Adesso un doppio ddl a firma di deputati come Gianangelo Bof e senatori come Roberto Marti incardinato nei giorni scorsi alle commissioni cultura della Camera e del Senato ripropone buona parte delle modifiche contenute nel vecchio emendamento. Obiettivo annunciato da deputati e senatori leghisti: alleggerire il lavoro delle Soprintendenze e velocizzare le pratiche dando più margini di manovra ai Comuni. Secondo le opposizioni, è una nuova offensiva contro le Soprintendenze che ora riparte dal partito di Salvini. E ci…

Silenzio assenso per i permessi paesaggistici dopo 45 giorni di attesa. Pareri non vincolanti per l’apertura di strade, cave e impianti industriali. Niente nulla osta per aumenti di volume entro il 20% nelle ristrutturazioni edilizie. Dopo lo stop di fine gennaio la Lega ci riprova. L’emendamento “azzoppa Soprintendenze” presentato al dl Cultura scatenò un polverone che costrinse poi Fratelli d’Italia al ritiro del testo dopo l’ira dello stesso ministro Alessandro Giuli. Adesso un doppio ddl a firma di deputati come Gianangelo Bof e senatori come Roberto Marti incardinato nei giorni scorsi alle commissioni cultura della Camera e del Senato ripropone buona parte delle modifiche contenute nel vecchio emendamento. Obiettivo annunciato da deputati e senatori leghisti: alleggerire il lavoro delle Soprintendenze e velocizzare le pratiche dando più margini di manovra ai Comuni. Secondo le opposizioni, è una nuova offensiva contro le Soprintendenze che ora riparte dal partito di Salvini. E ci sarà da capire che posizione assumerà ora FdI.

Cosa prevede il doppio disegno di legge leghista alla Camera e al Senato? Da una parte l'adozione di un regolamento che vada a modificare l'elenco delle opere non soggette al nulla osta paesaggistico includendovi anche i cosiddetti interventi di “edilizia libera” sottoposti a Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), nonché quelli sottoposti a Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) nei casi in cui l'eventuale aumento di volume non superi la soglia del 20% oppure “le modifiche, come asseverate dal tecnico abilitato, rispettino il carattere dell'immobile”. Il disegno di legge interviene sul procedimento di autorizzazione paesaggistica provando pure a introdurre il silenzio-assenso allo scadere dei 45 giorni concessi alla soprintendenza per pronunciarsi. E il tentativo di introduzione del silenzio-assenso è esteso anche alla domanda di compatibilità paesaggistica. Nell'ambito dell'articolo 167, il Ddl propone la formazione del silenzio-assenso trascorsi i 90 giorni entro cui la soprintendenza deve dare il suo parere vincolante, dopodiché l'amministrazione competente potrà provvedere sulla domanda. La proposta contiene anche una delega al governo per modificare il Codice dei beni culturali individuando un paio di mosse: gli interventi di lieve entità soggetti ad autorizzazione semplificata non dovrebbero più essere sottoposti al parere della soprintendenza ma rientrerebbero nella competenza esclusiva degli enti locali che ne verificherebbero la conformità con il piano paesaggistico regionale. Il disegno di legge propone anche che siano esclusi dagli interventi soggetti ad autorizzazione paesaggistica, quelli praticati sulle parti interne di edifici di cui è vincolata la sola facciata. Un altro criterio direttivo consiste nel prevedere che per le opere di difesa idraulica sottoposte a parere del Genio civile, il parere della soprintendenza sia obbligatorio ma non vincolante.

“Si tratta di un provvedimento che vuole rappresentare le esigenze degli enti locali e di tanta parte del nostro tessuto produttivo che chiedono di affrontare i numerosi colli di bottiglia che ostacolano la crescita del Paese” rivendicano Bof e Marti.

“È una proposta irricevibile, l'ennesimo tentativo di indebolire la tutela colpendo le soprintendenze. Se davvero si vogliono accelerare i tempi, c'è una strada semplicissima: rafforzare le soprintendenze e dargli più risorse professionali ed economiche. L'idea poi di spostare parte dell'esercizio della tutela sugli enti locali è non solo sbagliata ma probabilmente anche incostituzionale. La Lega si rassegni: questo ennesimo tentativo di favorire la speculazione selvaggia non passerà mai” protesta il Pd con Matteo Orfini, deputato in Commissione cultura. “Come fatto su quell’emendamento, ci opporremo con la stessa determinazione continuando a difendere un sistema di protezione dei territori e del patrimonio che il mondo intero ci invidia. La proposta leghista sembra considerare le Soprintendenze come un ostacolo da aggirare anziché riconoscerne l’importanza fondamentale per garantire la salvaguardia della nostra storia, della nostra cultura e dell’identità del Paese” aggiunge Irene Manzi, deputata Pd.

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